Vota il sondaggio sulle promesse dei politici

http://it.99polls.com/poll_422456:1

http://blogger2014forum.forumeiros.com/t126-le-promesse-si-mantengono-altrimenti-si-decade

Vota il sondaggio, grazie!

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sondaggio2

Renzi ci parla del Nuovo Ordine Mondiale #NWO

Il governo Italiano e’ palesemente asservito alla volonta’ della massoneria d’oltreoceano, nella fattispecie americana, per preparare le condizioni di caos sociale e poverta’, entrambi elementi “necessari” a giustificare il prossimo NWO, tanto desiderato dalle Lobby e dall’arroganza della Presidenza degli Stati Uniti d’America.

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#progressoefuturo

Famiglia: oggi genitore1 e genitore2

Societa’: disuguaglianze, caos sociale, insicurezza, violenza.

Nazione: territorio multirazziale, dopo invasione senza freni di immigrati.

Giustizia: la riforma della giustizia, cancella almeno 112 reati, creando ulteriori gravi pericoli alla societa’. Follia senza precedenti.

Lavoro: detassato il lavoro per le imprese. Il lavoratore e’ quasi sempre precario, senza piu’ diritti e tutele, intanto abolito l’art.18.
I salari partono da 300 E, come in Grecia. Schiavitu’ moderna!

Previdenza: le pensioni d’oro ed i privilegi ai politici, mettono in serio rischio le prossime pensioni, comunque ridotte. Il sistema pensionistico andra’ in collasso con un’economia in recessione per via della tassazione che inibisce i consumi.

Istruzione: docenti precari, malpagati e senza sicurezza di lavoro per il futuro. La maleducazione tra gli alunni e’ la regola, non l’eccezione.

Difesa: e’ un capitolo dove non si bada a risparmiare. Gli ordini partono dagli U.S.A. e dai gruppi di potere massonici.

Poche righe ma indicative di una nuova realta’ allarmante, nei fatti. Il futuro e’ ormai compromesso, salvo un ripristino dei valori tradizionali conservatori, unica ancora di salvezza.
– Admin

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troika

IL MIRACOLO DI LANCIANO: IL SACRO CUORE SI RIVELA

Il Sacro Cuore, attraverso santa Margherita, rivolse delle precise richieste al Re di Francia Luigi XIV.
Eccole:
1. Il Re deve consacrarsi con la sua famiglia al Sacro Cuore e offrirgli pubblici omaggi.
2. Egli deve chiedere ufficialmente alla Santa Sede di autorizzare la Messa del Sacro Cuore e di concedere privilegi per l’universale diffusione di questa devozione.
3. Egli deve far costruire una basilica dedicata al culto del Sacro Cuore.
4. Egli deve porre la Francia sotto la protezione del Sacro Cuore, raffigurandolo sugli stendardi e sulle armi del Regno.
5. Egli deve promuovere nell’intera Europa i diritti di Gesù Cristo come Re dei re e Sovrano dei sovrani.
Le richieste non furono esaudite e la Francia, da baluardo del Cattolicesimo che doveva essere, divenne la culla dei più gravi errori. Luigi XVI ne pagò le conseguenze. Nel 1792, mentre era prigioniero dei rivoluzionari, si ricordò delle promesse del Sacro Cuore alla Corona di Francia e promise che, se fosse scampato alla morte e tornato sul trono, avrebbe consacrato se stesso e la Francia al Sacro Cuore. Ma Gesù stesso (più di un secolo dopo) dirà a suor Lucia di Fatima che fu troppo tardi.
LA REGALITÀ SOCIALE DI CRISTO
Dunque, la devozione al Sacro Cuore è anche un richiamo di carattere sociale, un richiamo cioè a concepire l’autorità politica come modello di servizio e di sacrificio in cui gli elementi della donazione, dell’oblazione e dell’amore diventino fondamentali nell’esercizio di tale autorità. Insomma, il modello di ogni autorità politica deve essere la regalità di Cristo e del suo amore immenso per ogni uomo. L’enciclica Annum sacrum di Leone XIII, del 25.5.1899, afferma che la devozione al Sacro Cuore ha la sua ragione teologica proprio nella regalità sociale di Cristo. E infatti il coronamento del culto pubblico al Sacro Cuore fu l’istituzione della festa liturgica di Cristo Re. Nel 1925, Pio XI stabilì che questa festa venisse celebrata l’ultima domenica di ottobre. E in tale giorno bisognava anche rinnovare la consacrazione dell’umanità intera al Cuore di Gesù. Leggiamo alcune parole tratte dalla Quas primas, l’enciclica di Pio XI, dell’11.12.1925, che istituisce la Festa di Cristo Re: “Chi non vede che, fin dagli ultimi anni del secolo precedente, in modo ammirevole andava preparandosi il cammino per l’istituzione di questa festa? Tutti sanno che l’autorità e la regalità di Cristo sono stati già riconosciuti dalla pia pratica delle consacrazioni e omaggi al Sacro Cuore di Gesù rivoltigli da innumerevoli famiglie, e non solo da famiglie, ma anche da Stati e Regni, che hanno compiuto lo stesso atto. (…) Il diluvio di mali sull’universo proviene dal fatto che la maggior parte degli uomini ha respinto Gesù Cristo e la sua sacrosanta Legge, sia dalla vita privata che da quella pubblica. Non vi sarà certa speranza di pace duratura fra i popoli, finché gli individui e le nazioni si ostineranno a negare e rifiutare l’imperio del Salvatore.”
C’è sicuramente una speranza, quella che la devozione al Sacro Cuore costituisca l'”occasione” per far ritornare questo mondo alla “giovinezza” della Verità. Un episodio alimenta questa speranza. Santa Gertrude (1256-1302) ebbe una visione in cui chiese a san Giovanni evangelista perché, nel suo Vangelo e nelle sue Lettere, aveva fatto solo intravedere quei misteri pieni di amore che aveva ricevuto dal Sacro Cuore. L’Aposotolo le rispose: “Il mio ministero doveva limitarsi a rivelare sul Verbo increato, eterno Figlio del Padre, alcune parole feconde, sulle quali l’intelligenza degli uomini meditasse continuamente, senza poter mai esaurirne le ricchezze. Ma agli ultimi tempi è riservata la grazia di udire l’eloquente voce delle pulsazioni del Cuore di Gesù. Nell’udire questa voce, l’invecchiato mondo ringiovanirà dal suo torpore e il calore del divino amore lo infiammerà un’ultima volta.”
PER RENDERSI DEGNI DELLA GRANDE PROMESSA È NECESSARIO:
1. Accostarsi alla Comunione. La Comunione va fatta bene, cioè in grazia di Dio; quindi, se si è in peccato mortale, bisogna premettere la confessione.
2. Per nove mesi consecutivi. Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia,ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo.
3. Ogni primo venerdì del mese. La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell’anno.
Se, dopo fatti i nove primi venerdì con le debite disposizioni, uno cadesse in peccato mortale, e poi morisse all’improvviso, come potrebbe salvarsi? Gesù ha promesso, senza eccezione alcuna, la grazia della penitenza finale a tutti coloro che avranno fatto bene la Santa Comunione nel primo venerdì di ogni mese per nove mesi consecutivi; quindi si deve credere che, nell’eccesso della sua misericordia, Gesù dia a quel peccatore moribondo, la grazia di emettere un atto di contrizione perfetta, prima di morire.
Chi facesse le nove comunioni con l’intenzione di proseguire poi più tranquillamente a peccare, potrebbe sperare in questa grande promessa del Sacro Cuore di Gesù? No di certo, anzi commetterebbe tanti sacrilegi, perché accostandosi ai Santi Sacramenti, è necessario avere la ferma risoluzione di lasciare il peccato. Un conto è il timore di tornare ad offendere Dio, e altro la malizia e l’intenzione di seguitare a peccare.

fonte: http://www.amicideltimone-staggia.it/shop/index.php

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L’onesto in politica

Onestà e competenza
in ambito politico
di Luigi Lorenzetti
(direttore di “Teologia Morale”)

Siamo tentati dal definire utopica la condizione di chi, impegnato in politica, riesce a svolgere onestamente il suo incarico. Eppure se si abbandonasse l’idea di una politica abbarbicata solo su inganno, slealtà e corruzione si riscoprirebbe la preziosità di un agire politico fondato sulla dimensione del servizio.

Il politico onesto è sincero, non inganna, non approfitta del suo ruolo per interessi personali, non corrompe né si lascia corrompere. Per lui, l’onestà (dal latino honestus=onore) è proprio una questione di onore e di dignità personale; avverte la disonestà come un venire meno a sé stesso prima ancora che agli altri che gli hanno dato fiducia.
Il rapporto tra politica e onestà può interrompersi nella prassi, ma anche a livello di pensiero. Due noti filosofi della prima metà del Cinquecento sono emblematici di una duplice e divergente teoria che arriva fino al nostro tempo. Una è rappresentata da Erasmo da Rotterdam (Geer Geertsz), teologo, umanista e filosofo olandese. Egli insegna che l’onestà è una specifica qualità dell’uomo di governo.
L’altra tendenza è di N. Machiavelli, filosofo e politico fiorentino che sostiene, invece, una ricorrente inconciliabilità tra politica e onestà: l’uomo di governo, per raggiungere finalità sociali che si impongono come necessarie, è obbligato talvolta a comportamenti condannati dalla morale comune, come l’inganno, l’astuzia, la slealtà. Pensatori, più vicini al nostro tempo, minimizzano il valore onestà, esaltando invece il valore competenza. Al politico – affermano – come pure all’ingegnere, al medico, o ad altri professionisti in genere, non si chiede che siano onesti ma competenti, pena il causare gravi danni alla collettività.
Tra le diverse e divergenti teorie, come pensare il rapporto tra politica e onestà? I due termini sono conciliabili/inconciliabili? È forse utopico pensare che l’uomo o la donna di governo (amministratore, funzionario pubblico) agisca onestamente? Come risposta, è necessario anzitutto identificare e descrivere la duplice figura del politico: quello onesto e, per contrasto, quello disonesto; successivamente evidenziare il nesso tra onestà e politica; e infine, ma non da ultimo, dare voce all’esigenza di una politica onesta che viene dal basso, dal cittadino, singolo o associato, a cominciare dalla famiglia.
Una duplice figura
Erasmo da Rotterdam scrive L’educazione del principe cristiano(cf. Edizioni di Pagina, Bari 2009). Insegna che l’onestà è la qualità specifica di un uomo di governo che, al suo tempo, era impersonato nel Principe. A lui si rivolge in forma di dialogo e gli indica la strada per divenire un eccellente uomo di governo. «Se vuoi dimostrarti ottimo principe, sta bene attento a non lasciarti superare da alcun altro in quei beni che sono tuoi propri, la magnanimità, la temperanza, e l’onestà». In competizione con gli altri principi, il maestro indica la modalità per uscirne vincitore: «Se vorrai entrare in gara con altri principi, non ritenere di averli vinti, perché hai tolto loro parte del dominio. Li vincerai veramente se sarai meno corrotto di loro, meno avaro, arrogante, iracondo». In un altro passaggio, è il Principe che interpella il maestro e chiede: «Qual è la mia croce?». Gli viene risposto che la sua croce è «il seguire ciò che è onesto, il non fare del male a nessuno, non lasciarsi corrompere dai doni».

Purtroppo, tale immagine di politico è stata ritenuta allora, e anche oggi, poco realistica, quasi utopistica. Infatti, più ascoltato e seguito è N. Machiavelli che è contemporaneo di Erasmo da Rotterdam. L’onestà in politica è certamente apprezzabile – egli dice – ma è spesso di impedimento all’efficacia e al risultato dell’azione politica, per cui bisogna passare sopra a eventuali esigenze etiche. «Quanto sia laudabile in un principe mantenere la fede, e vivere con integrità e non con astuzia, ciascun lo intende». E aggiunge: «Non di manco si vede per esperienza, nei nostri tempi quelli principi avere fatto gran cose che della fede hanno tenuto poco conto» (Principe, c. XVIII). Detto più chiaramente, se vuole fare «gran cose», il Principe è obbligato a ricorrere all’astuzia, all’inganno, al cinismo.
Al riguardo, è significativo il commento di Norberto Bobbio (cfr.Elogio della mitezza, Linea d’Ombra Edizioni, Milano 1994). La chiave di tutto è l’espressione «gran cose». Infatti, «se si incomincia a discutere intorno al problema dell’azione umana, non dal punto di vista dei princìpi morali ma dal punto di vista delle “gran cose”, cioè del risultato, allora il problema morale cambia aspetto, si rovescia radicalmente […]nell’azione politica non contano i princìpi, ma le “gran cose”». In altre parole, è il risultato che conta (le «gran cose»), e questo va perseguito con ogni mezzo, onesto o disonesto che sia. In una parola, il fine giustifica i mezzi.
È facile obiettare che quello che conta non è soltanto il fine, l’obiettivo, ma anche i mezzi che si adottano per raggiungerlo. Il potere politico, infatti, trova legittimazione morale dalle finalità a cui deve servire e, insieme, dalle modalità per realizzarla. Ad esempio, esportare la democrazia è certamente un obiettivo onesto, ma onesti devono essere anche i mezzi che si usano, e la guerra non lo è di certo. Così la sicurezza sociale è un compito onesto, ma devono essere oneste anche le modalità per raggiungerlo. In breve, la questione morale, in politica, è duplice: riguarda il fine, che deve essere buono e onesto, ma riguarda anche i mezzi o strumenti, che devono essere ugualmente buoni, onesti. Contrariamente a quanto si pensa, onestà e politica non sono concetti alternativi e inconciliabili, come se scegliere la politica significhi abbandonare l’onestà o, viceversa, scegliere l’onestà comporti abbandonare la politica, come fosse un ambito da fuggire secondo il detto popolare: «Non ho che un’anima da salvare, dalla iniqua politica la debbo preservare».
A riguardo della presunta alternativa tra politica e onestà, è emblematico il dibattito che si è sviluppato in occasione della proposta di introdurre la causa di beatificazione di A. De Gasperi. Al riconoscimento generale e unanime delle alte qualità politiche dello statista trentino, si accompagnava la persuasione che non poteva essere santo: o l’uno o l’altro. Da qualcuno si osservava che «essendo un politico, doveva fare il politico e non il santo. E se avesse fatto il santo sarebbe stato un pessimo politico e avrebbe governato il Paese in modo disastroso». E concludeva: «cosa c’entra Machiavelli con la santità?». Come dire, c’è inconciliabilità tra politica ed etica. Un altro opinionista poneva una domanda con implicita risposta: «Come poteva De Gasperi essere santo facendo il presidente del Consiglio, affrontando, scontrandosi e scendendo a compromessi con i problemi, i ricatti, le trappole e le miserie della vita politica di tutti i giorni?».
L’arte del possibile
La più convincente confutazione di un simile modo di pensare viene dall’eminente statista trentino e da quanti hanno saputo agire politicamente secondo le esigenze che tale termine comporta, cioè l’arte del possibile, del compromesso, quale punto massimo di convergenza dei consensi. Queste figure di politici e di statisti distinguono ma non separano onestà morale e politica efficiente: i due termini trovano, nella prassi vissuta, un rapporto fecondo e fruttuoso che restituisce alla politica la sua dignità. Attualmente, anche a causa della diffusa perdita di credibilità della politica e della classe dirigente, ritorna l’attenzione al modello descritto dal grande filosofo cristiano Erasmo da Rotterdam; cresce la convinzione che la politica, intesa come arte di governo a ogni livello (locale, nazionale, europeo e internazionale), ha bisogno di onestà e non per essere meno ma più politica. L’insincerità, la propaganda basata sulle artificiosità di ogni tipo e sulle facili promesse che non sono mantenute, la ricerca del tornaconto personale, favoritismi e parzialità, contraddicono la ragion d’essere della politica che, per definizione, è servizio al bene comune, vale a dire bene di tutti, per tutti a cominciare dagli ultimi, e con la partecipazione di tutti, singoli o associati.
Il politico è disonesto quando serve interessi particolari o di gruppo; quando questioni sociali importanti, che riguardano la collettività, il lavoro, l’immigrazione, l’ambiente, ecc., non sono risolti in base al criterio della giustizia/ingiustizia, ma dell’utile, del vantaggioso, degli interessi elettorali; quando, per raggiungere certi obiettivi, anche necessari e urgenti, non bada alla moralità/immoralità dei mezzi. Gli esempi, purtroppo, non mancano, anche se è sbagliato generalizzare, offendendo così quanti pensano e vivono l’onestà in politica.
La corruzione ha la meglio quando le istituzioni pubbliche diventano preda di logiche partitiche o di schieramento; quando gli amministratori pubblici rispondono a interessi di parte prima che alla popolazione del territorio e alle sue giuste aspettative. La popolazione è sana quando sa opporsi alla disonestà e rivendica democraticamente il diritto a essere governata da persone, laiche o cristiane che siano, competenti e oneste, animate dalla passione di servire la comunità. In questa prospettiva, ci sono dei segnali importanti che occorre saper cogliere. Una recente indagine (cf. Francesco Anfossi, «Quei valori “made in Italy”», in Famiglia Cristiana, 38/2009, 17) rileva che, tra i più gravi problemi della moralità pubblica, è posta la corruzione politica. L’alta percentuale evidenzia un risveglio della coscienza collettiva. È certamente semplicistico contrapporre la società civile che, per principio, sarebbe onesta a una società politica che sarebbe, per principio, disonesta. È altrettanto semplicistico, tuttavia, sostenere che la politica non è che il riflesso della società dei suoi costumi e orientamenti.
È più vero, invece, sostenere che la società non è spesso adeguatamente interpretata e, peggio ancora, ingannata nelle speranze e attese più profonde che non sono soltanto di tipo economico. Per uscire dalla contrapposizione tra società e politica, è necessario che il cittadino, singolo e associato, si riappropri della politica. È fin troppo evidente che i partiti, da mediazioni tra stato e cittadini, hanno sequestrato monopolisticamente la sfera della vita pubblica.
D’altra parte, l’obiettivo non è la contrarietà ai partiti o agli schieramenti, ma la conversione all’onestà. In questa direzione, è determinante che al cittadino sia data l’effettiva possibilità di scegliere le persone che, per orientamenti e comportamenti personali, garantiscono che i valori sociali saranno non solo difesi nelle sedi dei partiti e delle istituzioni, ma anche vissuti da chi è chiamato a rendere il proprio servizio nell’attività politica. La moralità della democrazia rappresentativa, infatti, sta nel programma dei partiti, ma soprattutto nei nomi e cognomi delle liste. La realizzazione del programma e la sua credibilità sono affidate al comportamento dei singoli deputati; la positività di una legislatura è legata soprattutto alle capacità politiche e morali degli uomini e delle donne che la formano. Non basta, infatti, che il partito metta a programma un insieme di obiettivi di alto contenuto sociale: la difesa della vita dall’inizio al termine naturale dell’esistenza, la promozione di una politica familiare nel nuovo contesto socio-culturale, la solidarietà sociale nelle forme più avvertite verso i ceti più deboli e bisognosi.
Simili traguardi non avranno una sufficiente traduzione nella prassi se prima non sono nelle coscienze delle persone. È decisivo, pertanto, scegliere uomini e donne che hanno competenza e conoscenza dei meccanismi pubblici, attenzione e sensibilità ai processi evolutivi dell’economia e della società. Ma è ugualmente decisivo scegliere uomini e donne che hanno e coltivano un alto senso di onestà e di coerenza.
Competenza e onestà stanno insieme. Se un politico o funzionario pubblico, uomo o donna, non è onesto, anche l’eventuale competenza è tentata di piegarsi facilmente a interessi individuali o di partito, e non al bene della collettività. È sempre attuale e importante l’art. 54 della Costituzione italiana: «I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore». Non a caso, questo articolo è oggi ricordato, in diverse circostanze, sia da esponenti laici come religiosi. Si ripropone, così, con urgenza il problema della formazione della persona all’onestà. Se la persona non è onesta, è difficile che lo sia in un particolare ambito, quale è quello politico o della politica. È evidente allora l’importanza del ruolo che assumono le varie istituzioni educative, a cominciare dalla famiglia.
Formare dal basso
C’è un’interdipendenza, nel bene e nel male, tra famiglia e società. La famiglia è sicuramente condizionata dalla società, dagli stili di vita dominanti che si esprimono nel voler ottenere dei risultati personali non importa in quale modo, nella competizione a oltranza anche a danno dell’altro, nell’illegalità, nella ricerca dell’interesse particolare che si chiude in sé stesso. Resistere a simili modelli di vita è necessario, ma non basta.
La famiglia può e deve condizionare la società. Anzitutto con il formare persone oneste, mostrando soprattutto attraverso il vissuto, il rispetto dell’altro, di ogni altro; il senso della legalità, quale segno di appartenenza alla società dove i rapporti sociali si basano sulla fiducia reciproca, contro ogni forma di menzogna, inganno e cinismo. La famiglia ha grandi risorse native per condizionare la società e la politica in termini di onestà. Il futuro della società e della politica si gioca anche su un tipo di famiglia aperta alla partecipazione e con un ruolo propositivo di fronte a carenze e povertà vecchie e nuove.
In questo quadro, per politica familiare onesta non si intende soltanto la giusta rivendicazione di aiuti esterni, di assistenza e di servizi sociali, ma anche e soprattutto la partecipazione delle associazioni di famiglie alla programmazione politica, alla scelta di decisioni e al controllo della loro applicazione.

(Luigi Lorenzetti)

fonte: http://www.stpauls.it/fa_oggi/1001f_o/1001fo24.htm

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politica senza soldi

Il lavaggio del cervello!

Il lavaggio del cervello definisce comunemente una ipotetica forma di plagio psicologico della quale viene accusato un soggetto quando metta in atto metodi di persuasione che possano influenzare o modificare il libero arbitrio di una persona, in modo da portarla a prendere decisioni altrimenti aliene alla propria volontà.
http://it.wikipedia.org/wiki/Lavaggio_del_cervello

Su questa premessa, Vi informo che le suddette tecniche non hanno funzionato sullo scrivente. Diversi di loro si sono poi suicidati ovvero hanno cambiato mestiere!
Sono tecniche che funzionano solo su persone deboli.

(Admin)
http://fabrizio-bratta-sito-ufficiale.webnode.it/

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despota

Il mondo sta cambiando?

despota

Il mondo non cambia da solo e non e’ autogeno!

Sentiamo spesso questa espressione da Mattei Renzo, in molte occasioni. La cessione della sovranita’ da parte degli stati europei,
le disuguaglianze sociali ed economiche, il caos sociale dovuto da una immigrazione senza freni e speculativa (tratta degli schiavi)
con uno scandaloso business mafioso scoperto a Roma, ma con diramazioni sul territorio nazionale.

Si e’ concluso il semestre di presidenza dell’UE da parte dell’Italia. Risultati: zero! solo demagogia seguita dal nulla.

Cari lettori, questi potentati: FMI, BCE, UE, Germania, Massoneria e potenti Lobby, tra le quali, i principali gruppi Bilderberg e Rothschild
stanno creando le condizioni per cambiare il mondo! lo stanno facendo in modo cattivo, spietato, senza empatia.

Non e’ fantasia, non sono illazioni ovvero trame di cospirazioni. E’ la verita’ che si legge nei fatti e che nessun mass media vi dira’, poiche’ asserviti e strumenti nelle loro mani.

La politica ormai e’ anch’essa asservita agli organi sopra citati: FMI, BCE, Massoneria, Germania, Bilderberg e Rothschild.

Non penso che durerà ancora per molto. Il Paese è in uno stato di evidente degrado morale, culturale, economico e sociale intanto che i principali dati macroeconomici sono destinati a peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi. Per questo sono fortemente convinto che il destino politico della marionetta Mattei Renzo sia ormai segnato. La drammatica crisi economica e sociale senza precedenti lo porteranno a firmare le proprie dimissioni per procedere a regolari elezioni democratiche.

Liberiamoci da questa trappola, mandando a casa i cospiratori di questa regia che ci vuol trascinare alla formazione e giustificazione del prossimo governo mondiale!

Fuori dall’euro, dall’UE e da tutte quelle condizioni di cessione della sovranita’ e di perdita dei diritti, cosi’ duramente conquistati dalle precedenti generazioni.

(Staff)

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Lobbying

belante

immigrati e pd

I comunisti non si discostano dai loro padri

I comunisti ed il nuovo fronte dei socialisti odierni non si discostano di un millimetro dai loro padri, tanto più che pensano che i giovani di oggi (e ci pigliano) siano per lo più ignoranti del passato e qui ci giocano alla grande. Nel 1949 per l’adesione al patto atlantico del nostro paese socialisti e comunisti ne scrissero e ne fecero di tutti i colori (allora avevano in mente l’aiuto sovietico ad un colpo di stato interno, questo erano e per me sono ancora i socialcomunisti). Alla camera fecero un fortissimo ostruzionismo, ma poiché il mondo cattolico fu pilotato dal vaticano a favore della NATO trasferirono la propria idea di democrazia per le strade e nelle piazze , un patto che secondo Nenni comprometteva la sicurezza del paese, secondo altri parolai del momento si trattava di un patto contro la pace, un patto delle forze imperialiste, un patto dei ricchi contro i poveri, un patto aggressivo e antisovietico insomma un patto capitalista , un intrigo imperialista contro i lavoratori che sono sempre loro i social-comunisti ( anche recentemente la solita CGIL nella persona della Camusso parla dei lavoratori come se gli altri si grattassero quando il lavoro ce l’hanno), pensate che, parlando del piano Marshall per la ricostruzione che costò due milioni di lire di allora ad ogni famiglia americana, i soliti social comunisti parlarono di asservimento italiano al capitalismo USA (pensa te a che punti sono arrivati…) e poi di un patto di preparazione alla guerra, parlarono di offesa al popolo che si immolò a Stalingrado (Nenni), oltre alle solite botte date e prese nelle piazze in stile sinistra. Poi siamo passati attraverso più riprese dal neutralismo stile internazionalista che per un certo tempo si è imposto nel periodo Berlingueriano (compromesso storico=vogliamoci bene), al più recente remake di alcuni giovani rampanti che a colpi di strafalcioni (gareggiano a chi la dice più grossa, sarà colpa della cattiva maestra TV, ottima per altri), tipo il Zaccagnini Adriano che non riesce ancora a trovare una appiglio forte all’arrampicata (dal feudale M5S dovrebbe essere in SEL, se lo cita De Giorgi dove volete che sia) ma io conto che presto lo troveremo fra i Renziani o nel nuovo PD di ….e & C., questione di tempi stretti, ma tranquilli che girerà , oooh se girerà questo si reinventa in quel fenomeno degli intrighi che va per la maggiore e suscita come gli UFO interesse e morbosa curiosità, per info da Wikileaks con tanto di link all’Espresso, ecco l’indirizzo: https://wikileaks.org/tisa-financial/ Nel sito del governo Australiano potete trovare le risposte con decine di documenti sul TiSA (Trade in Services Agreement ) qui l’indirizzo: https://www.dfat.gov.au/trade/negotiations/services/trade-in-services-agreement.html Ora che di un accordo commerciale sui servizi la sinistra voglia farne un intreccio fra spionaggio, interessi economici multi-pluri-nazionali americane (mai russe, indiane , cinesi, inglesi , Lussemburghesi, Svizzere, Canadesi ecc. , mai, sempre e solo americane sono anni si chiede alla Rai di fare vedere qualcosa sui Gulag , di parlare dei Gulag = niente, zero assoluto, consegna del silenzio, poi dicono che i morti sono tutti eguali.. non è vero quelli morti a causa dell’imperialismo dispotico comunista hanno qualcosa di diverso. Non ho ancora capito se hanno di meno o di più) e tutte le altre idiozie che tirano fuori: banche, vaticinate, IOR , massoni , templari, ecc. fino a stuprare i cervelli più fragili posso dargliene atto, ma la verità è ben altra e ben più semplice. Chi governa il mondo è il caos , magari ci fossero solo poche persone, forse riusciremmo ad andare d’accordo.

fonte: http://www.politicalpeople.com/post/5492a899bd6da0c32d0001c5

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sinistra

Gli Italiani cambino mentalita’

Non ci stancheremo di allertare gli Italiani sul pericolo antico dei “falsi profeti“.

La politica di questi personaggi, non e’ diversa dalla pubblicita‘, dal marketing ingannevole. Loro sono plastici ed i loro slogan non hanno una sequenza logica, se si e’ attenti ai discorsi che fanno.

Diffidate nei confronti di demagoghi, imbonitori, parolai, illusionisti. Costoro sono un pericolo “reale” per l’Italia. Promettono e non mantengono. Questi parassiti, quando fanno qualcosa, lo fanno sempre a danno della comunita’, dei cittadini, degli altri, dai quali si alimentano.

Diffidate nei confronti dei media di massa, in primis, dalla televisione asservita al potere temporale. Informatevi tramite la libera informazione, quella senza compromessi e padroni.

Qualsiasi notizia, slogan, proclama deve essere valutata e verificata su ampia scala. Gli Italiani cambino mentalita’, diventando critici e protagonisti del proprio futuro. Vi auguriamo un futuro degno di essere vissuto!
-Staff

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mass-media