IL PENTITO CARMINE SCHIAVONE PARLA E DICE: VI SONO ANCHE DISCARICHE A BARI E FOGGIA

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I VERBALI DEL PENTITO SCHIAVONE ” IN PUGLIA LE DISCARICHE DELLA CAMORRA “

Il pentito della camorra napoletano rivela dall’uomo dei casalesi all’Antimafia ” per tutti gli anni ottanta la camorra ha usato alcune pattumiere. Una si chiamava Puglia “.

Lo ha raccontato nel 1997 il pentito Carmine Schiavone alla Commissione Parlamentare Antimafia in un verbale che è stato dissecretato.

Ma lo hanno confermato anche le indagini più recenti in tema di mafia e di rifiuti come ha spiegato in audizione di alcuni mesi fa l’ex Procuratore di Bari, Dr. Antonio Laudati.

” Parlavano spesso di Puglia – spiega il pentito – c’erano discariche nelle quali si scaricavano sostanze che venivano da fuori, in base ai discorsi che facevano negli anni fino al 1990 – 1991.

Schiavone parla di ” Salento “, ma sentivo parlare anche delle province di Bari e Foggia “.

Pochi i riferimenti precisi anche perché, dice, “il nostro era un discorso “accademico” interno che facevamo, dicendo: mica siamo solo noi, lo fanno tutti quanti”.

Il traffico riguardava “sostanze tossiche, fanghi industriali, rifiuti di lavorazione, rifiuti radioattivi “.

Tutto materiale che veniva nascosto metri e metri sotto terra, dove ancora oggi è probabilmente conservato.

È bene ricordare che in alcune zone del Salento si registrano percentuali di malattie oncologiche assai superiori alla media.

Quei dati sono stati oggetto nei giorni scorsi di una riunione all’Istituto superiore di Sanità nella quale l’Arpa Puglia e il ministero hanno previsto un percorso comune: l’anomalia nei numeri c’è, ed è importante.

Bisogna trovare ora le cause. I rifiuti interrati potrebbero essere uno dei problemi.

Tornando alle dichiarazioni di Schiavone, il pentito ha parlato anche del “supporto” logistico dei clan locali: “In effetti – ha messo a verbale.

In Puglia, la Sacra corona unita non è mai stata nessuno. Era sorta inizialmente insieme al gruppo della Nuova camorra organizzata di Cutolo, e poi fu staccata.

C’erano gruppi che operavano con noi e con i siciliani. Nel Brindisino operava un certo Bicicletta, un certo D’Onofrio che stava con Pietro Vernengo, il suo capozona.

Con me operavano un certo Tonino ‘o Zingaro e Lucio Di Donna, che era di Lecce”. Le parole di Sandokan sono però state integrare e in parte superate dal quadro tracciato nei mesi scorsi dal procuratore Laudati sempre in commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

È stato il magistrato a parlare del legame tra i casalesi e il foggiano. Se io devo smaltire un frigorifero e lo butto a Savignano Irpino – ha detto – rischio l’arresto nella fragranza.

Se mi sposto di un chilometro e mezzo, se mi va male prendo una contravvenzione.

Dove butta il frigorifero la criminalità organizzata?  Le indagini stanno verificando anche in questo caso ” sinergie ” criminalità locale e Casalesi. Ma c’è altro. Alcune aziende, “anche a partecipazione pubblica – ha detto Laudati – hanno avuto forme di condizionamento dalla criminalità organizzata sul modello di quello che è successo in Campania”.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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