Ma di quale futuro parlate con questi numeri?

In una societa’ in decadenza, dove i valori morali ed etici non esistono piu’ e le regole sono fatte su misura per tutelare un regime, Internet rappresenta la vera “democrazia” ed anche una piattaforma dove presentarsi liberamente, senza liste di attesa.

La societa’ moderna e’ diventata “virtuale”, quella fuori da Internet. La colpa? certamente e’ dei governanti. Il caos sociale, le disuguaglianze ed ogni altra “anomalia” sono la “prerogativa” dei politici.Vivendo in un “paradiso artificiale”, decidono il nostro futuro ed ogni altra regola che ci condizionera’ la vita, intanto che la loro e’ “blindata” da privilegi anacronistici. Anche le nostre capacita’ sono ormai compromesse dalle loro decisioni.
La politica europea (UE) e’ ormai “asservita” ai seguenti organi: FMI, BCE, Massoneria e Lobby Finanziarie (Bilderberg e Rothschild) tra le principali. In buona sostanza, la politica, specie in Italia, anziche’ tutelare i cittadini, si e’ schierata “contro” di loro con pesanti misure di austerita’ al fine di impoverire famiglie, imprese e la stessa nazione e favorire gli speculatori internazionali affiliati.

In Italia e’ in corso una svendita dei “gioielli di famiglia”: Eni, Enel, Finmeccanica etc

2200 miliardi di euro aggiornato. Il debito pubblico cresce comunque all’impazzata per via delle spese folli e interessi per l’utilizzo della moneta (euro). L’euro e’ un suicidio per l’UE, mentre e’ un vantaggio per la casta politica e lobby di potere per aumentare le disuguaglianze come gia’ avviene nei paesi in via di sviluppo. Con l’euro, torniamo indietro di almeno 50 (cinquant’anni) e senza speranza di migliorare, il che risulta deleterio per i cittadini e imprese. Non abbiamo considerato l’aspetto della tassazione che rappresenta una barriera antieconomica che toglie qualsiasi speranza e velleita’ per il futuro.

Credete ancora che Internet sia un ambiente virtuale? e’ la nostra societa’ che e’ stata trasformata in ambiente virtuale e questo dovrebbe allarmarci.

(Staff)

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Renzi accelera sulla svendita dell’Italia: incontro a Roma con i grandi investitori internazionali

Una due giorni a porte chiuse con fondi, banche e società italiane

Una due giorni a porte chiuse con i grandi investitori internazionali. Archiviata la partita del Colle, Matteo Renzi torna sul dossier economico. E lo fa coinvolgendo banche – Unicredit – e grandi fondi: Blackrock, Wellington Management, Banque Pictet, Egerton Capital, Amber Capital e Edmond de Rothschild.

Al tavolo anche alcune delle principali società italiane, da Finmeccanica ad Atlantia passando per Telecom Italia. A scriverlo è Bloomberg, secondo cui alla conferenza saranno presenti anche emissari di Tesoro e Cassa depositi e prestiti.
L’obiettivo è accelerare sulle privatizzazioni: c’è un debito mostre da aggredire, e il premier, a Davos, aveva spiegato che «in Italia ci sono opportunità incredibili». Le 48 ore di incontri che si tengono a Roma precedono un viaggio negli Stati Uniti che si terrà la prossima settimana.

fonte: http://www.lastampa.it/

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debito sovrano

Lobbying

In 8 anni vi siete mangiati 556 miliardi!

Alessio Villarosa ha condiviso la foto di Bernini Paolo – M5S:
Nel frattempo tutti i giornali invece di dare queste informazioni trasmettono “i dissidi interni del M5S” … tutte queste porcate che leggete qui sotto dovevano scomparire, abbiamo presentato emendamenti e instaurato discussioni, anche accese, in commissione e in aula, ma i media hanno preferito concentrarsi sulle nuove possibili fuoriuscite !!!
Ieri ho occupato i banchi del governo anche per questo, per rendervi partecipi delle battaglie che facciamo contro un governo legato alle lobby come mai si è visto prima, solo quando ci sono azioni eclatanti il M5S riesce a parlare dei temi concreti che porta avanti !
Senza le stesse i “giornalisti” fanno indigestione di gossip e veleni sul M5S.
Svegliamoci e riguardiamo quarto potere che forse abbiamo la memoria corta.

legge stabilita' governo renzi

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SHOCK! Il più grande Crimine (VERSIONE INTEGRALE) di Paolo Barnard

Pubblicato il 27/feb/2013
http://paolobarnard.info

DIVULGA QUESTO VIDEO PRIMA CHE LO CENSURINO!

Quello che televisione e giornali non vi faranno MAI vedere.
Un tributo doveroso a quest’uomo, Paolo Barnard, che cerca in tutti i modi di esporre alcune durissime verità a quelli che hanno ancora voglia di conoscerle, a coloro che non si sono ancora rassegnati, arresi alla comune informazione depistante.
Chiunque vorrà rendere un servizio informativo importante potrà condividere e divulgare questo video.

Ascolta IL TIPICO DISCORSO DELLO SCHIAVO di Silvano Agosti:

Paolo Barnard: COME L’EURO DISTRUGGE L’ITALIA

Paolo Barnard: LE MAFIE, I PIFFERAI E I TOPI

Paolo Barnard: IL COLPO DI STATO IN EUROPA – trattato di Lisbona

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Intrattenimento
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L’Italia non ha futuro! si esca dall’euro

Il Pil, che tutti credono sia un indice di ricchezza e di sviluppo, e’ esattamente il contrario. Pil e debito pubblico, che crescano e’ positivo ma solo se si avesse una moneta sovrana, in modo da ridurre sostanzialmente la tassazione, favorendo l’economia. Purtroppo abbiamo tutti gli elementi contrari alla crescita ed allo sviluppo, di cui i politici solo fanno patetica demagogia: – spesa pubblica che sfiora gli 800 miliardi. – politici ancora con status privilegiati aristocratico – monarchici da secolo 18º. – magistratura ancora addobbata con ermellini e costumi dell’ ‘800, quindi anacronistici. Stesso discorso per i vertici universitari, in quanto a costumi ed ermellini. Abbiamo una moneta non sovrana (Euro) che comporta sistematiche manovre finanziarie stile “lacrime, sangue e suicidi” che servono solo a pagare gli interessi, intanto che il debito sovrano aumenta a dismisura.. Un debito pubblico fuori controllo, il terzo piu’alto al mondo. 2180 Miliardi il debito pubblico aggiornato ad oggi, l’equivalente di 36205 E pro capite. Insomma, io non vedo nulla di buono all’orizzonte! I migliori economisti e lo stesso Fmi consigliano all’Italia di uscire dall’europa, dall’euro e da tutti quei politicanti alla Renzi. http://fabriziobratta.altervista.org/fmi-renzi-italia-non-futuro/

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poverta'

Cronache di una crisi a progetto e suoi sviluppi speculativi

tasse1

Per quanto riguarda le misure dei 3 (tre) governi tecnici, compreso l’attuale: bocciati.

I 3 (tre) personaggi, compreso l’attuale, sono stati NOMINATI, non eletti da nessuno.

Costoro sono manovrati da potentati.

Non rappresentano i cittadini, ma le Banche!

Ogni loro misura, antieconomica, la camuffano con “slogan”, facendo credere che serva alla ripresa economica.

Inutile dilungarmi su un concetto cosi’ elementare ed evidente.

Bisogna essere sordi e ciechi per non capire cio’ che stanno compiendo: “la rovina dell’Italia”.

Le loro riforme , che non ha chiesto nessuno, sono volute dall’Ue e dal Drago della Bce,

per incrementare il processo di deflazione e per mandare sempre piu’ imprese e famiglie in bancarotta.

Ovviamente lo fanno con misure antieconomiche: in primis una tassazione rekord.

Solo cosi’ avranno tutti i beni in “liquidazione fallimentare” e le banche acquisteranno a prezzi ridicoli ovvero entreranno in possesso delle ipoteche e quindi degli immobili, in modo facile, privi di empatia, come da routine per i freddi Banchieri e speculatori internazionali.

Ormai stiamo nelle mani di un gruppo di “delinquenti autoritari”. Dove e’ finita la democrazia in Italia? tempo fa’ ci hanno detto che era “sospesa”…gia’ questa attuale si chiama “tecnocrazia” o derivati di tale concetto..

E’ tutta demagogia la loro: slogan e salvataggio di banche e politica, che intanto “vivacchia”, come sempre, forte dei propri “indiscutibili” privilegi “usurpati” alla Monarchia, alla quale si sono SOSTITUITI, senza averne TITOLI, MERITI, DIRITTI.

L’attuale inquilino di Palazzo Chigi e’ un nominato “a progetto”, non eletto da nessuno. Non mi risulta che stia facendo gli interessi degli Italiani. Ha triplicato l’imu su prima casa e specialmente seconde case, con fare arrogante e spietato, per ragioni di cassa. Andatevi a studiare la Costituzione e noterete che viene calpestata tutti i giorni.

La casa non produce un reddito se non quando e’ affittata, per cui l’imu e’ palesemente anticostituzionale e mi sorprende che la Corte Europea, non si sia ancora espressa in materia. Concludo augurandomi che personaggi del genere…non si vedano piu’ in questo disgraziato paese! che ha bisogno, piuttosto, di “giustizia” e di riprendersi …certamente con misure che non siano antieconomiche, come fanno costoro!

In questo quadro pietoso, del debito pubblico, matematicamente insanabile, non se ne parla, essendo strumento di schiavitu’ e sottomissione del popolo ai propri governanti.

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crisi2

Italia in lutto

L’Italia e’ in recessione e ci restera’!

Draghi: “Riforme più ambiziose per attirare investimenti” Il governatore della Bce annuncia che la crescita continuerà a ritmo modesto e spiega: “Il patto di stabilità è un’ancora di salvezza”.

Riforme piu’ ambiziose? vogliono aumentare il processo di deflazione. Stanno svendendo, a prezzi di liquidazione, i “gioielli di famiglia” Italiani, hanno indotto il mercato immobiliare ad asta fallimentare,
ridotto il lavoro a “ricatto”, cancellando a breve l’ Art.18 e quindi l’unica garanzia per i lavoratori ed ampia garanzia per le imprese, che potranno ricattare i propri dipendenti e minacciarli di licenziamento per esigenze di mercato.

Siamo ormai paragonabili al mercato Cinese o piu’ genericamente extracomunitario, quindi torniamo indietro ed a nulla sono servite tutte le battaglie sindacali e lo statuto dei lavoratori, ormai chimere.

Il patto di stabilita’ e’ un’ancora di salvezza? solo per le banche! solo per l’Ue e Bce che potranno
imporre pesanti sanzioni in caso di sconfinamento con gli accordi stabiliti dal fiscal compact.

Amici miei, salutate amici e parenti, se potrete farlo. L’Italia non ha futuro! scappate da questo disgraziato Paese finche’ siete in tempo …

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Italia in lutto

Il primo passo per il nuovo ordine mondiale, banche private!

Un impareggiabile Beppe Grillo ci parla di “Signoraggio Bancario” e debito pubblico…prendete appunti!

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Le Italie del debito pubblico dal 1922 a oggi

Ho notato che spesso il Corriere della Sera menziona il «debito pubblico» italiano. Si parla di una cifra enorme, 1.500 miliardi di euro. Mi potrebbe spiegare l’ origine di quel debito, di chi sono quei soldi e in che modo i prossimi governi potranno ridurlo? Qualche anno fa lessi sul Corriere della Sera che anche alla fine della Prima guerra mondiale l’ Italia si trovò con un ingente «debito pubblico» e che Mussolini trovò un espediente per ridurlo o addirittura annullarlo: come ci riuscì? Maria Bonatti Rovereto (Tn) Cara signora, il nostro debito pubblico cominciò a crescere negli anni Ottanta e fu il risultato di una politica sociale e di spese clientelari che il Paese non poteva permettersi. Per più di dieci anni abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi e abbiamo finanziato il debito emettendo buoni del Tesoro che sono finiti in massima parte nelle mani dei risparmiatori italiani. Beninteso, per invogliarli a comperare la carta di uno Stato indebitato e traballante, fu necessario garantire interessi molto più elevati di quelli che gli altri Stati europei pagavano per le loro emissioni, e soprattutto svalutare periodicamente la lira. Mi capita d’ incontrare, ogni tanto, qualcuno che ancora rimpiange quegli anni e addebita all’ euro la colpa dei nostri guai. Mi chiedo se si renda conto del male che quel diabolico ingranaggio ha fatto alla reputazione dell’ Italia nel mondo finanziario. Oggi la situazione è migliorata. Ma l’ avanzo primario, vale a dire quella parte del gettito che rimane nelle tasche dello Stato quando ha finito di pagare gli interessi ai creditori e che serve a riscattare il debito, è andato progressivamente diminuendo. E’ questa la ragione per cui il nostro debito pubblico continua a rappresentare, grosso modo, il 110 per cento del prodotto interno lordo. Alla fine della Grande guerra il debito era costituito da tre grandi fattori: le enormi spese che il Paese aveva dovuto sostenere per le necessità del conflitto, la politica troppo generosa delle amministrazioni locali socialiste e cattoliche, la crescita incontrollata dell’ occupazione in alcune grandi amministrazioni pubbliche (soprattutto le Poste e le Ferrovie) dove sindacati e partiti avevano generosamente collocato i loro seguaci. All’ epoca del governo Giolitti (1920-1921), il ministro del Tesoro Filippo Meda cominciò il risanamento dei conti pubblici riducendo drasticamente i finanziamenti dello Stato alle amministrazioni comunali e provinciali. Ma queste si rivalsero aumentando la tassazione locale delle proprietà e dei consumi: provvedimenti, sia detto per inciso, che provocarono l’ indignazione dei contribuenti tartassati e favorirono l’ ascesa del movimento fascista, soprattutto nella valle Padana. Quando Mussolini prese il potere nell’ ottobre del 1922, la situazione, secondo alcuni storici economici, stava lentamente migliorando. Ma la vera svolta si ebbe allorché il ministro delle Finanze e del Tesoro Alberto De Stefani, rafforzato dai poteri che la Camera aveva concesso al nuovo governo, mise mano alla scure e riuscì là dove i governi precedenti avevano fallito. La sua riforma fiscale abolì parecchie esenzioni e favorì i redditi più elevati, ma introdusse una imposta progressiva sul reddito personale e incoraggiò gli investimenti stranieri. Per riformare le Ferrovie e le Poste, De Stefani fu ancora più energico. Fra l’ ottobre del 1922 e l’ aprile del 1924, soppresse 65.274 impieghi statali, di cui 45.566 nelle Ferrovie e 8601 alle Poste. Nello stesso periodo i conti delle Ferrovie passarono da un deficit di 1.431 miliardi a un profitto di 176 milioni. È giusto ricordare che quelle riforme furono fatte soprattutto a spese dei militanti dei partiti di opposizione e servirono a rafforzare il fascismo nella sua prima fase. Ma gli economisti riconoscono generalmente ad Alberto De Stefani il merito di avere messo ordine nei conti dello Stato e di avere permesso al Paese di attingere con maggiore credibilità al mercato dei capitali internazionali.

– Romano Sergio

mussolini

fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2005/settembre/25/Italie_del_debito_pubblico_dal_co_9_050925133.shtml

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VIDEO SHOCK – ECCO PERCHE’ CRESCE IL DEBITO PUBBLICO

#debito pubblico
Il problema grave sono gli interessi da pagare sul debito pubblico, per via dell’euro! in buona sostanza, le misure di lacrime e sangue, servono solo a pagare gli interessi sul debito pubblico. Il debito e’ insaldabile e pretesto per renderci tutti schiavi del sistema finanziario che hanno introdotto le lobbies finanziarie e politici corrotti.

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