Finitela di ingannarci!

Ma di quale futuro parlate ? finitela di ingannare i cittadini, di usarli come bancomat e trattarli come zerbini! In una societa’ in decadenza, dove i valori morali ed etici non esistono piu’ e le regole sono fatte su misura per tutelare un regime, Internet rappresenta la vera “democrazia” ed anche una piattaforma dove presentarsi liberamente, senza liste di attesa.
La societa’ moderna e’ diventata “virtuale”, quella fuori da Internet. La colpa? certamente e’ dei governanti. Il caos sociale, le disuguaglianze ed ogni altra “anomalia” sono la “prerogativa” dei politici.Vivendo in un “paradiso artificiale”, decidono il nostro futuro ed ogni altra regola che ci condizionera’ la vita, intanto che la loro e’ “blindata” da privilegi anacronistici. Anche le nostre capacita’ sono ormai compromesse dalle loro decisioni.La politica europea (UE) e’ ormai “asservita” ai seguenti organi: FMI, BCE, Massoneria e Lobby Finanziarie (Bilderberg e Rothschild) tra le principali. In buona sostanza, la politica, specie in Italia, anziche’ tutelare i cittadini, si e’ schierata “contro” di loro con pesanti misure di austerita’ al fine di impoverire famiglie, imprese e la stessa nazione e favorire gli speculatori internazionali affiliati. In Italia e’ in corso una svendita dei “gioielli di famiglia”: Eni, Enel, Finmeccanica etc
2300 miliardi di euro aggiornato. Il debito pubblico cresce comunque all’impazzata per via delle spese folli e interessi per l’utilizzo della moneta (euro). L’euro e’ un suicidio per l’UE, mentre e’ un vantaggio per la casta politica e lobby di potere per aumentare le disuguaglianze come gia’ avviene nei paesi in via di sviluppo. Con l’euro, torniamo indietro di almeno 50 (cinquant’anni) e senza speranza di migliorare, il che risulta deleterio per i cittadini e imprese. Non abbiamo considerato l’aspetto della tassazione che rappresenta una barriera antieconomica che toglie qualsiasi speranza e velleita’ per il futuro.
Pensate che Internet sia un ambiente virtuale? e’ la politica che ha trasformato la societa’ in ambiente virtuale.. e questo e’ allarmante!

Maggiori informazioni Fabrizio Bratta Official

AUDIZIONE IN REGIONE PUGLIA PER LA PALAZZINA DEI TUMORI. NESSUNA CORRELAZIONE …

NESSUNA EVIDENZA DI ” ASSOCIAZIONE PREVALENTE ” SI PRONUNCIA LA REGIONE PUGLIA PER I CASI DI TUMORE NELLA PALAZZINA INCRIMINATA ” NESSUNA CORRELAZIONE TRA AMBIENTE E CASI DI CANCRO “

La Regione Puglia da le sue risposte tramite l’ARPA nessuna evidenza di possibili associazioni prevalenti ai possibili fattori ambientali e i 26 casi di tumore, di cui 14 maligni, che sono stati accertati tra gli abitanti della palazzina di Viale Archimede, nel quartiere Japigia: è una delle conclusioni a cui sono arrivati con un indagine congiunta tra Arpa Puglia, e Dipartimento di prevenzione della ASL e Arca Puglia, proprietario dell’edificio, a seguito di un monitoraggio congiunto avviato a dicembre 2016.

I rappresentanti degli Enti sono stati ascoltati questa mattina in Commissione del Consiglio Regionale Pugliese su richiesta di Antonella Laricchia del Movimento Cinquestelle nella relazione in Commissione Ambiente con la richiesta avanzata sempre dall’M5S. I Consiglieri Pentastellati chiedono di ” estendere i monitoraggi ai civici adiecenti “.

Alla riunione ha preso parte anche un rappresentante degli inquilini. Negativi i riscontri su un’eventuale presenza di campi elettromagnetici e dopo due campagne di monitoraggio della qualità dell’aria, effettuate negli scorsi mesi con un mezzo mobile.

Attualmente è in corso una terza rilevazione per far luce sul caso. L’assessore pugliese alla Pianificazione territoriale, Alfonsino Pisicchio, intervenuto in audizione, ha affermato che ” si proseguirà nel lavoro di monitoraggio, fermo restando che l’esigenza prioritaria è quella della salvaguardia della salute  ” proponendo anche di coinvolgere nella vicenda l’assessore all’Ambiente, Filippo Caracciolo “.

Palazzina tumori a Japigia, il M5S: “Analizzare composizione chimica edificio”

Laricchia, a margine delle audizioni è intervenuta sul caso: “ Il compito di accertare la verità sui numerosi casi di tumore nella palazzina spetta alla magistratura – ha dichiarato -, ma nel frattempo la politica deve garantire la sicurezza e il diritto alla salute di questi cittadini.

Abbiamo chiesto all’assessore Pisicchio di estendere le analisi epidemiologiche fatte per gli inquilini del civico 16 anche ai civici vicini.

Nel caso di differenze rilevanti la politica non può girarsi dall’altra parte ma deve agire immediatamente e trovare per queste persone una collocazione diversa, almeno fino a quando non termineranno  le indagini della magistratura e non verranno accertate le cause che hanno determinato questa situazione”.

“ Arpa e Asl hanno illustrato i monitoraggi ambientali compiuti nell’intera zona – aggiunge il consigliere pentastellato Gianluigi Trevisi – da cui non emergono valori anomali.

Tuttavia, riteniamo difficile attribuire al caso questa concatenazione di neoplasie all’interno di uno stesso edificio e  per questo crediamo sarebbe stato utile analizzare come prima cosa la composizione chimica dei materiali di costruzione con cui quel palazzo è stato realizzato, perché se l’unica palazzina in cui si registra un numero tanto elevato di casi è quella al civico 16 è lì che bisogna concentrarsi, prima di passare alle aree limitrofe.

Cosa che, attualmente, non risulta essere stata fatta; ci auguriamo che, dopo averle sollecitate in Commissione, anche queste analisi vengano fatte il prima possibile “.

REPORTER

FREELANCER VALTER

JAPIGIA ALTRO MISTERO DEI FUMI E CATTIVI ODORI. E’ ALLARME

VI E’ UN ALLARME PER I FUMI EMESSI DA UNA CIMINIERA CHE CREA FASTIDI E CATTIVI ODORI E’ UN ALLARME GENERALE TRA I RESIDENTI DI JAPIGIA

Da Reporter Freelancer vi notizio su quest’altro caso dei fumi nella zona di Japigia vedesi l’olificio su Via Amendola dove di fronte vi è Mungivacca alle spalle dell’olificio Japigia quindi riesce a dare cattivo odore di sansa e quando vi è vento, lo fa viaggiare.

Qualcuno ha voluto chiamarlo in questo modo: è la terra dei fumi senza fuochi, ma non troppo, i componenti del comitato di Japigia, sul fenomeno dei fumi che avvolgono il quartiere nel quadrilatero che è compreso tra il Polivalente, Via Suglia, Via Caldarola e Sant’Anna, da almeno due anni.

Inizialmente episodi sporadici, si sono andati intensificando nel tempo, fino a raggiungere, la scorsa estate, livelli a dir poco preoccupanti.

” Ormai quasi ogni sera, intorno alle 20.30, cominciamo a sentire nell’aria questo sgradevole odore di gomma e plastica bruciata.

Un odore acre e soprattutto fastidioso». Beppe Dentico, informatico, abita nel quartiere, ma soprattutto è uno dei fondatori del comitato “.

” Insieme ai cattivi odori, ci è capitato spesso di scorgere in lontananza coltri di fumo. Ma quando ci siamo accorti che la puzza circonda il quartiere anche in assenza di eventuali roghi, abbiamo cominciato seriamente ad avere paura “.

E c’è di più: da qualche tempo alcuni residenti delle zone in questione hanno manifestato i sintomi di vere e proprie reazioni allergiche, Dentico compreso. ” Avvertivo un restringimento della gola, con conseguenti difficoltà respiratorie, e gli occhi erano molto arrossati». Nessuno dei malcapitati si è mai rivolto al pronto soccorso, ma «so di persone che fanno ormai quotidiano uso di colliri “.

A fine ottobre un altro residente di Japigia, Matteo Magnisi, consigliere comunale dal 1999 al 2004, ha depositato un esposto in Procura: si era accorto di un altro, inquietante fenomeno.

Una polverina di colore giallo-verde da qualche giorno copriva tutte le strade del quadrilatero in questione, arrivando persino sui balconi delle abitazioni.

Anche l’acqua delle pozzanghere per strada, assumeva lo stesso colore giallastro. Due giorni fa l’esito delle analisi sui campioni da Magnisi raccolti ( e pagati ): si tratterebbe di polline di pino.

Sospiro di sollievo, quindi, ma la tensione per i fumi resta. E se fossero tossici? «In quell’occasione – spiega Magnisi – formalizzai ai carabinieri del Noe la mia denuncia, per conoscenza all’Arpa Puglia e al Comando della polizia municipale, anche per il persistente fenomeno delle continue puzze di bruciato che rendevano l’aria irrespirabile, con odore acre, avvertito sino in gola da sera a notte inoltrata.

Gli odori, non sempre derivanti da fumi e fuochi evidenti, si percepivano in un’area del quartiere da decenni interessata dal vicino depuratore e sansificio, da diverse fonti elettromagnetiche, dalla storica montagnola dei rifiuti che per diverso tempo ha emanato esalazioni di biogas (non si sa se ancora oggi), e poi trasformata in un parco ». Nessuno dà loro risposte.

Non vogliono creare allarmismi, tantomeno gettare nel panico i cittadini che vivono nel quartiere. Chiedono solo un controllo dei livelli di tossicità dell’aria da loro respirata.

Chiedono un sistematico monitoraggio di questi cattivi odori. E la recente cronaca, in particolare la storia della palazzina di via Archimede in cui si è registrato tra i condomini un numero di patologie tumorali decisamente superiore alla norma, non aiuta di certo a rasserenare gli animi.

” Sono in contatto, sempre, con una delle donne malate di tumore che abita in quella palazzina. Mi chiede spesso se ci sono sviluppi sulla storia dei fumi.

 Dal comitato, però, non sono rimasti con le mani in mano. Coinvolgendo parte della cittadinanza, sono già state raccolte 1400 firme depositate al Comune di Bari.

Chiedono una seduta monotematica del Consiglio, chiedono anche ai rappresentanti  dei cittadini vengano coinvolti e assicurino una strategia di controllo di seguire dall’inizio, la storia, l’assessore comunale all’ambiente Pietro Petruzzelli che, insieme alla Polizia Municipale ha già effettuato diversi sopralluoghi seguire dall’inizio,  i  campionamenti delle sostanze presenti nell’aria.

Sarà infatti sistemata una centralina all’interno del recinto del Palaflorio: in questo modo sarà più semplice monitorare la presenza di eventuali elementi nocivi alla salute. In questo modo sarà più semplice monitorare la presenza di eventuali elementi nocivi alla salute dell’uomo.  E c’è di più: a breve incontrerò i Tecnici dell’ARPA

Stiamo infatti decidendo in che modo procedere. Grazie alla collaborazione e alle segnalazioni dei cittadini, stabiliremo l’esatta provenienza dei fumi.

  Una volta capito il punto su cui intervenire, andremo avanti con i mezzi moderni di verifica e controllo del territorio.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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PALAZZINA DEI TUMORI, UNO DEGLI INVIATI DELLE ” IENE ” INTERVISTA IL GOVERNATORE EMILIANO

PALAZZINA DEI TUMORI. INVIATO DELLE ” IENE ” INTERVISTA IL GOVERNATORE. GLI VIENE CHIESTO: ” TROVARE IN FRETTA IL PROBLEMA “

Incursione veramente a sorpresa  dell’inviato delle Iene chiamato appositamente al termine della presentazione della 51°ma Fiera del Levante. Uno degli inviati del popolare programma d’inchiesta di Italia 1 (Emittente Televisiva), Gaetano Pelolaro, ha fermato il Governatore pugliese, Dr. Michele Emiliano, per porgli alcune domande riguardanti la vicenda della ” palazzina dei tumori ” di Viale Archimede, nel Quartiere Japigia di Bari, dove sono stati registrati 27 casi di cancro in 26 anni, circostanze per le quali la Magistratura, nei mesi scorsi, ha avviato un’inchiesta: ” stiamo cercando di capirlo anche noi ” ha affermato il Governatore rivolgendosi all’inviato aggiungendo che ” siamo di fronte a una vicenda rispetto alla quale mi auguro si possa trovare una spiegazione scientifica alla statistica concentrata in modo tragico su quella palazzina”.

Se poi, dice il Governatore, dovessero esserci elementi, anche solo di sospetto, da me segnalati alla Magistratura, ad esempio ” se in quella palazzina ci fosse qualcosa che non “funziona”, sara’ possibile sgomberarla, con tutti i disagi che ne conseguiranno.

Lo dovra’ fare il Sindaco con una ordinanza, in quel caso.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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PRESSO LA ” PALAZZINA DELLA MORTE ” FINALMENTE AL VIA GLI ESAMI PER VIA DEI TUMORI AI RESIDENTI. E’ STRAGE

27 CASI DI TUMORE ACCERTATI PRESSO VIA ARCHIMEDE E 18 MORTI. ” GLI INQUILINI CHIEDONO DI ESSERE AIUTATI “

Ho il dovere da Reporter di darvi notizie in merito alla strage che è avvenuta in una palazzina di Japigia in Via Archimede.

Dopo la relazione effettuata dai tecnici dell’ARPA fatti arrivare dal Friuli Venezia Giulia, dalla loro indagine, su 27 casi avvenuti dal 1999 ad oggi, si è arrivati a circa 30 tra i residenti ex Iacp: negli anni sono state depositati una serie di esposti e denunce.

Adesso gli inquilini che ancora abitano in quegli edifici chiedono di essere aiutati. Dopo questo grido di aiuto sono iniziati da subito i carotaggi del terreno su cui sorge la ” palazzina dei tumori ” in Via Archimede nel quartiere Japigia.

Come già dicevo sono partiti i rilievi e i campionamenti dell’area disposti dalla Procura di Bari, che dopo aver ricevuto dall’ARPA una relazione abbastanza dettagliata, ha aperto un indagine sui 27 casi di tumore registrati dal 1990 ad oggi 2017 tra i residenti della palazzina dell’ex Iacp oggi si chiama ” Agenzia Regionale per la casa ” che si trova davanti al Palaflorio di Japigia.

Al lavoro sui terreni adiacenti e all’interno del cortile del complesso di case popolari ci sono vigili del fuoco e tecnici dell’Arpa del Friuli Venezia Giulia, che hanno portato macchinari e attrezzi specifici, oltre a carabinieri e polizia municipale.

L’area è stata delimitata e sono cominciati gli scavi per indagare sul sottosuolo. Gli investigatori della Procura di Bari, coordinati dal PM Dr. Baldo Pisani, vogliono vederci chiaro dopo le denunce ripetute più volte dai residenti che negli anni hanno visto i parenti ammalarsi di tumori.

Su questo gravissimo caso, sono anche intervenuti i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, con più di una interrogazione.

Aggiungo adesso io e lo devo dire ad alta voce e a chiare lettere, ” Era ora che qualcuno cominciasse a fare sul serio – commenta anche Italo Carelli, consigliere municipale M5S – ci auguriamo che vengano tutelati gli attuali residenti, nel rispetto di quelli che sono venuti a mancare, e che soprattutto, vengano tutelate le generazioni future e il diritto all’alloggio.

Noi non molleremo la presa e l’attenzione finché non verrà a galla la verità “.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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GLI AGENTI DELLA SQUADRA MOBILE DELLA QUESTURA DI BARI ARRESTANO UN GIOVANE INCENSURATO AD ADELFIA

GIOVANE INCENSURATO DETENEVA ILLECITAMENTE ARMI CLANDESTINE E SOLDI TAROCCATI CON PERFEZIONE. ARRESTATO

11/10/2017 – ADELFIA  –  Arrestato ad Adelfia un 30 enne M.B. dalla Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Bari.

Il soggetto deteneva abusivamente armi clandestine e banconote false. Il 30 enne è di Adelfia è un incensurato M.N. nato a Bari, ma residente ad Adelfia a pochi chilometri dal capoluogo pugliese.

Gli agenti della Questura durante la la perquisizione in casa dell’uomo, hanno rinvenuto e sequestrato una somma pari a un milione di euro composta interamente da banconote contraffatte con precisione tale ed anche di ottima fattura, tanto da poterle facilmente essere scambiate per quelle autentiche, insieme alle armi clandestine, parti di esse con munizionamento.

I Poliziotti lo hanno immediatamente arrestato a seguito della perquisizione domiciliare nell’ambito della quale è stato trovato in possesso di:
– 10 pistole semiautomatiche;
– 2 silenziatori;
– 679 cartucce di vario calibro.

Tutte le armi sequestrate, lubrificate e perfettamente funzionanti, prive di marchio identificativo e di numero di matricola, originariamente a salve, sono risultate modificate per renderle offensive mediante sostituzione della canna.

Le armi sono state sottoposte al vaglio tecnico e balistico, effettuato dagli agenti del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica.

Nel corso della perquisizione è stato inoltre rinvenuto e sequestrato un trolley al cui interno era custodita la cifra complessiva di 965.180 euro falsi, composta da:
– 3799 banconote da 20 euro;
– 17784 banconote da 50 euro.

Al termine degli atti di rito, Bratta è stato associato presso la Casa Circondariale di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Sono in corso indagini tese a riscontare la provenienza delle armi e delle banconote false, oltre che a verificare l’eventuale contiguità dell’arrestato alla criminalità organizzata.

Secondo le prime indagini pare che il Bratta avesse una parentela con il noto clan del quartiere Japigia.

L’ipotesi degli investigatori adesso è che il gruppo malavitoso avesse allargato i suoi interessi criminali anche nelle banconote false.

Inoltre pare che le banconote fossero state contraffate e stampate in Campania e ciò dimostra i legami delle organizzazioni criminali baresi con quelle camorristiche.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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” DISCARICA MARTUCCI IN CONVERSANO. BISOGNA EVITARE UNA EMERGENZA RIFIUTI “

” DISCARICA DI CONVERSANO IN AGRO DI CONVERSANO. BISOGNA EVITARE UNA EMERGENZA RIFIUTI “

Si riapre il caso della discarica Martucci in agro di Conversano con degli inizi di polemica ” che bisogna evitare l’ennesima Emergenza rifiuti, dopo il sequestro probatorio della discarica rifiuti di soccorso al servizio degli impianti complessi di Conversano “.

In attesa che la magistratura e gli Investigatori accertino i fatti, la Regione Puglia ha il dovere di intervenire tentando di risolvere il problema con precisione, individuando delle soluzioni e anche presto atte a scongiurare che dalle prossime ore, ed io come Reporter aggiungo anche dai prossimi giorni.

Mezza provincia di Bari si trovi all’improvviso senza un sito nel quale smaltire i materiali e con il rischio di lasciarli per strada, in città spesso già alle prese con una situazione igienico-sanitaria al limite della tollerabilità e in cui la raccolta differenziata è ferma a percentuali bassissime.

Tutto nel silenzio della Regione Puglia, cui beninteso, spetta l’esercizio del controllo e della supervisione sul ciclo dei rifiuti.

Ben vengano le indagini degli organi preposti, ancor più in materia di tutela ambientale, ma l’amministratore pubblico deve anche  intervenire per evitare che le comunità interessate vivano in un perenne stato emergenziale ”. A riferirlo in una nota il  Vice Capogruppo PdL, Sen. Massimo Cassano “.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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UN ACCORDO SIGLATO TRA IL COMITATO E IL COMUNE DI POLIGNANO A MARE PER LA CHIUSURA DELLA DISCARICA MARTUCCI

SI E’ ARRIVATI A UN ACCORDO TRA IL COMITATO E IL COMUNE DI POLIGNANO PER LA CHIUSURA DELLA DISCARICA MARTUCCI

MOLA – Si sta continuando a tentativi  nell’opera incessante di allargamento del fronte dei partecipanti alla ricerca della verità sui possibili inquinamenti derivanti dalla discarica Martucci e della tutela della salute pubblica, il Comitato ha incontrato, lo scorso venerdì 10 maggio, l’Amministrazione Comunale di Polignano.

Un incontro intenso e fruttuoso, che ha visto ampie convergenze sull’analisi della situazione attuale, soprattutto dopo i risultati scaturiti, e resi pubblici, dalle indagini della Procura della Repubblica di Bari su quanto avvenuto in contrada Martucci nel corso degli oltre trent’anni di esercizio di discariche, più o meno controllate e autorizzate; ma soprattutto si è convenuto sulle iniziative da intraprendere per ottenere dati concreti ed avere maggiori certezze sui fenomeni in atto e possibilmente scongiurare danni o aggravamento di danni già presenti.

A tal fine l’Amministrazione Comunale di Polignano, nelle persone del Sindaco Domenico Vitto, dell’Assessore all’ambiente, Daniele Simone, e della Presidente della Commissione Consiliare per la sanità, Tina Lofano, si è impegnata a far eseguire, con proprie risorse, analisi delle acque di falda nel proprio territorio, in contraddittorio con i dati ufficiali ( già definiti falsi nelle intercettazioni telefoniche ) dell’ARPA, a richiedere alla ASL i dati epidemiologici riguardanti i propri cittadini, a costituirsi parte lesa nei confronti degli autori dell’eventuale disastro ambientale, ma ha anche offerto la propria disponibilità a partecipare alle manifestazioni in programma del Comitato cittadino molese ed eventualmente ad emanare apposite ordinanze sindacali, laddove risultassero positive le analisi effettuate in proprio e certificate dai laboratori a cui si rivolgeranno.

Il Comitato non può che plaudire alla prontezza e chiarezza di assunzione di impegni seri e concreti da parte del Comune di Polignano che, se trovasse sponda anche nelle altre Amministrazioni interessate, a cominciare dalla nostra Mola e includendo anche Conversano e Rutigliano, non potrà che gettare una vivida luce nel buio dei misteri di contrada Martucci e appagare la sete di conoscenza della reale situazione ambientale/sanitaria, con gli eventuali e relativi provvedimenti da adottare.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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POLITICA DELLA SICUREZZA E LOTTA ALLA CRIMINALITA’

CHE COS’E’ L’ASSOCIAZIONE CRIMINOSA

Adesso vi spiego un’attimo cos’è l’associazione criminosa organizzata. Si intende tale in quanto esso è un sistema dotato di regole gerarchiche e che comprende codici di comportamento propri, e con questa si ottiene l’obbedienza assoluta e una omertà imposta ai suoi membri, attraverso l’intimidazione, il terrore e la certezza della punizione in caso di uno sgarro commesso da uno dei loro affiliati. Inoltre, questa organizzazione gestisce il mercato illecito, i traffici di armi, prostituzione e droga e, proprio negli investimenti fatti con la droga, consente oggi alle organizzazioni mafiose di assumere un carattere di multinazionale criminale e talmente ben strutturata, che la selezione dei capi avviene attraverso una lotta senza scrupoli. Inoltre, i criteri assunti sono molto simili a quelli dei manager delle grandi aziende. Di solito l’affiliato alla cosca, prima di farne parte, riceve un rito quasi religioso, come ad esempio avviene nella associazione pugliese denominata: la Sacra Corona Unita.

Se poi studiassimo etimologicamente il nome dell’associazione pugliese andiamo a notare che:

  • Sacra: significa che è dovuta al fatto che quando si affilia un nuovo membro all’organizzazione questo viene ” battezzato ” o ” consacrato “, come un sacramento religioso.
  • Corona: dovuta alle processioni dove si usa il rosario ( o corona ) nelle quali si sta uno accanto all’altro.
  • Unità: perchè l’unità fa la forza e bisognava stare tutti uniti come ” gli angeli di una catena “.
  • Le associazioni criminose hanno di solito un forte controllo e sovranità economica che vengono ottenuti attraverso imposizioni di racket e tangenti su porzioni di territorio, avendo inoltre infiltrazioni e condizionamento dei Mass. Media, della burocrazia dell’amministrazione fino all’inquinamento delle stesse agenzie di controllo sociale ed il riferimento normativo italiano in materia trova il suo cardine nella legge n°646 del 1982, nota anche come legge Rognoni – La Torre.
  • Il primo articolo della Legge 646/82, introdotto nel codice penale dell’Art.416 Bis, che oviamente definisce alcune caratteristiche strutturali dell’associazione di tipo mafioso Art.416 Bis ( associazione di tipo mafioso ).

MICROCRIMINALITA’

Adesso vi spiego cos’è la Microcriminalità. E in senso lato e’ un fenomeno sociale in ogni angolo di questo pianeta, che spinge qualsiasi individuo a commettere un determinato delitto e per svariate ragioni, per scarsa cultura, per povertà, per motivi personali, oppure semplicemente si vuole infrangere la legge per trasgredire. La criminalità quindi la possiamo raggruppare in tre categorie, vi sono criminali che agiscono per conto proprio, diciamo che essi sono dei cani sciolti, quelli che invece si associano con altre persone per commettere più reati ( Art.416 C.P. )  e quelli invece che si associano con altre persone per commettere più reati di stampo mafioso ( Art.416 Bis C.P. e leggi speciali ).

LEGGE 646/82

Adesso, vi spiego cos’è l’Art. 646/82 cercherò di spiegarlo in modo facile. Il primo Articolo della Legge 646/82, è stato introdotto nel Codice Penale dell’Art. 416 Bis, esso definisce alcune caratteristiche strutturali dell’associazione di tipo mafioso Art.416 Bis ( associazione del tipo mafioso ).

L’associazione di tipo mafioso avviene quando coloro che ne fanno parte già si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di tutte quelle attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per se o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a se’ o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.

Omertà: è quella solidarietà che, dettata da interessi piratici o di consorterie ( oppure imposta da timore di rappresaglie ), consiste nell’astenersi volutamente da accuse, denunce, testimonianze o anche da qualsiasi giudizio nei confronti di una determinata persona o situazione.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

I parlamentari “abusivi” devono essere cacciati dal Parlamento. A dirlo, a Chieti, è Antonio Pappalardo, generale dell’Arma in congedo, già deputato e sindacalista dei carabinieri.
A capo del Movimento Liberazione Italia, che raccoglie esponenti delle forze dell’ordine ma anche agricoltori e pescatori – dice lo stesso Pappalardo – l’ex capo di stato maggiore d’Abruzzo e Molise si è presentato nel capoluogo teatino per reclutare altri attivisti e organizzare la mobilitazione dell’11 settembre. Tutti a #Roma a piazza Montecitorio, dice Pappalardo annunciando l’appuntamento alle ore 15.
Fonte: Telemax

N.B.: Il Prefetto di Roma, che (in un primo momento) aveva autorizzato la manifestazione, ha poi vietato la stessa con un nuovo ordine.(NdR)

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