Penso che la sconfitta non sia meritata ed esprimo il mio parere sugli elettori

Penso che la sconfitta non sia meritata ed esprimo il mio parere sugli elettori che hanno determinato il fatto. Non condivido la teoria secondo la quale chi perde ha necessariamente sbagliato la propaganda e la campagna elettorale. Sarebbe troppo riduttivo e non prenderebbe in considerazione l’elettorato: distratto, avulso dalla politica, complice di un sistema che non si vuol cambiare, perche’ fa’ comodo a molti. Quelli che hanno votato Pd, non hanno considerato che con gli aumenti, in primis Tasi e tutte le tasse ed imposte vessatorie, inflazione, aumenti di benzina ed altro, hanno solo fatto vincere il Pd, ma la loro situazione economica e’ la stessa, sicuramente peggiore! quegli 80 E sono stati fraintesi e mal calcolati da chi ha votato! Ci rimetterete soldi e salute !!! ha vinto la demagogia, come da routine! Totò diceva: “Lei è cretino, s’informi !”. Noi gliel’avevamo detto…
#VinciamoPoi

esente imu

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L’Europa prepara la truffa del Pil

pil

La truffa del Pil e politiche europee: E’ cosi’ alto il livello di corruzione, collusione e clientelare in Italia da non far cambiare idea ai sostenitori dei partiti tradizionali, tra i quali, il Pd. Quest’ultimo partito, detiene ogni rekord negativo, improduttivo e parassitario. Come puo’ l’Italia risollevarsi in questo scenario drammatico? ripresa? nessuna ripresa! per chi non fosse informato, l’europa ha messo a punto una strategia ingannevole che riguarda il Pil. Per far credere agli sprovveduti che stanno facendo un buon lavoro, entreranno nel calcolo del prossimo Pil, le economie sommerse. La recessione non finira’ con i dati economici Italiani. A breve sentirete che il PIL sta risalendo, che stiamo uscendo dalla recessione, che le politiche di lacrime e sangue sono servite: tutto falso !!! Sono dati che includeranno le economie sommerse, ed e’ stato deciso in europa. Demagogia su demagogia. Nulla sul nulla! {NdR} (L’Europa prepara la truffa del Pil) Diciamolo molti cittadini sono disattenti, distratti , sotto occupati o forse disoccupati e così si sono lasciati sfuggire la novità dell’anno: che la recessione è finita, la crisi è alle spalle. I bollettini del governo uscente, i media, le speranze del guappo di Firenze, si aggirano come avvoltoi attorno a questa notizia : nell’ultimo trimestre 2013 il pil italiano è cresciuto dello 0,1% rispetto a quello precedente ( su una diminuzione annuale dell’ 1,9%). Come si faccia a non percepire una realtà così tangibile è un mistero, anche perché il 2014, anno delle elezioni europee di maggio, è guarda caso, vedi la coincidenza, il primo dal 2007 in cui la “crescita” avviene nella prima metà dell’anno e non è spacciata come certa nella seconda metà. Lo so che a pensar male si fa peccato, anche perché i segni più ci sono praticamente in tutta Europa, spesso anche più corposi negli altri Piigs, cosa che fa scattare – per pura convenzione tecnica – l’uscita dalla recessione. Lo so che magari il più 0,1 dovuto quasi interamente al settore agroalimentare ci rivela solo che c’è stato Natale, mentre la diminuzione complessiva della produzione industriale verificatasi a dicembre e gennaio nel continente e anche negli Usa raffredda gli entusiasmi insufflati tramite media e costringe al contorsionismo statistico. O alla deliberata beffa come Moody’s che in un intricato linguaggio spiega che l’Italia sta meglio grazie al regalo di 7,5 miliardi alle banche e l’idea di sgravarle nel corso dell’anno dal perso dei crediti inesigibili. Del resto più ci si avvicina al fondo del barile, più è probabile che vi siano lievi oscillazioni positive, pur dentro un quadro di declino: anche nel 2011 il secondo trimestre fu positivo con lo 0,2% e la stessa cosa e avvenuta qui è là in tutti i Paesi in crisi, persino in Portogallo quando la gente fu costretta a vendersi l’oro per campare . Ma il fatto è che nello stato di agonia e deflazione in cui la troika ha ficcato l’Europa sarà più difficile per il futuro tirare fuori numeri positivi che non debbano solo ballare solo tre mesi fino alle elezioni. Con la crisi della domanda e dunque la bassa inflazione il pil nominale che è costituito dal prodotto interno lordo reale più l’inflazione, rimane misero, non è un buon argomento di distrazione di massa. Però niente paura, la commissione Ue ha già la soluzione in tasca: se la realtà non ubbidisce all’ideologia liberista lo può fare la statistica che ne è l’ancella. Così da settembre prossimo, in tempo per avere dati annuali decenti, saranno rivisti metodi calcolo del Pil adottando i criteri Usa che garantiscono cifre accettabili: la spesa in ricerca e sviluppo, attualmente conteggiata come un costo rientrerà invece tra gli investimenti, la stessa cosa accadrà per gli armamenti (gli F35 faranno aumentare il Pil, ricordatelo voi che pensate sia una spesa inutile), le merci mandate all’estero per lavorazioni particolari e poi reimportate per creare o semplicemente marchiare il prodotto finito (immaginiamo tutto il settore abbigliamento con il suo made in Italy fasullo, ma anche la meccanica), il pesante settore delle polizze assicurative e persino le multe o le transazioni “illegali” come quelle che riguardano la prostituzione, naturalmente con numeri ipotetici. Così il gioco è fatto. Con lo stesso metodo usato per l’inquinamento idrico o ambientale in genere: se non si può o vuole fare nulla per abbassarlo basta aumentare i livelli di tollerabilità. In questo modo si potranno vantare decenti livelli di crescita inesistente e mostrare che alla fine della fiera l’austerità ha pagato: la diminuzione del reddito reale verrà nascosta dall’inserimento di nuove voci prima mancanti. Del resto è ovvio: le ideologie economiche si foggiano i loro strumenti di misurazione e il vecchio Pil in questo è una manna. Quindi non siate disfattisti, la disoccupazione cresce, le aziende chiudono, i salari calano, le pensioni spariscono, la precarietà diventa normale, ma il signor Pil, cari miei, se la passerà benissimo. fonte: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2014/02/15/leuropa-prepara-la-truffa-del-pil/

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OK, VA’ TUTTO BENE, ALLORA, PER FAVORE, NESSUNO SI LAMENTI PIU’ !!!

VA BENE IL COSTANTE AUMENTO DELLA BENZINA,
VA BENE L’IVA CHE SALE IN UN PERIODO DI CRISI STORICA AL 22%,
VA BENE IL SISTEMA TANGENTI DELLE COOP,
VA BENE LA RICOSTRUZIONE DEI POST TERREMOTO,
VA BENE EQUITALIA,
VA BENE NON AVERE LAVORO,
VANNO BENE LE TELEFONATE DI SPERANZA IN PARLAMENTO ALLE LOBBY,
VA BENE L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA,
VANNO BENE LE TUTELE AI ROM E PREGIUDICATI STRANIERI,
VA BENE L’ITALIANO CHE DEVE EMIGRARE,
VA BENE LA FUGA DEI CERVELLI,
VA BENE L’IMPRENDITORE CHE SI AMMAZZA PER IL SISTEMA DI COSE,
VANNO BENE LE “MAZZETTE” ALLE REGIONI,
VA BENE LA TAV,
VANNO BENE I PREGIUDICATI IN PARLAMENTO,
VA BENE LA TASI,
VA BENE L’EXPO’,
VA BENE IL FISCAL COMPACT,
VA BENE LO STUDIO DI SETTORE,
VA BENE L’EURO,
VA BENE IL MPS,
VA BENE IL LAVORO PRECARIO,
VA BENE LA FORNERO CON LA SUA RIFORMA,
VA BENE IL LAVORO DEI SINDACATI,
VANNO BENE GLI ENTI INUTILI PRESENTI COME MANGIATOIE AI POLITICI TROMBATI,
VANNO BENE GLI F35,
VA BENE IL DEGRADO DEL PAESE,
VA BENE LA SCUOLA CHE ABBIAMO,
VA BENE LA SANITA’ CHE ABBIAMO,

OK. VA’ TUTTO BENE, ALLORA, PER FAVORE, NESSUNO SI LAMENTI PIU’ !!!

NON NE HA IL DIRITTO, NON NE HA LA CAPACITA’, NON HA LA VISIONE DI UN PAESE DIVERSO.
Tenetevi stretti i politici che governano, ve li raccomando!

#VinciamoPoi

italietta

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#VinciamoPoi

“Adesso ci state prendendo in giro. Vi capisco. Mettete proprio il coltello nella piaga. Abbiamo perso. Non è una sconfitta, siamo andati oltre la sconfitta. #vinciamopoi, sì #VinciamoPoi. Abbiamo il tempo dalla nostra, è ancora presto. Quest’Italia è formata da generazioni di pensionati che forse non hanno voglia di cambiare, di pensare un po’ ai loro nipoti, ai loro figli, ma preferiscono stare così. Son dei numeri che non si aspettava nessuno, però noi siamo lì, siamo il primo movimento italiano, il secondo partito. Abbiamo preso il 21-22%, abbiamo preso l’IVA, senza avere voti in nero e siamo lì senza aver promesso niente a nessuno, né dentiere né 80 euro. Io sare anche ottimista, quindi: non scoraggiatevi. Vedo messaggi: “cosa facciamo? andiamo avanti?”, certo che andiamo avanti. Siamo la prima forza di opposizione, faremo opposizione sempre di più, sempre meglio e cercheremo di rallentare il dissanguamento, lo spolpamento di questo Paese, che ci sarà. Noi saremo precisi, puntuali, e ci saremo sempre, non preoccupatevi. Ora Casaleggio è in analisi per capire perché si è messo il cappellino e poi tutti insieme vedremo che cosa fare. State tranquilli, dai, vin… vinciam… Vincono loro. Vincono loro, ma è meraviglioso lo stesso. Intanto io mi prendo un maalox, non si sa mai. Casaleggio, c’è il maalox anche per te, vieni qua.” Beppe Grillo

fonte: http://www.beppegrillo.it/2014/05/vinciamopoi.html

(NdR) Chi ha votato M5S ha cercato di far vincere la legalità !!! Si vergogni chi non l’ha fatto !!!
#VinciamoPoi

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Beppe Grillo: SkyTG24 – C’è una figura nuova in politica: l’onesto!

La media europea di carico fiscale e’ intorno al 20%.

In Italia, il Paese di Pulcinella, e’ intorno al 60%.

L’economia e’ in paralisi per via della pressione fiscale e della deflazione.
Con questi numeri, sentite ad un fesso, non abbiate speranze per il futuro.

Il Fiscal Compact, che i partiti tradizionali hanno firmato, significa recuperare 50 Miliardi di Euro all’anno per 20 anni! Sei connesso? capisci questo dato ?! Il Pil e’ fermo! e se il Pil e’ fermo, il Fiscal Compact ci chiedera’ i 50 Miliardi per anno.

Ormai l’Italia e’ una Repubblica fondata sul reddito! se non hai un reddito sei tagliato fuori dalla societa’, sei un invisibile. Ti ricattano con il lavoro, che non ti garantiscono, se non in forma precaria e frustrante, pur essendo l’art. 1 della Costituzione.

#vinciamonoi #onoi #oloro

fiscal compact

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Elezioni europee 2014: “Grillo le ha già vinte”

(Un impareggiabile Oliviero Beha spiega agli Italiani “distratti” la situazione reale del Paese e a chi attribuire le colpe!

Non essere “complice” e smettila di fare la vittima!

Piuttosto non continuare a votare la politica tradizionale ed a fare sempre le stesse cose, sperando di ottenere risultati diversi! Se anche questa volta non capisci i “contenuti del messaggio”, dai retta ad un fesso, fatti visitare da uno “bravo!”, senza offesa! – NdR)

Beppe Grillo e il M5S avrebbero già vinto le elezioni, a prescindere dai risultati delle elezioni europee. A dirlo non è un “grillino”, ma il giornalista Oliviero Beha, il quale dice di non essere un sostenitore del Movimento. In un articolo sul suo blog ha spiegato il motivo:

“Non c’è davvero bisogno di essere un “tifoso” (la virgolettatura è solo uno scrupolo…) di Beppe Grillo e del M5S per affermare che loro le elezioni le hanno già vinte, comunque vada nelle urne domenica. Certo, elettoralmente e politicamente in senso stretto un conto è che quello di Grillo diventi il primo partito, un altro che segua il Pd renziano, presumibilmente comunque non di molto, nella disintegrazione postuma del centrodestra. Ma se il termine “politica” ha ancora un etimo profondo anche se continuamente svilito da coloro che la praticano per mestiere, bisogna riconoscere che con la performance di ieri l’altro in tv, sulla Rete ammiraglia dell’azienda pubblica da un pezzo privatizzata per bande più o meno larghe, Grillo ha maoescamente quasi completato la sua lunga marcia cominciata sette anni fa. Sono così preciso perché c’ero, quando con Elio Veltri nel maggio del 2007 varammo un manifesto per la riforma della politica e la sua traduzione operativa in una Lista Civica Nazionale, manifesto firmato da Beppe e Fo e Franca Rame, Tabucchi, Travaglio e Barbacetto ecc. ecc.”

Secondo Beha, l’establishment italiano sta avendo un bel po’ di strizza e perciò “dipinge” il leader del M5S come “leader dell’antipolitica”, non riuscendo a capire che i sostenitori di Grillo sono nauseati dalla politica tradizionale, che sta portando l’Italia alla rovina:

“Poi vennero i “vaffa day”e le prime rappresentanze locali, fino al boom delle politiche del febbraio 2013. All’epoca era un comico prestato alla politica, adesso, anche se intermittentemente per fortuna rinuncia a prendersi sul serio, è lo spauracchio di un intiero sistema, politico, mediatico, finanziario, imprenditoriale, che lo dipinge da un pezzo e sempre di più nella sua crescita come un tribuno dell’antipolitica. Senza rendersi conto che è esattamente questo il punto su cui si regge tutto il seguito sociale e politico di Grillo, ossia mettere a nudo il più possibile il suo antagonismo a “questa politica” che nel frattempo, lungo i sudati sette anni, ci ha ridotti come Paese e come popolo sul lastrico. Potevano almeno sforzarsi e chiamarla “ante-politica”, avrebbero evitato di autoconnotarsi nel peggio e per la scesa…”

Poi due parole sul faccia a faccia tra Grillo e Vespa:

“Anche il derby tra i recensori dell’esibizione di Beppe da Vespa pare di poco momento, se rapportato ai risultati raggiunti da Grillo che aveva comunque tutti contro, almeno all’inizio. Basta andare a riguardarsi le cronache. Naturalmente da un paio d’anni c’è chi si sta arrampicando pure maldestramente sul carro del presunto o temuto vincitore, secondo i dettami di Flaiano. L’unico vero deterrente nei confronti del M5S era in buona sostanza affidato al terribilismo di Grillo, ai rischi che comporta un “salto nel vuoto”, alla paura dell’ignoto subito rivestito del populismo del passato e dell’autoritarismo anche un po’ straccione che tra l’altro la storia dice piacerci, e parecchio… Ancora e sempre autolesionismo sistematico dei consunti padroni del vapore. E infatti, durante un “Porta a Porta” che ha folgorato l’Auditel cui il “mostro” ha partecipato per raggiungere le fasce più anziane di elettori (e quindi credo/spero di cittadini), per rendersi conto bastava spegnere l’audio, operazione che in passato ci ha dato la soddisfazione di vedere nei tg e nei programmi i veri “mostri”.

Il giornalista fiorentino dice poi che l’altra sera a Porta a Porta sarebbe andato in scena un confronto tra il “sistema”, cioè Vespa, e il rappresentante dei cittadini e dell’incazzatura nazionale, cioè Grillo:

“La tv è facce, si è sempre detto: ebbene da una parte ti trovavi di fronte al solito Vespa rotto a tutto e unto ma non del Signore, che evocava perfettamente il nostro recente passato e il sistema che ci ha ridotti così, e dall’altra un detonatore imborghesito ma sincero della incazzatura nazionale. Pieno di contraddizioni, certo, ma “innocente” per il passato. Con il merito di aver comunque incanalato la rabbia in una forma politicissima padroneggiando la violenza.”

Perciò, conclude Beha, Grillo avrebbe già vinto per un semplice motivo:

“Senza bacchette magiche, è vero, che comunque non ha nessuno, sull’orlo di un baratro economico sintetizzato da tutti gli indicatori e un buco nero culturale di cui non si parla mai. Per questo, comunque vada alle Europee, Grillo ha già vinto: perché non è un’invenzione del momento ma uno specchio in cui riflettere un’immagine che non ci piace.”

video: http://www.lafucina.it/2014/05/21/elezioni-europee-grillo-le-ha-gia-vinte/

Basta un “Mi Piace” per aumentare la visibilità di questa pubblicazione e permettere ad altri di vederla e condividerla. Clicca su “Mi Piace”popolo Sovrano

Abbiamo paura di questa politica tradizionale dell’inerzia, non di Beppe Grillo !!!

Abbiamo piu’ paura dell’inerzia e del regime della politica tradizionale piuttosto che delle esternazioni di Beppe Grillo, peraltro reattive, naturali e coraggiose.

Sono altresi’ l’effetto di decenni di politiche scellerate ed affaristiche
che hanno visto i cittadini trattati come zerbini e sfruttati come bancomat da politiche finanziarie e fiscali vessatorie, persecutorie e predatorie.

Parlando dei politici che hanno governato l’Italia negli ultimi trent’anni, Grillo ha spiegato che hanno fatto leggi che non capivano e la loro forza, come in Europa, è la complessità. La loro forza è la lentezza della giustizia, la prescrizione.

Far passare Beppe Grillo per un rivoluzionario e’ la conferma di un malessere ed un grande diasagio da parte della politica tradizionale dell’inerzia nel gestire il bene pubblico ed un iper-attivismo nel gestire i propri tornaconti personali (leggi ad personam) e di partito.

In Italia, il Paese di Pulcinella, ormai i premier sono assunti con contratto a progetto.

Dov’e’ finita la sovranita’ popolare?!

Avanti tutta, l’onesto “curioso” fa’ paura!

fonte: (NdR) – Blogger 2014

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POLITICA – Borsellino su Grillo : ‘Sbagliato criticarlo’

Aggiunge: ‘Bisogna spazzare via la classe politica italiana’.

Salvatore Borsellino, fratello del defunto magistrato Paolo, si ricrede sulla decisione di Beppe Grillo e del M5s di non allearsi con il PD e dal palco dichiara:

“Oggi è venuto allo scoperto: io all’inizio quando avevo criticato Grillo, avevo criticato il Movimento 5 Stelle perché non avevano accettato di fare un governo con il PD, di dare i loro voti per avere la maggioranza. Ho riconosciuto di avere sbagliato.”

E continua, dopo essere stato interrotto dagli applausi del pubblico: “Perché non si può costruire niente sulle macerie.”

Borsellino sembra concordare con le parole di Beppe Grillo in merito alla necessità di “spazzare via” la classe politica italiana:

“E questo prima di tutto, Prima di ricostruire qualcosa bisogna spianare con un caterpillar le macerie di cui è disseminato il nostro Paese, la nostra repubblica… Le macerie morali. Abbiamo una classe politica che pensa soltanto a mantenere il proprio potere. A gestire i propri interessi. Non è in quel posto per gestire il bene pubblico. Se questa classe politica non viene completamente azzerata le cose non potranno cambiare.”

fonte: La Fucina

http://www.lafucina.it/2014/05/08/grillo-borselino/

#VinciamoNoi Tour#vinciamoNoi Tour

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«L’Austerità non serve, ci vuole un new deal per l’Europa» – La medicina dell’austerità non ci porta da nessuna parte.

Per l’Europa serve un nuovo trattato, un New Deal, che sostituisca gli indici del fiscal compact, il deficit, il debito e l’inflazione con la disoccupazione, la povertà e lo sviluppo». Così il leader di Syriza Alexis Tsipras, durante il videoforum su Repubblica Tv. «L’Europa si trova oggi senza vie d’uscita dal punto di vista strategico. Dall’inizio della crisi riciclano sempre le stesse politiche che aggravano la situazione. In questo modo hanno trasformato una crisi bancaria in una crisi generale».

fonte: http://www.politicalpeople.com/fiscal compact

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[FILM COMPLETO] – CENSURATO DA TUTTE LE TV ITALIANE …

“Zeitgeist: Moving Forward” è il titolo di questo Web film di Peter Joseph, uscito nel 2011, ultimo di una trilogia composta da “Zeitgeist: The Movie” e “The Zeitgeist Movement”. E’ un film nato per la rete e nella rete resta.
Visita:http://oltrecensura.over-blog.com/ oppure http://www.radiantcatalyst.flazio.com/
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Notizie e politica
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