AMBASCIATA D’ITALIA OTTAWA

NELL’AMBASCIATA D’ITALIA OTTAWA COOPERAZIONE TRA LE FORZE DI POLIZIA

Vi voglio comunicare che dal 31 ottobre 2014 ( per tutti coloro che non sono informati ) l’Ambasciata, include un Ufficio del Ministero degli Affari Interni – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga
( DCSA ), per la Cooperazione tra le Forze di Polizia nei due Pesi.

Il Capo dell’Ufficio ( con il Titolo di Esperto in Sicurezza ), lavora all’interno dell’Ambasciata, ha lo Status Diplomatico e si occupa di attività come l’osservazione e lo studio, la consultazione e le informazioni per sostenere la promozione nella lotta al traffico di droga.

La Legge N°10/2011 estende la responsabilità e il mandato dell’Ufficio a tutti i contesti criminali transnazionali allo scopo di allargare la lotta contro l’attività criminale al livello internazionale.

Maggiori informazioni sono disponibili nella relazione annuale DCSA in Italiano, Inglese e Spagnolo. Per ulteriori notizie, vi invito a cliccare nel Sito Web sottostante.

http://www.carabinieri.it/cittadino/informazioni/eventi/relazione-annuale-della-direzione-centrale-per-i-servizi-antidroga-(2016). Vi informo che per vedere questo sito, dovete fare il copia in colla e inserirlo nella barra di Internet. Grazie per la vostra collaborazione.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA, UN PO’ DI STORIA

LA STORIA DELLA DIREZIONE CENTRALE DEI SERVIZI ANTIDROGA

Adesso voglio raccontarvi un pò di storia spiegandovi come nasce la Direzione dei Servizi Antidroga.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, venne istituita agli inizi degli anni novanta, per effetto dell’Art.1 della Legge 15 Gennaio 1991, N°16 ereditando compiti, personale e dotazione del soppresso Servizio Centrale Antidroga, costituito, presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale, ai sensi dell’Art.35 della Legge 1 Aprile 1981, N°121, a sua volta, uno sviluppo dell’Ufficio Centrale di Direzione e Coordinamento dell’attività di Polizia per la Prevenzione e Repressione del traffico illecito delle sostanze stupefacenti ” Ufficio Stupefacenti “, struttura, nata nel 1976, in base all’Art.7 della Legge 22 Dicembre.

A distanza di 40 anni, si può ritenere la DCSA una delle più longeve e riuscite esperienze interforze in seno alle Forze di Polizia Nazionali.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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MURGIA, NUOVO COLPO AL TESORO DEI CLAN. SEQUESTRATI 23 MLN

Un nuovo colpo e’ stato sferrato al patrimonio realizzato con gli introiti di attività criminali del clan della murgia, principalmente di Gravina, che a lungo hanno spadroneggiato e che hanno dominato negli anni 80 e 90.

Beni immobili per circa 23 milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri ad Altamura e Gravina su disposizione del Tribunale di Bari nell’ambito del ” pacchetto sicurezza “.

In particolare, un’altra sala ricevimenti ad Altamura, diverse aziende, terreni ed appartamenti.

E’ stata applicata ancora la normativa antimafia sulle misure di prevenzione patrimoniale.

Il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale ha eseguito un sequestro anticipato finalizzato alla confisca, a seguito di un provvedimento emesso dalla sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Bari ( collegio composto dal presidente Francesca La Malfa e dei componenti Marrone e Mattiace ) su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo.

Destinatario delle nuove misure patrimoniali è S.S., 57 enne di Gravina, con numerosi pregiudizi penali, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza.

Fu coinvolto nel 2001 nella maxi operazione antimafia ” canto del cigno ” perchè ritenuto ” compartecipe “, come braccio economico, della criminalità organizzata di Gravina ( clan Mangione, Gigante, Matera ).

Proprio a questi gruppi, soprattutto ai Mangione, che fanno capo i numerosi altri sequestri che si susseguono da un anno a questa parte e che hanno interessato ditte, immobili e società edili di Altamura, a Gravina invece villette in costruzione a Turi nonchè affari anche in altre regioni.

Un filone investigativo che si sta rivelando molto fecondo e che equivale ormai ad un patrimonio sequestrato complessivo che si avvicina ormai ai 100 milioni di euro.

Le indagini investigative effettuate hanno messo chiaramente a confronto dei redditi che dichiarava come anche l’ingente capacità e liquidità finanziaria dimostrata da S.S., capace di ottenere un notevole ritorno dagli investimenti, soprattutto in attività di ristorazione ma anche edili.

In pratica, secondo i carabinieri, venivano messe in atto operazioni di ” money laundering ” ( riciclaggio di denaro ) attraverso numerosi reinvestimenti di natura apparentemente lecita.

Da precisare che tali attività imprenditoriali continueranno con l’amministrazione giudiziaria sotto il diretto controllo del Tribunale di Bari.

Le misure di prevenzione, oltre a colpire direttamente i portafogli ed il patrimonio, mirano anche a restituire legalità e trasparenza.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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COMPRAVA AUTO CHE PAGAVA CON ASSEGNI SCOPERTI

Questa è un’ altra storia di cronaca nera.

Riusciva ad adocchiare sui Siti Internet specializzati l’auto perfetta dopo di che contattava il venditore, prendendo di li a poco l’appuntamento per visionare l’auto, cosi’ chiudeva il contratto pagando subito con assegni scoperti.

Adesso torna in carcere con l’accusa di truffa il presunto Gravinese VM, già sorvegliato speciale di 43 anni.

Chiaramente il suo nome era rimbalzato in cronaca l’ultima volta poco più d’un anno fa, quando fu sorpreso in compagnia di un suo amico considerato poco raccomandabile, cosi’ era stato tratto in arresto per violazione degli obblighi riconnessi al regime di sorveglianza speciale a cui era sottoposto.

Il noto soggetto VM era finito nei guai con la legge più volte in passato e nel maggio 2010, guadagnandosi l’appellativo di re della truffa, conquistandosi i titoli dei quotidiani nazionali dopo di che gli Agenti del Commissariato San Nicola a Bari, lo avevano spedito in cella ritenendolo l’autore di una serie di raggiri, che non si addicono a un pregiudicato, spacciandosi una volta per avvocato e un’ altra volta per Ispettore di Polizia, egli si presentava nei migliori negozi baresi – boutiques di abbigliamento, pescherie e altro – acquistando merce che poi pagava con assegni risultati clonati.

Il modus operandi o il copione cosi’ come lo vogliamo chiamare si sarebbe ripetuto, sia in un altro ambito merceologico.

Almeno secondo i carabinieri della stazione di Gravina in Puglia, al Mangione gli avevano notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Procura, dal GIP presso il Tribunale di Bari.

Secondo le contestazioni condensate nel provvedimento restrittivo, negli ultimi tempi il 43 enne VM avrebbe acquistato diverse auto, seguendo uno schema ben preciso – tipo cosi’ come l’avevano ricostruito gli inquirenti: una volta che aveva individuato Online l’automobile prescelta e gradita a lui per i propri gusti, il 43 enne VM prendeva immediatamente i contatti con il proprietario, il quale ignaro di tutto dopo che aveva richiesto un appuntamento e preso visione dell’auto da cedere di li a poco, veniva poi indotto ad effettuare senza nessuno indugio il passaggio di proprietà in favore dell’acquirente, che vinceva ogni possibile sospetto o titubanza della controparte saldando il conto molto velocemente, mediante consegna di assegni a questo punto l’unica nota stonata, erono i titoli bancari che sarebbero stati sempre sprovvisti… di provvista.

Insomma veri pezzi di carta straccia senza alcun valore, attraverso i quali poi per gli Investigatori, si consumava il raggiro ai danni dei fiduciosi venditori.

Tre delle automobili cosi’ acquistate sono state poi riconsegnate ai loro leggittimi proprietari.

Un’altra auto poi era stata rinvenuta nella disponibilità di un 35 enne residente in città. VR l’uomo già noto agli inquirenti, è adesso indagato per ricettazione e per questo sempre dal GIP barese nell’ambito della medesima inchiesta nelle prossime ore il Mangione e il Ruggero, assistiti dai propri legali, compariranno davanti ai Magistrati per rendere l’interrogatorio di garanzia ed offrire la propria versione dei fatti.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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