Vi toglieranno tutto!

Mi riferisco ai partiti tradizionali:

ma questi ci sono o ci fanno?
Non e’ percepibile il minimo sforzo da parte della #casta politica di cambiare le cose!
Ancora #privilegi, #sprechi, #ruberie, #poltrone, il solito minestrone di #abusi a danno dei cittadini.
Bisogna salvare la nazione, non i partiti.
Bisogna salvare i cittadini, non la politica.
Bisogna ridisegnare le regole sociali e civili!!!!
Andatevene, mascalzoni che continuate a massacrare i cittadini con tasse e imposte esagerate!
In Ita(G)lia crescono solo: disoccupazione, debito pubblico, insicurezza, crimini,
fallimenti, clandestini, frustrazioni, suicidi, affini e correlati.
Vogliono applicare l’Art. 43 della Costituzione e presto lo faranno, perche’ non sanno fare altro che espropriare le ricchezze altrui, non essendo capaci di produrre nulla. Sono inetti, inutili, dannosi e pericolosi!

 

 

 

 

Finitela di ingannarci!

Ma di quale futuro parlate ? finitela di ingannare i cittadini, di usarli come bancomat e trattarli come zerbini! In una societa’ in decadenza, dove i valori morali ed etici non esistono piu’ e le regole sono fatte su misura per tutelare un regime, Internet rappresenta la vera “democrazia” ed anche una piattaforma dove presentarsi liberamente, senza liste di attesa.
La societa’ moderna e’ diventata “virtuale”, quella fuori da Internet. La colpa? certamente e’ dei governanti. Il caos sociale, le disuguaglianze ed ogni altra “anomalia” sono la “prerogativa” dei politici.Vivendo in un “paradiso artificiale”, decidono il nostro futuro ed ogni altra regola che ci condizionera’ la vita, intanto che la loro e’ “blindata” da privilegi anacronistici. Anche le nostre capacita’ sono ormai compromesse dalle loro decisioni.La politica europea (UE) e’ ormai “asservita” ai seguenti organi: FMI, BCE, Massoneria e Lobby Finanziarie (Bilderberg e Rothschild) tra le principali. In buona sostanza, la politica, specie in Italia, anziche’ tutelare i cittadini, si e’ schierata “contro” di loro con pesanti misure di austerita’ al fine di impoverire famiglie, imprese e la stessa nazione e favorire gli speculatori internazionali affiliati. In Italia e’ in corso una svendita dei “gioielli di famiglia”: Eni, Enel, Finmeccanica etc
2300 miliardi di euro aggiornato. Il debito pubblico cresce comunque all’impazzata per via delle spese folli e interessi per l’utilizzo della moneta (euro). L’euro e’ un suicidio per l’UE, mentre e’ un vantaggio per la casta politica e lobby di potere per aumentare le disuguaglianze come gia’ avviene nei paesi in via di sviluppo. Con l’euro, torniamo indietro di almeno 50 (cinquant’anni) e senza speranza di migliorare, il che risulta deleterio per i cittadini e imprese. Non abbiamo considerato l’aspetto della tassazione che rappresenta una barriera antieconomica che toglie qualsiasi speranza e velleita’ per il futuro.
Pensate che Internet sia un ambiente virtuale? e’ la politica che ha trasformato la societa’ in ambiente virtuale.. e questo e’ allarmante!

Maggiori informazioni Fabrizio Bratta Official

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

I parlamentari “abusivi” devono essere cacciati dal Parlamento. A dirlo, a Chieti, è Antonio Pappalardo, generale dell’Arma in congedo, già deputato e sindacalista dei carabinieri.
A capo del Movimento Liberazione Italia, che raccoglie esponenti delle forze dell’ordine ma anche agricoltori e pescatori – dice lo stesso Pappalardo – l’ex capo di stato maggiore d’Abruzzo e Molise si è presentato nel capoluogo teatino per reclutare altri attivisti e organizzare la mobilitazione dell’11 settembre. Tutti a #Roma a piazza Montecitorio, dice Pappalardo annunciando l’appuntamento alle ore 15.
Fonte: Telemax

N.B.: Il Prefetto di Roma, che (in un primo momento) aveva autorizzato la manifestazione, ha poi vietato la stessa con un nuovo ordine.(NdR)

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UNA STORIA TUTTA ITALIANA NELLA CONFISCA DEI BENI

Si direi proprio di si… è una storia tutta italiana quella dei beni confiscati alle mafie, dai demani regionali, poi dal 2010 passati in gestione alla nuova nata Agenzia per i beni sequestrati e confiscati ( ANBSC ).

Secondo l’Agenzia stessa, che ha un Sito Web dedicato, il totale sarebbe di 13.971 tra immobili e aziende, mentre secondo la relazione Garofoli ( presentata in parlamento nel gennaio 2014 ) sarebbe di 12.946.

Mistero assoluto, direi a questo punto, stando ai documenti parlamentari, su quale fine abbiano fatto gli oltre 7,2 milioni di euro stanziati nell’ambito dei PON Sicurezza – Programma Nazionale per promuovere la sicurezza nell’ambito delle linee guida europee, dei quali 6 milioni già liquidati, e che sarebbero dovuti invece servire per costruire un grande database per rendere fruibili i dati entro l’inizio del 2013.

La Relazione Antimafia recita che ad aprile 2014: ” Nei documenti che furono consegnati a questa commissione non è stato reso noto il motivo del ritardo, se non con un generico riferimento alla complessità del lavoro necessario “.

Vedesi Torino, Pavia, Genova il conteggio dei beni contribuisce anche il fatto che il loro status è suscettibile di numerosi cambiamenti, sia per la questione legata ai procedimenti giudiziari, sia per altre di natura gestionale.

Secondo invece di una recente relazione sulla consistenza dei beni, presentata in Senato a dicembre 2013 emergono alcuni aspetti interessanti sull’andamento delle confische, in totale i procedimenti di confisca sono in crescita tra il 2004 e il 2013 e hanno ormai complessivamente superato quota 2.400, con un picco nel 2011.

Andando piu’ nel dettaglio, tra il 2009 e il 2013 sono stati gli immobili ( appartamenti, aziende e immobili confiscati di questi si trovano in 94 province italiane su 110.

Invece la distribuzione sul territorio emerge in modo chiarissimo direi mettendo in fila ad esempio i dati sulle imprese: le prime cinque città interessate sono Palermo ( 394 ), Napoli ( 180 ), Milano ( 147 ), Roma ( 118 ), Reggio Calabria ( 108 ) di qui si evince come si sia costruita una ramificazione di veri e propri insediamenti di attività criminali, in maniera straordinariamente molto capillare.

La Direzione Investigativa Antimafia attribuisce al solo patrimonio confiscato tra il 1992 e il 2011 alle organizzazioni criminali ( ai sensi della legge 575/65 ) alla camorra, 216 alla ‘ndrangheta, 74 alla Sacra Corona Unita e cosche pugliesi, 103 milioni di quei beni sequestrati con sempre meno decreti di destinazione.

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Freelancer Valter Padovano

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LA CONFISCA DEI BENI A FINI SOCIALI

” La confisca dei beni appartenuti ai mafiosi e la loro destinazione ai fini sociali.

Riappropriarsi dei luoghi dove le mafie hanno compiuto orrendi delitti, come occasione di riaffermazione della legalità, di riscatto dei territori dai condizionamenti criminali, di rinascita e di concreta lotta culturale, oltre che patrimoniale, alle mafie “.

Parlare di lotta alla mafia significa dover affrontare un argomento abbastanza ampio e difficile, sia per quando riguarda cosa fare, sia per quanto riguarda il caso si dovrebbe fare molto di piu’.

Su di essa, ci sarebbero da dire moltissime cose, ma il tema che tratterò, riguarda i beni confiscati dallo stato e il loro utilizzo.

Per beni, intendo quelli mobili: denaro, conti correnti, conti in banca, automezzi, ville, imbarcazioni, motori, case, terreni, fondi di qualsiasi tipo aziende, alberghi e altro ancora.

Questi beni, in teoria, vengono dapprima sequestrati dalle Forze dell’Ordine, poi successivamente confiscati, quindi diventano proprietà dello stato.

Purtroppo questo come già ho spiegato nell’ argomento precedente non avviene sempre cosi’ o almeno non in tempi brevi, infatti il processo che va dal sequestro alla confisca e’ molto lungo e puo’ capitare anche che dei beni sequestrati parecchi anni prima, non siano ancora stati confiscati, a causa dei lenti processi burocratici.

Per l’organizzazione di questo tipo di beni, nel 2005, è nato il progetto ” beni confiscati ” grazie al Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno, per rafforzare ed ottimizzare lo strumento della confisca e delle misure di prevenzione patrimoniale.

Alla fine facendo una stima, ad oggi in Italia, si possono contare circa 25.500 beni sequestrati alla criminalità organizzata, solo 7.000 confiscati e tra tutti solo 3.000 hanno avuto una destinazione e quindi un riutilizzo per la società.

Secondo le Procure della Sicilia, a Trapani, su 80 beni confiscati, nessuno e’ stato assegnato o come a Siracusa dove non risulta nessun bene sequestrato e poi confiscato, come se la mafia non esistesse..

Ogni Comune a cui è stata assegnata una proprietà, decide la destinazione finale di quel bene che nella maggior parte dei casi si assegna in concessione, a titolo gratuito, a comunità, enti, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero per tossico-dipendenti.

Molti esempi ci sono in Campania, dove la maggior parte dei beni confiscati ( 713 su 1143 ), piu’ del 50% sono stati destinati in un certo senso non e’ piacevole perché comunque questo dato indica un’elevata presenza di crimine organizzato, infatti in Campania è seconda in Sicilia in beni confiscati.

Per cercare di riscattare quei territori dove la mafia ha colpito, tutte queste attività sociali, vengono concentrate in un punto ristretto, in modo che quei luoghi possano tornare a rivivere.

Infatti il vero problema non è la confisca dei beni, ma la restituzione di quei terreni tolti alle brave persone martoriate dai tanti sorprusi dell’illegalità.

Purtroppo tali problemi sociali, strano ma vero, derivano in parte dalle stesse persone sfruttate dalla mafia, perché l’unico modo per eliminare del tutto queste associazioni malavitose e denunciarle.

La maggior parte delle persone, testimoni di delitti o vittime stesse della mafia hanno paura di sporgere denuncia impedendo alle Forze dell’Ordine di porre fine alle ingiustizie.

Questo ” silenzio ” e’ chiamato comunemente OMERTA’, base fondamentale sulla quale il crimine organizzato fa leva, non solo tra i componenti di uno stesso gruppo malavitoso, ma anche tra la povera gente.

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Freelancer Valter Padovano

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C’ERA UNA VOLTA LA SANITA’ PUBBLICA

SANITA’ PUGLIA, PRESCRITTI 23 DEI 25 REATI CONTESTATI ALL’EX SENATORE A.T. IL PROCESSO PROSEGUE

Lo ha annunciato il presidente del collegio dei giudici chiamati a pronunciarsi sull’eventuale colpevolezza di 18 persone.

Gli unici due reati che resterebbero in piedi sono l’associazione per delinquere e la concussione. L’ex Governatore faceva parte di una ” cupola ” che fra il 2005 e il 2009 avrebbe ” illecitamente pilotato ” forniture e gare d’appalto nel settore sanitario.

Quasi tutti prescritti. Dei 25 capi d’imputazione nell’ambito del processo sulla malasanità pugliese, ben 23 risultano ormai estinti.

Lo ha annunciato in udienza il presidente del collegio dei giudici chiamati a pronunciarsi sull’eventualità colpevolezza 18 persone.

Gli unici due reati che resterebbero in piedi sono l’associazione per delinquere e la concussione quest’ultima legata ad un episodio risalente al gennaio 2009, contestati a 10 imputati.

Il Tribunale di Bari non ha tuttavia formalmente dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione, riservandosi di farlo alla prossima udienza del gennaio 2017.

In quell’occasione, peraltro, l’accusa – rappresentata dall’aggiunto L.G.B. e dal PM L.S. – citerà anche l’imprenditore barese G.P., imputato in altri processi sulla sanità pugliese.

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( Freelancer Valter Padovano )

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