Tre giorni di buio sulla terra a Dicembre

Se ne parla da anni, forse da secoli ed ecco che Charles Bolden, direttore della Nasa (ente spaziale americano) regala al mondo una chiusura del cerchio, per ora soltanto apparente, visto che nulla è stato confermato da fonti attendibili. Di cosa stiamo parlando? Di tre giorni di buio su gran parte della terra che secondo il direttore della Nasa, avverranno il 21, il 22 e il 23 dicembre prossimo.

(Tre giorni di buio sulla terra a Dicembre, da Padre Pio a Medjugorje ecco le profezie che li annunciano)

Il tutto accadrebbe a causa di una potentissima tempesta solare che dovrebbe abbattersi sulla terra proprio in quei giorni. Charles Bolden inoltre si raccomanda di munirsi di viveri, candele e acqua e chiudersi in casa per quei tre giorni in cui, ovvio, tutti i sistemi di telecomunicazione subiranno un blackout generale. Alla fine del terzo giorno il sole tornerà a splendere. Questa notizia gira sul web da parecchi giorni, come successe del resto, con l’ipotetica fine del mondo prevista dai Maya nel 2012. Siamo tutti qui e sicuramente tutto questo clamore si ridurrà ad una sonora bufala, tuttavia sono molti gli spunti di riflessione che possono scaturirne e molte sono le relazioni con alcune profezie di carattere religioso. Chedonna.it vuole accompagnarvi in questo viaggio particolare dove la scienza si mischia alla religione e dove ognuno di noi, sarà libero di collocare i propri dubbi, le proprie paure o confermare alcune certezze.
Dicembre 2014, l’Apocalisse è vicina?

Charles Bolden è davvero l’ultimo in ordine cronologico a parlare dei temuti “tre giorni di buio” che avvolgeranno la terra ed in cui ogni equilibrio sarà messo in pericolo e in cui la popolazione mondiale subirà forti tormenti per compiere una purificazione, da cui uscirà cambiata. Prima di lui molti santi e beati, Gesù Cristo in persona, in una delle pagine del Vangelo di Matteo più belle e intensamente impegnative e più recentemente la Madonna in una delle sue apparizioni a Medjugorje avrebbero predetto questo tormento per il nostro mondo. Conosciamo meglio queste profezie, e cerchiamo di metterle in relazione con ciò che effettivamente sta accadendo al nostro pianeta.

La profezia della Beata Anna Maria Taigi (1769-1837)
“Verrà sopra la terra l’oscurità immensa che durerà tre giorni e tre notti. Nulla sarà visibile e l’aria sarà nociva e pestilenziale e recherà danno, sebbene non esclusivamente ai nemici della religione. Durante questi tre giorni, la luce artificiale sarà impossibile, arderanno soltanto le candele benedette. Durante tali giorni di sgomento, i fedeli dovranno rimanere nelle loro case a recitare il Rosario e a chiedere misericordia a Dio”.

La profezia rivelata da Gesù a San Pio da Pietralcina (1887-1968)
“Uragani di fuoco saranno scagliati dalle nuvole, e si estenderanno su tutta la terra. Temporali, tempeste, tuoni e piogge ininterrotte e terremoti copriranno la terra durante tre giorni. Seguirà allora una pioggia di fuoco, ininterrotta per dimostrare che Dio è Signore della creazione. Per prepararvi a questa prova, vi darò dei segni e delle istruzioni. La notte sarà freddissima, il vento spunterà, il tuono si farà sentire. Chiudete tutte le porte e tutte le finestre. Non guardate fuori durante il terremoto perchè l’ira del Padre mio è santa, non sopportereste la vista della sua ira. Nella terza notte cesseranno i terremoti e il fuoco e il giorno dopo il sole splenderà di nuovo”.

La profezia rivelata a Frà David Lopez dalla Madonna di Medjugorje
Frà David è un frate francescano che vive in Texas, dove nella città di Westaco, dirige un ricovero per i poveri. Il 14 agosto del 1987 mentre si trovava in pellegrinaggio a Medjugorje, durante un apparizione ai veggenti, lui riceve un messaggio dalla Madonna, nel quale gli viene preannunciato un periodo di tribolazione per il mondo e tre giorni di buio. “Durante questi tre giorni di buio, non verrà lasciato all’inferno nemmeno un demone, tutti saranno sulla terra. Quei tre giorni saranno talmente bui che non riuscirete a vedere nemmeno la mani di fronte al viso” la Madonna poi aggiunse di chiudersi in casa, di serrare porte e finestre e di non rispondere a nessuno che chiami da fuori. “La gente non dovrebbe andare in cerca di segni e non dovrebbe perdere tempo ad individuare la data. Attenti a quelli che danno date. Se si conoscessero le date, la gente vivrebbe solo attendendo la data e non si convertirebbe per amore di Dio”. Le ore di buio saranno 72, dopo questa purificazione sarà primavera e tutto sarà verde e pulito. Prima di questi giorni ci sarà un segno che tutti vedranno, una grande croce rossa nel cielo, in un giorno senza nuvole. Questa croce sarà vista da tutti cristiani, atei e pagani e sarà un avvertimento per tutti coloro che ancora non si sono convertiti all’amore di Dio.

Vangelo di Matteo
“Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce,
gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli.
Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre”.
La profezia dei tre giorni di buio, come viverla dentro di noi

Dopo aver letto alcune delle molte profezie che annunciano i tre giorni di buio, molti di noi penseranno di essere tornati indietro nel tempo, altri che una tempesta solare è un fenomeno che può accadere visto come stiamo trattando il nostro pianeta. Una cosa è certa, nel nostro cuore una scintilla di divino esiste e siamo portati tutti a vivere un’evoluzione della nostra anima verso l’amore. Le profezie ci mettono paura, e forse nemmeno troppa, ma invece ci dovrebbero aiutare a capire chi siamo e dove vogliamo arrivare, quali siano i valori importanti per noi e quanto il nostro operato arrechi danno al prossimo e alla natura che ci circonda. In un mondo dove la violenza verso i più deboli è diventato un modus operandi per decretare il più forte, dove si eseguono ogni giorno sacrifici animali e umani come un tempo dettava l’ignoranza, e dove ci si crede eterni persi nel vuoto della nostra anima, forse i giorni di buio non sono soltanto tre, ma molti di più, tutti quelli che che vivrà la nostra anima fino a quando non sceglieremo l’amore come unica via per raggiungere Dio, e qualsiasi mezzo ci porti alla pace del cuore. Dal cielo giungono avvertimenti, terremoti e piogge stanno distruggendo la terra e questa è realtà e non profezia, accogliamo questo aiuto per tornare alla nostra parte più profonda e pura e affidandoci a chi ci ha creato e che vorrà sempre la nostra vera felicità e non a chi vuole schiacciare l’amore per farci vivere una notte buia.

fonte: http://www.chedonna.it/2014/11/10/giorni-buio-terra-dicembre-padre-pio-medjugorje-profezie-li-annunciano/

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tre giorni di buio sulla terra

Radio San Giuseppe

Nei tempi attuali la pace è particolarmente provata a causa di egoismo, odio, violenza, ingiustizia… non solo a livello delle nazioni, ma anche nelle famiglie e nelle nostre relazioni interpersonali. La pace è dono di Dio, ma è anche impegno e responsabilità dell’uomo: per questo vogliamo collaborare con Maria SS. Regina della Pace offrendo la nostra preghiera e vivendo la nostra consacrazione a Lei, per la causa della pace. Vogliamo essere strumenti di pace nelle Sue mani, nella certezza che ogni nostro atto d’amore, ogni nostro sacrificio, ogni nostra preghiera che passa attraverso il Suo Cuore Immacolato, viene purificato, rinnovato, impreziosito e reso gradito a Dio. Ci sentiamo così anche protagonisti a livello sociale, in modo semplice e nascosto, ma efficace, di qualcosa di grande…. perché la pace è l’anima profonda di tutto ciò che è bello e fa gioire in modo autentico il cuore dell’uomo.

fonte: http://radiosangiuseppe.it/gruppi/collaboratori-della-regina-della-pace

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http://radiosangiuseppe.it/gruppi/collaboratori-della-regina-della-paceradio san giuseppe

Io Suor Faustina vi racconto l’inferno che ho visto

Puntata speciale di Vade Retro su Santa Faustina Kowalska. Titolo: “Io Suor Faustina vi racconto l’inferno che ho visto”. Il culto, la devozione, la storia della mistica polacca per la prima volta oggetto di un documentario. Suor Faustina è considerata l’Apostola della Divina Misericordia e a lei si deve la devozione alla coroncina della Misericordia. Conduce David Murgia
TV2000 – Vaticano
Maria Faustina (in polacco Maria Faustyna) Kowalska, al secolo Helena Kowalska (Głogowiec, 25 agosto 1905 – Cracovia, 5 ottobre 1938), è stata una religiosa polacca, appartenente alla Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, propagatrice della devozione a Gesù misericordioso; nel 2000 è stata canonizzata da papa Giovanni Paolo II. Mistica e veggente, viene venerata in tutto il mondo come l’Apostola della Divina Misericordia e nel suo Diario Gesù le usa l’appellativo di “Segretaria della Divina Misericordia”.
Nacque in Polonia da Marianna Kowalska e Stanislao Kowalski, terza di dieci figli, fu battezzata col nome di Elena nella chiesa parrocchiale di San Casimiro.
Indice [nascondi]
1 Biografia
2 Beatificazione e canonizzazione
3 Il miracolo per la canonizzazione
4 La Divina Misericordia
5 La Coroncina alla Divina Misericordia
6 Note
7 Bibliografia
8 Voci correlate
9 Altri progetti
10 Collegamenti esterni
Biografia[modifica | modifica wikitesto]
La famiglia era molto religiosa ed Elena fu educata cristianamente. La sua vocazione religiosa si manifestò fin dall’età di sette anni. Poté frequentare una scuola solo per poco più di tre anni. Ancora adolescente lasciò la famiglia per lavorare come domestica ad Aleksandròw e a Łódź, provvedendo così al proprio sostentamento e aiutando la famiglia.
A 18 anni chiese ai genitori il permesso di entrare in convento, ma la famiglia necessitava del suo aiuto e quindi non acconsentì.
Faustina cercò di ubbidire ai genitori e partecipò alla vita mondana trascurando le ispirazioni interiori della grazia. Nel suo Diario racconta che un giorno mentre era ad un ballo insieme alla sorella ebbe una visione di Gesù flagellato che le disse: «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?»[1]. Subito dopo si decise per la vita religiosa.
Dopo essere stata respinta da molti conventi, finalmente, il 1º agosto 1925, fu ammessa nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia. Il 30 aprile del 1926 iniziò il noviziato ricevendo l’abito e il nome di “Suor Maria Faustina”.
Nella Congregazione visse tredici anni, soggiornando in diverse case, in particolare a Cracovia, Płock, e Vilnius. Ebbe due direttori spirituali: don Michał Sopoćko, a Vilnius, e padre Giuseppe Andrasz S.I. a Cracovia. Svolse mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia e osservò fedelmente la regola religiosa. Adottò uno stile di vita severo e i digiuni indebolirono la sua, già cagionevole, salute. Si ammalò di tubercolosi e dovette essere ricoverata due volte in un sanatorio vicino a Cracovia. Di carattere riservato, visse, senza esteriorizzarla, un’intensa vita mistica.
Nel 1938, in un dialogo con il Signore, si lamenta che la sua congregazione non ha nemmeno una Santa e riceve questa risposta: “…Tu la sei” (Diario 1650).
La morte la colse “nel giorno della sua crociata” il 5 ottobre dello stesso anno a Cracovia, alle ore 22.45, all’età di 33 anni.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell’ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie scriveva nel “Diario”: “Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l’unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio” (Diario p. 380).
Beatificazione e canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]
Tra il 1965 e il 1967 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù, la causa fu promossa dall’allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyła. Nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma il 18 aprile 1993 e proclamata santa il 30 aprile 2000. Le sue reliquie si trovano nel “Santuario della Divina Misericordia” a Cracovia.
Il miracolo per la canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]
Per la canonizzazione della beata Faustina Kowalska, la Chiesa cattolica ha ritenuto miracolosa la guarigione di padre Ronald Pytel, avvenuta nel 1995 a Baltimora.
Padre Pytel, nato a Baltimora nel gennaio 1947, era diventato parroco della locale chiesa del Santo Rosario, che era anche santuario diocesano della Divina Misericordia.
Nel 1995 gli venne diagnosticata una stenosi aortica, con calcificazione del ventricolo sinistro. Dal momento che ogni minimo sforzo gli provocava affanno, decise di operarsi il 14 giugno dello stesso anno. L’intervento, consistente nella sostituzione della valvola aortica con una protesi meccanica, sembrava riuscito, ma un mese dopo sorsero complicazioni: comparve una sindrome post-pericardiotomica, con versamento pleuro-pericardico. A quarantotto anni gli fu vietato ogni sforzo, e gli venne consigliato di lasciare l’incarico, con una previsione inoltre di pochi anni di vita.
Padre Pytel era stato fin da bambino devoto a suor Faustina Kowalska. Nella sua chiesa si celebrava, il 5 ottobre di ogni anno, nel giorno anniversario della morte di suor Faustina, una giornata di preghiera. Il 5 ottobre 1995, al momento delle preghiere per la guarigione, alcuni sacerdoti carismatici pregarono insieme a padre Pytel, tenendo sul suo capo una reliquia dell’allora beata Faustina. A un certo punto gli fecero baciare la reliquia, e il parroco cadde a terra come paralizzato. Quando si rialzò dopo qualche minuto, si sentì completamente guarito. I medici che lo visitarono successivamente considerarono inspiegabile il recupero totale e improvviso dell’efficienza fisica.
Il caso fu sottoposto alla Congregazione per le cause dei santi che, il 20 dicembre 1999, promulgò il decreto sul miracolo, confermando che la guarigione rapida, completa e duratura, non era spiegabile per la scienza[2].
La Divina Misericordia[modifica | modifica wikitesto]
La fama della sua santità crebbe insieme alla diffusione del culto alla Divina Misericordia e per le grazie ottenute tramite la sua intercessione.
Il 22 febbraio 1931 suor Faustina scriveva nel suo Diario: «La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido […] Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto la scritta: Gesù confido in te! Desidero che quest’immagine venga venerata […] nel mondo intero. Prometto che l’anima che venererà quest’immagine non perirà. […] Voglio che l’immagine […] venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la festa della Misericordia.»[3]

Gesù misericordioso dipinto da Kazimierowski.
Papa Giovanni Paolo II scrisse una enciclica: Dives in Misericordia, la seconda del suo pontificato (1980), interamente dedicata alla devozione appresa dall’umile suora polacca ed è stato lui che l’ha proclamata santa, il 30 aprile 2000. In quell’occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua.
La Coroncina alla Divina Misericordia[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coroncina alla Divina Misericordia.
In una “rivelazione privata” nel 1935 Gesù avrebbe richiesto a Suor Faustina una particolare forma di preghiera detta “Coroncina alla Divina Misericordia”. La misericordia di Dio, la grazia della conversione e del perdono dei peccati, soprattutto nell’ora della morte, sarebbero stati concessi all’anima che avesse recitato la coroncina della divina misericordia[4]:«La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell’ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina»[5].
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Faustina_Kowalska

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La Fine dei Tempi

Le credenze riguardanti l’escatologia, ovvero gli ultimi tempi, si riferiscono ai contenuti presenti nei testi Sacri del Giudaismo, Cristianesimo ed Islam (religioni monoteiste).

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Papa Francesco: «Satana c’è e agisce oggi come ieri».

«Il diavolo c’è anche nel ventunesimo secolo e noi dobbiamo imparare dal Vangelo come lottare» contro di lui per non cadere in trappola. Ma per farlo non bisogna essere «ingenui». E perciò si devono conoscere le sue strategie per le tentazioni che hanno sempre «tre caratteristiche»: cominciano piano, poi crescono per contagio e alla fine trovano il modo per giustificarsi. Papa Francesco ha messo in guardia dal ritenere che parlare del diavolo oggi sia roba «da antichi» e proprio su questo ha incentrato la sua meditazione nella messa celebrata venerdì 11 aprile nella cappella della Casa Santa Marta.

Il Pontefice ha parlato espressamente di «lotta». Del resto, ha spiegato, anche «la vita di Gesù è stata una lotta: lui è venuto per vincere il male, per vincere il principe di questo mondo, per vincere il demonio». Gesù ha lottato con il demonio che lo ha tentato tante volte e «ha sentito nella sua vita le tentazioni e anche le persecuzioni». Così «anche noi cristiani che vogliamo seguire Gesù, e che per mezzo del battesimo siamo proprio nella strada di Gesù, dobbiamo conoscere bene questa verità: anche noi siamo tentati, anche noi siamo oggetto dell’attacco del demonio». Questo avviene «perché lo spirito del male non vuole la nostra santità, non vuole la testimonianza cristiana, non vuole che noi siamo discepoli di Gesù».

Ma, si è chiesto il Papa, «come fa lo spirito del male per allontanarci dalla strada di Gesù con la sua tentazione?». La risposta a questo interrogativo è decisiva. «La tentazione del demonio — ha spiegato il Pontefice — ha tre caratteristiche e noi dobbiamo conoscerle per non cadere nelle trappole». Anzitutto «la tentazione incomincia lievemente ma cresce, sempre cresce». Poi «contagia un altro»: si «trasmette a un altro, cerca di essere comunitaria». E «alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica». Dunque le caratteristiche della tentazione si esprimono in tre parole: «cresce, contagia e si giustifica».

Lo si evince anche dalla «prima tentazione di Gesù» nel deserto, che «sembra quasi una seduzione. Il diavolo va lentamente» e dice a Gesù: «Ma perché non fai questo? Buttati dal tempio e risparmi trent’anni di vita, in un giorno tutti ti diranno: ecco il Messia!». È la stessa cosa «che ha fatto con Adamo ed Eva». Il diavolo dice loro: «Assaggiatela questa mela, è buona, darà saggezza!». Il diavolo segue la tattica della «seduzione»: parla «quasi come se fosse un maestro spirituale, come se fosse un consigliere».

Ma se «la tentazione viene respinta», poi «cresce e torna più forte». Gesù, ha spiegato il Papa, lo dice nel Vangelo di Luca e avverte che «quando il demonio è respinto, gira e cerca alcuni compagni e con questa banda torna». Ed ecco che «la tentazione è più forte, cresce. Ma cresce anche coinvolgendo altri». È proprio quello che è successo con Gesù, come racconta il passo evangelico di Giovanni (10, 31-42) proposto dalla liturgia. «Il demonio — ha affermato il Pontefice — coinvolge questi nemici di Gesù che, a questo punto, parlano con lui con le pietre nelle mani», pronti a ucciderlo. E qui «si vede chiarissima la forza di questa crescita» per contagio della tentazione. Così «quello che sembrava un filo d’acqua, un piccolo filo d’acqua tranquillo, diviene una marea, un fiume forte che ti porta avanti». Perché, appunto, la tentazione «cresce sempre e contagia».

La terza caratteristica della tentazione del demonio è che «alla fine si giustifica». Papa Francesco, in proposito, ha ricordato la reazione del popolo quando Gesù è tornato «per la prima volta a casa a Nazareth» e si è recato nella sinagoga. Prima tutti sono rimasti colpiti dalle sue parole, poi ecco subito la tentazione: «Ma costui non è il figlio di Giuseppe il falegname, e di Maria? Con quale autorità parla se non è mai andato all’università e non ha mai studiato?». Dunque hanno cercato di giustificare il loro proposito di «ucciderlo in quel momento, buttarlo già dal monte».

Anche nel brano di Giovanni gli interlocutori di Gesù vogliono ucciderlo, tanto che «hanno le pietre nelle mani e discutono con lui». Così «la tentazione ha coinvolto tutti contro Gesù»; e tutti «si giustificano» per questo. Per Papa Francesco «il punto più alto, più forte della giustificazione è quello del sacerdote» che dice: «Ma finiamola, voi non capite niente! Non sapete che è meglio che un uomo muoia per il popolo? Deve morire per salvare il popolo!». E tutti gli altri gli danno ragione: è «la giustificazione totale».

Anche noi, ha avvertito il Pontefice, «quando siamo tentati, andiamo su questa stessa strada. Abbiamo una tentazione che cresce e contagia un altro». Basta pensare alle chiacchiere: se abbiamo «un po’ di invidia per quella persona o per l’altra», non la teniamo dentro ma finiamo per condividerla, parlandone male in giro. È così che la chiacchiera «cerca di crescere e contagia un altro e un altro ancora…». Proprio «questo è il meccanismo delle chiacchiere e tutti noi siamo stati tentati di fare chiacchiere» ha riconosciuto il Papa, confidando: «Anche io sono stato tentato di chiacchierare! È una tentazione quotidiana», che «comincia così, soavemente, come il filo d’acqua».

Ecco perché, ha affermato ancora il Pontefice, si deve stare «attenti quando nel nostro cuore sentiamo qualcosa che finirà per distruggere le persone, distruggere la fama, distruggere la nostra vita, portandoci alla mondanità, al peccato». Si deve stare «attenti — ha aggiunto — perché se non fermiamo a tempo quel filo d’acqua, quando cresce e contagia sarà un marea tale che porterà a giustificarci del male»; proprio «come si sono giustificate queste persone» presentate nel Vangelo, che sono arrivate a dire di Gesù: «È meglio che muoia un uomo per il popolo».

«Tutti siamo tentati — ha affermato il Pontefice — perché la legge della nostra vita spirituale, della nostra vita cristiana, è una lotta». E lo è in conseguenza del fatto che «il principe di questo mondo non vuole la nostra santità, non vuole che noi seguiamo Cristo».

Certo, ha concluso il Papa, «qualcuno di voi — forse, non so — può dire: ma padre, che antico è lei, parlare del diavolo nel secolo ventunesimo!» Ma, ha ribadito «guardate che il diavolo c’è! Il diavolo c’è anche nel secolo ventunesimo. E non dobbiamo essere ingenui. Dobbiamo imparare dal Vangelo come fare la lotta contro di lui».
Papa Francesco parla di satana

fonte: https://www.facebook.com/pages/Papa-Francesco/167172593333184?sk=notes

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Sentiti vivo …

Non aspettare di finire l’università,
di innamorarti,
di trovare lavoro,
di sposarti, di avere figli,
di vederli sistemati,
di perdere quei dieci chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera,
l’estate,
l’autunno o l’inverno.
Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione.
Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito
e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce,
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia:
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza.
Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo. Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.

– Madre Teresa di Calcutta
fonte:http://www.pomodorozen.com/zen/sentiti-vivo-madre-teresa-di-calcutta/

madre Teresa

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La fede tra apparizioni, incredulita’ e conversioni

Quando ci sono i frutti, non velenosi, si puo’ parlare di presenza di Dio. Le apparizioni della Madonna, ricordo le piu’ celebri: Fatima (Portogallo). Guadalupe (Messico), Lourdes (Francia) e Medjugorie (Bósnia – Herzegovina) presentano uno storico comune misto di incredulita’, ostilita’ e perfino arresti. Non mancano pero’ i miracoli.

Penso che l’importante non siano tanto i luoghi delle apparizioni, quanto le occasioni di riconciliazione con la fede in Dio. Il miracolo piu’ liberatorio, credo sia quello “spirituale”, non solo fisico, ricevuto attraverso la “conversione” che e’ simile al travaglio del parto. Attraverso la Misericordia di Dio, il soggetto prescelto nasce a nuova vita, evitando la disperazione, che le promesse e l’oblio del mondo, puntualmente assicurano.

Andammo con i miei genitori nel 1978. Era gia’ meta di pellegrinaggi ed essere ricevuti non era per niente facile. Lei era vicino la finestra della propria abitazione e ci fece cenno di entrare. Privilegio concesso per oltre un’ora, densa di spiritualita’. Ricordo i suoi sorrisi quando si incrociavano i nostri sguardi. Il miracolo piu’ grande che ricevetti da quell’incontro fu’ una fede in Dio inossidabile! che mi ha salvato sempre e continua a reggermi forte lungo il cammino della vita.

https://it.wikipedia.org/wiki/Natuzza_Evolo

vergine Maria,

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