CHI HA UCCISO I GIUDICI ANTIMAFIA

Il pentito Gaspare Spatuzza ha inizialmente rivelato che non è stato il mafioso  Vincenzo Scarlantino a rubare la fiat che ha fatto saltare (in aria) Borsellino, ma lui.

Ha soprattutto rivelato è detto che, nel garage di Palermo dove avevano imbottito di esplosivo l’auto non vi erano soltanto mafiosi, vi era anche un agente segreto, sui 50 anni.

Spatuzza lo identifica a distanza di due mesi, in un archivio di foto che i Servizi Segreti hanno dovuto inviare ai magistrati di Caltanissetta, su loro richiesta.

E’ stato quindi riconosciuto subito dopo, da Massimo Ciancimino, il figlio dell’ex Sindaco mafioso di Palermo, come uno degli uomini dello stato che trattava con suo padre Vito.

Evidentemente e’ uno dei legami tra lo stato e Cosa Nostra.

L’ agente segreto fu messo sotto inchiesta e la sua identità non è stata mai svelata…. .

Sembrerebbe successivamente che furono poi identificati altri agenti  che trattavano  con Vito Ciancimino.

Per esempio il  ” signor Franco “, l’uomo che, per tre anni avrebbe avuto dei contatti stretti con lui, gli avrebbe quindi consegnato  dei passaporti falsi e il papello ( la lista di richieste di Toto’ Riina  allo stato per fermare i massacri ).

Quest’ uomo  non voleva che Vito parlasse, ne che lo facesse suo figlio Massimo , che recentemente aveva intimidito ….quello che poi emerse da tutto questo, e’ che una parte dello stato trattava con Cosa Nostra mentre da un’altra parte partecipo’ materialmente ai massacri.

Una commissione del Ministero Dell’Interno tuttavia rifiuto’ di ammettere Spatuzza nel programma definitivo di protezione dei pentiti in quando “non affidabile”.

Il pentito viene reso invece affidabile da tre procure ( Caltanissetta, Firenze, Palermo ) e dal Procuratore Nazionale Antimafia , si vede respinto da questa commissione governativa.

Motivo ufficiale: Spatuzza ha fatto le sue rivelazioni oltre i sei mesi durante i quali un pentito deve parlare.

Spatuzza aveva citato che il suo Boss che affermava ,nel 1994, che la mafia aveva ” il paese in mano ” grazie a Silvio Berlusconi, e al suo braccio destro, il Senatore Dell’Utri….  il quale e’ stato condannato in appello, il 29 giugno, a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

Questa fu una pena molto importante per un uomo che aveva avuto da sempre rapporti di affari con Berlusconi, nostro Presidente Del Consiglio…. .

Anche se i giudici lo avevano assolto nel periodo del 1992 ad oggi.

In ogni caso, la decisione di non proteggere Spatuzza, che giunge mentre vengono riaperte le inchieste sui magistrati, e’ un segnale politico a coloro che fanno emergere una verità diversa da quella ufficiale.

Dopo diciassette anni di silenzio, Riina decide di parlare per la prima volta dove lui stesso si era reso conto che era stato usato.

Sulla morte di Borsellino disse con sue testuali parole ” Non guardate sempre e solo me , guardatevi dentro anche voi ” aggiungendo ” l’hanno ammazzato loro “.

Riina ha 80 anni, è malato. Si spera che parli prima di morire… e’ grave se solo fosse accertato … ma chi, all’interno dello Stato? La Democrazia Cristiana ( DC ) che allora era al potere.

La DC aveva avuto dei rapporti con la mafia, ma coloro che hanno destabilizzato l’Italia a colpi di bombe sono quindi da cercare  non nei partiti ma all’interno dell’apparato dello Stato.

Infatti, queste bombe esplodono in un momento di vuoto e di ricomposizione politica: la DC crolla, spazzata via dall’operazione anticorruzione “Mani Pulite” e nasce un nuovo partito, quello di Berlusconi: Forza Italia.

Il processo Borsellino sara’ riaperto per far piena luce.

Ci sono troppi interrogativi. Scarantino, che si era accusato all’inizio di aver rubato lui la “Fiat” che doveva uccidere il giudice, sarebbe dunque un falso pentito, come credono i magistrati colui che aveva partorito e’ l’ex super poliziotto  Arnaldo La Barbera. Ora si e’ appena saputo che questo super poliziotto incaricato, dalla fine del 1992, dell’inchiesta su questo trauma nazionale che sono stati gli assassini di Falcone e Borsellino, è stato un agente dei servizi segreti….

Tutto questo è incredibile. Compariva a libro paga come ” fonte ” sotto il nome di ” Catullo ” nel 1986 – 1987, poi e’ diventato capo della Squadra Mobile di Palermo nel 1989. Ma chi entra nel mondo dei servizi segreti non ne esce… .

La sorpresa fu totale. Perchè un poliziotto sarebbe stato anche uno 007. A chi doveva riferire. E’ morto nel 2002.

Nel 1989 all’Addatura in Sicilia, vi fu un attentato fallito e già da allora, all’ interno dello Stato alcuni volevano la morte di Falcone.

I due killer erano arrivati dal mare in un canotto per piazzare davanti alla villa di Falcone 58 candelotti di dinamite.

I sospetti si erano diretti su due poliziotti, Antonino Agostino ed Emanuele Piazza. Oggi, dopo ventun’anni, vi sono state delle nuove indagini rovesciando tutto: i killer – mafiosi e uomini dei servizi segreti – sarebbero infatti arrivati via terra. Mentre Agostino e Piazza sarebbero giunti li per impedire l’esplosione….

I due poliziotti morirono poco dopo. Piazza fui strangolato nove mesi dopo  l’Addura. Alcuni mesi prima Agostino e’ stato ucciso.

Gli assassini non sono mai stati scoperti. Anche Riina ha ordinato un’ inchiesta interna a “Cosa Nostra” per sapere chi lo aveva ucciso. Invano. Quindi non era stata “Cosa Nostra”…. due mesi dopo il padre di Antonino Agostino, che in preda alla disperazione non tagliava la barba subito dopo la morte del figlio, pochi giorni prima  dell’omicidio, due poliziotti erano andati a cercarlo: ” dov’è tuo figlio “. Uno dei due, disse aveva una faccia da mostro, con la parte destra gonfia, butterata, che lo faceva assomigliare ad un cavallo, quella stessa faccia che alcuni testimoni avrebbero visto su altri luoghi di massacri Siciliani.

Il primo ad averne parlato fu un pentito di mafia, ucciso nel 1996, Luigi Ilardo, che racconto’ ad un Colonnello dei Carabinieri, Michele Riccio, di aver visto un uomo dei servizi segreti, con ” la faccia da mostro “, andare a piazzare alcune bombe.

Quell’attentato dell’Addatura fu seguito dopo da strane indagini. Cosa avvenne, la notte seguente all’omicidio di Agostino, la squadra mobile di Palermo, fece una perquisizione a casa sua. Il padre sapeva che suo figlio aveva dei documenti segreti in un armadio.

I poliziotti li trovano subito… e spariscono. Tutto questo e’ davvero incredibile quest’anno, dopo ventun’anni, i giudici di Palermo fanno mettere una  microcamera a casa  di uno di questi poliziotti, Guido Paolilli, a Pescara. Per mesi, niente. Fino a che un mattino, vedendo il padre di Agostino alla televisione, Paolilli dice a suo figlio: ” Quella notte, abbiamo fatto sparire un mucchio di carte ” . Questo poliziotto  era agli ordini di La Barbera…  il padre di Agostino ha anche parlato a La Barbera del ” mostro “.  Ma il verbale misteriosamente spari’.

Il giudice Falcone già dal 1989 inizio’ a capire e a comprendere chi stava tramando contro di lui. Due ore prima dell’attentato fallito, disse che coloro che lo avevano organizzato erano ” spiriti molto raffinati “.

Non parlava dei mafiosi… Hai indicato cosi’ una pista mai seguita….  Sapeva che una parte dello Stato voleva ucciderlo, perchè destabilizzava il potere italiano. Si era appena concluso il maxi-processo che gli aveva istruito, fu la prima vera  disfatta della mafia….

Oggi, da un lato, l’Italia commemorava i suoi eroi Falcone e Borsellino. Dall”altro, sa dove si trovavano, fino ai due mesi, tutti gli atti delle inchieste sulle loro morti. Accatastati in un deposito  della polizia di Bagheria, vicino Palermo, rosi dagli escrementi dei topi e dall’umidità.

Il procuratore di Reggio Calabria, che ha dichiarato guerra alla ” Borghesia mafiosa “, la mafia con il colletto bianco, e il procuratore di Caltanissetta, che indaga sui massacri in Sicilia, hanno ricevuto un proiettile per posta, con la stessa impronta digitale. Queste minacce  fanno seguito a ben altre dall’inizio dell’anno, nei confronti di magistrati… Un clima simile a quello del 1992, che rende palpabile la paura di un attentato in Sicilia o in Calabria.

Reporter

( Freelancer Valter Padovano )

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  • Articolo che pone in campo pezzi dello stato in ambienti mafiosi. Allarmante!
    vergognoso.
    Chi deve indagare, lo faccia fino in fondo, senza se, senza ma.