La “Pazienza” è finita per tutti

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Evidente il disagio degli “invisibili”, che oggi sono i “cittadini sudditi”. Siamo in una pericolosa fase di Autoritarismo, conseguenza di leggi elettorali (Porcellum) che ancora esiste in questo strano paese.
I “Principi Costituzionali” e Democratici vengono calpestati da Decreti e questo la dice tutta sulla volonta’ di una svolta autoritaria, in stile con l’Ue (Unione Europea e Bce), i veri Padroni.

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SHOCK! Il più grande Crimine (VERSIONE INTEGRALE) di Paolo Barnard

Pubblicato il 27/feb/2013
http://paolobarnard.info

DIVULGA QUESTO VIDEO PRIMA CHE LO CENSURINO!

Quello che televisione e giornali non vi faranno MAI vedere.
Un tributo doveroso a quest’uomo, Paolo Barnard, che cerca in tutti i modi di esporre alcune durissime verità a quelli che hanno ancora voglia di conoscerle, a coloro che non si sono ancora rassegnati, arresi alla comune informazione depistante.
Chiunque vorrà rendere un servizio informativo importante potrà condividere e divulgare questo video.

Ascolta IL TIPICO DISCORSO DELLO SCHIAVO di Silvano Agosti:

Paolo Barnard: COME L’EURO DISTRUGGE L’ITALIA

Paolo Barnard: LE MAFIE, I PIFFERAI E I TOPI

Paolo Barnard: IL COLPO DI STATO IN EUROPA – trattato di Lisbona

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AI DEPUTATI E SENATORI DEL “PARTITO UNICO” – ADESSO BASTA!

Se non rispettate le opposizioni, se trattate 9 milioni di cittadini come zerbini, se continuate a difendere mafiosi, condannati, se proseguite a distruggere l’Italia con decreti indecenti come lo “Sblocca Italia” che l’unica cosa che sblocca sono fondi regalati ai petrolieri beh non ci date altre alternative. OSTRUZIONISMO SU TUTTI I PROVVEDIMENTI. Tutti. Tanto tutto quel che portate in aula sono porcate. Siamo in tanti alla Camera, siamo giovani e abbiamo energia!

IN UN ANNO E MEZZO NON CI AVETE MAI CONSIDERATO E OSATE DIRE CHE SIAMO NOI QUELLI CHE DICONO “NO”. NON AVETE MAI VALUTATO UNA NOSTRA PROPOSTA, MAI! LE AVETE SEMPRE BOCCIATE SOLO PERCHE’ ARRIVANO DA NOI. ADESSO BASTA.

Starete in aula giorni e notti intere fino a che non capirete che siete DIPENDENTI DEI CITTADINI e avete l’obbligo di fare gli interessi dei cittadini, non dei boss, dei lobbisti, degli amici degli amici o di chi ha ridotto l’Italia un paese in macerie.

1. TAGLIATEVI LO STIPENDIO
2. TAGLIAMO INSIEME LE PENSIONI D’ORO E ALZIAMO LE MINIME
3. GARANTIAMO IL REDDITO MINIMO AI DISOCCUPATI
4. ABBASSIAMO LE TASSE ALLA PICCOLE E MEDIE IMPRESE
5. SOSTENIAMO LE RINNOVABILI NON IL PETROLIO, LE DISCARICHE O GLI INCENERITORI

Questo vuole la maggioranza degli italiani e lo sapete perfettamente. I posti di lavoro si creano con le rinnovabili, con l’enogastronomia, con la legalità, con una legge anti-corruzione, con una legge sul conflitto di interessi, con tutte le proposte che non avete mai voluto ascoltare perché le hanno fatte i cittadini. A tutti i cittadini liberi e onesti (che siate del M5S fa poca differenza) chiediamo un sostegno.

– Alessandro Di Battista (Deputato alla Camera)
fonte: https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/posts/598312096947525?fref=nf

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Alessandro di battista

Le Italie del debito pubblico dal 1922 a oggi

Ho notato che spesso il Corriere della Sera menziona il «debito pubblico» italiano. Si parla di una cifra enorme, 1.500 miliardi di euro. Mi potrebbe spiegare l’ origine di quel debito, di chi sono quei soldi e in che modo i prossimi governi potranno ridurlo? Qualche anno fa lessi sul Corriere della Sera che anche alla fine della Prima guerra mondiale l’ Italia si trovò con un ingente «debito pubblico» e che Mussolini trovò un espediente per ridurlo o addirittura annullarlo: come ci riuscì? Maria Bonatti Rovereto (Tn) Cara signora, il nostro debito pubblico cominciò a crescere negli anni Ottanta e fu il risultato di una politica sociale e di spese clientelari che il Paese non poteva permettersi. Per più di dieci anni abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi e abbiamo finanziato il debito emettendo buoni del Tesoro che sono finiti in massima parte nelle mani dei risparmiatori italiani. Beninteso, per invogliarli a comperare la carta di uno Stato indebitato e traballante, fu necessario garantire interessi molto più elevati di quelli che gli altri Stati europei pagavano per le loro emissioni, e soprattutto svalutare periodicamente la lira. Mi capita d’ incontrare, ogni tanto, qualcuno che ancora rimpiange quegli anni e addebita all’ euro la colpa dei nostri guai. Mi chiedo se si renda conto del male che quel diabolico ingranaggio ha fatto alla reputazione dell’ Italia nel mondo finanziario. Oggi la situazione è migliorata. Ma l’ avanzo primario, vale a dire quella parte del gettito che rimane nelle tasche dello Stato quando ha finito di pagare gli interessi ai creditori e che serve a riscattare il debito, è andato progressivamente diminuendo. E’ questa la ragione per cui il nostro debito pubblico continua a rappresentare, grosso modo, il 110 per cento del prodotto interno lordo. Alla fine della Grande guerra il debito era costituito da tre grandi fattori: le enormi spese che il Paese aveva dovuto sostenere per le necessità del conflitto, la politica troppo generosa delle amministrazioni locali socialiste e cattoliche, la crescita incontrollata dell’ occupazione in alcune grandi amministrazioni pubbliche (soprattutto le Poste e le Ferrovie) dove sindacati e partiti avevano generosamente collocato i loro seguaci. All’ epoca del governo Giolitti (1920-1921), il ministro del Tesoro Filippo Meda cominciò il risanamento dei conti pubblici riducendo drasticamente i finanziamenti dello Stato alle amministrazioni comunali e provinciali. Ma queste si rivalsero aumentando la tassazione locale delle proprietà e dei consumi: provvedimenti, sia detto per inciso, che provocarono l’ indignazione dei contribuenti tartassati e favorirono l’ ascesa del movimento fascista, soprattutto nella valle Padana. Quando Mussolini prese il potere nell’ ottobre del 1922, la situazione, secondo alcuni storici economici, stava lentamente migliorando. Ma la vera svolta si ebbe allorché il ministro delle Finanze e del Tesoro Alberto De Stefani, rafforzato dai poteri che la Camera aveva concesso al nuovo governo, mise mano alla scure e riuscì là dove i governi precedenti avevano fallito. La sua riforma fiscale abolì parecchie esenzioni e favorì i redditi più elevati, ma introdusse una imposta progressiva sul reddito personale e incoraggiò gli investimenti stranieri. Per riformare le Ferrovie e le Poste, De Stefani fu ancora più energico. Fra l’ ottobre del 1922 e l’ aprile del 1924, soppresse 65.274 impieghi statali, di cui 45.566 nelle Ferrovie e 8601 alle Poste. Nello stesso periodo i conti delle Ferrovie passarono da un deficit di 1.431 miliardi a un profitto di 176 milioni. È giusto ricordare che quelle riforme furono fatte soprattutto a spese dei militanti dei partiti di opposizione e servirono a rafforzare il fascismo nella sua prima fase. Ma gli economisti riconoscono generalmente ad Alberto De Stefani il merito di avere messo ordine nei conti dello Stato e di avere permesso al Paese di attingere con maggiore credibilità al mercato dei capitali internazionali.

– Romano Sergio

mussolini

fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2005/settembre/25/Italie_del_debito_pubblico_dal_co_9_050925133.shtml

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Trova le differenze con i partiti tradizionali!

stipendio parlam. 5 stelle

Trova le differenze con i partiti tradizionali!
Dicono sempre NO! (cit. Renzi)

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Identikit del parlamentare medio.. #Riforme

Da una indagine recente, si e’ scoperto che la maggioranza dei parlamentari
sono figli di madre certa e padre sconosciuto, persino al fisco!
Da cio’ deriva il loro comportamento e le loro attitudini.
Sono dei disadattati in cortocircuito con la societa’ e con il proprio elettorato. Sono dei figli di Troika!

parlamentari a progetto

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Il “canguro” arriva in Senato. Prove tecniche di dittatura

L’Italia ha ufficialmente il rekord mondiale della pressione fiscale: 53,2%. Il “governo del fare” si senta chiamato in causa! Avanti di questo passo ci sarà il deserto. La gente senza lavoro, che quindi non può pagare le tasse, tutta una catena sociale nel baratro totale. Il sistema non reggerera’ piu’ ed implodera’ inevitabilmente! Renzi, che e’ abituato a dire: ” trasformiamo un problema in opportunita’”, ci faccia vedere come fara’..ma presto! altrimenti saranno solo slogan da Boy Scout e darei ragione all’antropologa Prof. Amalia Signorelli :http://www.tzetze.it/redazione/2014/06/renzi_e_come_un_capo_scout_un_cretino_vestito_da_bambino/

Sono riusciti ad inculcare nella mente degli italiani il concetto che “con le riforme si può riavviare il Paese”.
Niente di più “falso”, come “falsi” sono i tagli che invece di colpire gli sprechi ed i privilegi colpiscono i servizi a cui i cittadini avrebbero diritto. Siamo “sudditi” e come tali ci trattano e dobbiamo ammettere che ce lo meritiamo!

Da noi le risse, gli emendamenti, la paralisi, la crisi, la disoccupazione e tutto il resto che sappiamo bene!!! A due/tre mila km di distanza la GUERRA, la morte e la paura !!! Dobbiamo tenerlo presente e non dimenticarlo !!!

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Ma quali allucinazioni? sentite i Costituzionalisti!

Considero, a larga ragione, l’ intervento scadente e fuorviante. Avrebbe fatto meno danni se solo avesse evitato simili esternazioni. Se non si hanno argomenti che valgano piu’ del silenzio, meglio evitare di parlare.

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Avanti il prossimo candidato al Parlamento..

Dando uno sguardo al recente passato, resta una regola al presente.
Porno star, cantanti, giocatori, derivati e sottoprodotti sociali hanno fatto parte del parlamento Italiano.
La sede istituzionale per eccellenza, divenuta centro per disagiati con diritto alla riabilitazione!
Contratto a progetto, vitalizi ed immunita’ assicurati, a prescindere!
Italia destinata ad un rapido declino, gia’ in atto!

parlamentointerno

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