BIOGRAFIA DI SERGIO DE CAPRIO ” CAPITANO ULTIMO ” Cap. 7

VEDIAMO CHI E’ SERGIO DE CAPRIO Cap.7

( Sergio De Caprio ) Nasce a Montevarchi ( Arezzo ) il 21 Febbraio 1961, diventa un Carabinere.

Uno degli uomini che nel 1993 arrestarono Totò Riina ( vicenda che gli causò anche problemi giudiziari per i ritardi nella perquisizione del covo, accusato per favoreggiamento e infine assolto ).

Noto al grande pubblico per una fiction tv in cui veniva interpretato da Raoul Bova. Da ultimo, tenente colonnello del Nucleo operativo ecologico, ha collaborato col pm Dr. Henry Woodcock nell’indagine sull’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

• ” Fino al 25 maggio del 2000 è stato un uomo senza volto, senza identità. Se doveva testimoniare in un’aula di giustizia si copriva con un cappuccio, se doveva prendere un aereo gli sceglievano nome e cognome di fantasia.

Per tutti era Ultimo, il nemico dei mafiosi. L’Arma lo aveva sempre protetto, pur sopportando con qualche difficoltà il suo carattere irruente, i suoi modi certamente estranei alla disciplina di una forza armata.

Quel giorno Ultimo capì che la fine era arrivata. Un comunicato di venti righe dettato alle agenzie di stampa dal Comando generale dei carabinieri respingeva le sue accuse di essere stato “lasciato solo e senza mezzi ” per combattere le cosche.

In quella nota, per ben tre volte, veniva nominato il maggiore Sergio De Caprio. “ L’Arma rompe il silenzio ”, titolarono i giornali.

Il leggendario capitano Ultimo ormai era uno dei tanti. La sua battaglia per continuare a combattere la mafia come aveva sempre fatto, era stata interrotta.

L’uomo, che dopo aver catturato Totò Riina sognava di poter prendere anche Bernardo Provenzano, fu costretto ad arrendersi.

Gli investigatori che assieme a lui avevano passato giorni e notti a dare la caccia al capo della mafia, erano stati quasi tutti destinati a nuovi incarichi. Via Arciere, via Ombra, via tutti, uno dopo l’altro “.
• ” Tienanmen, Toro Seduto, il Che. E un carabiniere “ che se lo vedi non sembra neanche un carabiniere, giubbino di pelle, pantaloni sdruciti, i guanti senza le dita e le sciarpone ”, Valter Padovano si blocca, fruga nella memoria a caccia di un’immagine ” : Un ragazzo della contestazione. Ecco a chi assomigliava, Ultimo.

Un grande capo carismatico, con una squadra di una decina di ragazzi, Vichingo, Arciere, erano ragazzi sul serio, e lo adoravano ”.

Da vent’anni vive in clandestinità, con 7-8 condanne a morte che lo seguono e non vanno in prescrizione infatti la mafia lo vuole morto.

Il Reporter Freelancer per caso lo incontra, è lui il segugio antimafia: “ Entro e vedo questa scrivania con il ripiano di vetro e, sotto, un bandierone con la faccia del Che. Alzo lo sguardo, c’è Toro Seduto, e piazza Tienanmen, l’omino con il sacchetto della spesa che ferma i tank”. Tre personaggi, tre storie, “quello in cui crede sta lì, ognuno è libero se ha il coraggio di esserlo ”.

• Nel maggio 2007 in una lettera scritta dal suo avvocato al Corriere della Sera si sentì in dovere ” di ribellarsi alla dittatura di una certa antimafia di salotto e di potere “: si riferiva a una dichiarazione di Claudio Fava che adombrava l’esistenza di trattative e patti tra Stato e mafiosi alla base della cattura di Riina.

• Nel 2012 guidò la squadra che indagò sui soldi spesi dalla Lega per la famiglia Bossi e sull’attività del tesoriere Francesco Belsito.

Nello stesso anno a capo della perquisizione dell’appartamento e dell’ufficio di Gotti Tedeschi, ex-presidente dello Ior.

Nel 2013 arrestò Giuseppe Orsi, presidente e amministratore delegato di Finmeccanica.

• ” L’antimafia è diventata spettacolo, un gran bel business per alcuni. Io svolgo un’azione che mi è stata insegnata da grandissimi maestri.

Ricordo ancora il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che rimane un esempio di vita e di tecnica, il generale Mori, il giudice Falcone; ma ho imparato molto anche da magistrati come Ilda Boccassini e tanti altri.

Credo che se fossi stato in America sarei finito in una riserva indiana accanto ai miei fratelli apache. E comunque preferisco l’Italia all’America “.

• ” Non indossa la cravatta, solo una sciarpa indiana e porta il codino. Quando nel luglio 2008 gli viene revocata la scorta, lui si è comprato un motorino “.

• Prese 9, 7 e 8 voti rispettivamente al secondo, terzo e quarto scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica nell’aprile 2013 ( candidato dai Fratelli d’Italia ).

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

I MILIONI DEL CLAN. ATTO FINALE PER IL CAPITANO ULTIMO Cap.6

LA MAXI INDAGINE DEL CAPITANO ULTIMO Cap.6

Nel 1993 Ultimo mise le manette al boss Riina. Tra poco abbandonerà il NOE, in eredità però il Capitano Ultimo ci lascia un’inchiesta sul riciclaggio.

Potrebbe essere, scusatemi il gioco di parole, l’ultima inchiesta alla guida del NOE, avvisi depositati a luglio, con 28 indagati, tre interrogatori già fissati a settembre e forse altri chiederanno di essere sentiti prima della decisione dei PM di Napoli Giovanni Conzo e Luigi Landolfi sulle richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione.

E’ LA MAXI INDAGINE

Sul riciclaggio internazionale di valuta estera che annoda a un unico filo dei sequestri effettuati a Fiorenza Di Milano, Valico San Gottardo, Airolo, Zurigo, Caianello ( Caserta ), Agrate Brianza ( Monza Brianza ) e Roma.

La Procura partenopea, lasciatemi per favore usare questo termine, già crocevia delle intercettazioni Renzi – Adinolfi eseguite e trascritte dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, e rese pubbliche dalla Discovery delle indagini sulla Coop Rossa Emiliana Cpl Concordia – e i duecento uomini agli ordini del Colonnello Sergio De Caprio, con il supporto della Magistratura Elvetica, avrebbe accertato i collegamenti di pezzi di clan dei casalesi e di personaggi collusi alla mafia siciliana con uno studio legale brianzolo, uno degli snodi per ottenere i buoni uffici di un magistrato del Tar Lazio, quest’ultimo era la figura centrale del sodalizio impegnato nella complicata attività di ripulitura dei ” SilverCoin Certificate ” che poi questi non sono altro dei Titoli Statunitensi che vennero emessi tra il 1923 e il 1928, che poi questi altro non sono che carta straccia, che venivono utilizzati per lucrare con un ottima e buona attività di ” redenption ” adesso vi domanderete giustamente e vorreste sapere del perchè di questa parola in inglese, vi spiego subito servivano ( per la restituzione al Governo Statunitense dietro un ottimo compenso ).

Nella stanza assegnata dal Tar al Giudice imbottita di cimici, i carabinieri di De Caprio hanno registrato un andirivieni di strani figuri e ascoltarono anche il magistrato offrire ” consulenze ” su come si doveva riciclare i vecchi Titoli Stranieri e Banconote Italianissime macchiate d’inchiostro, che provenivano da rapine ai vari bancomat, annotando i suggerimenti del Giudice a un imprenditore in odore di mafia, condannato a nove anni, per aver trasferito i beni ad una Fiduciaria per scongiurarsi i sequestri.

LE INTERCETTAZIONI

Proprio queste hanno consentito di individuare una cassetta di sicurezza dell’Istituto Fiduciario Zurcher-Freilager AG di Zurigo intestata proprio a uno degli indagati che avevano fatto in tempo a togliere i Titoli, ritrovati poi grazie a un sequestro della Polizia Elvetica che il 13 Marzo 2012 fermò quattro persone che viaggiavano a bordo di una fiammante auto Audi A5 diretta verso il Valico del San Gottardo trovando poi rinchiusi in una valigetta, si legge sull’informativa ” nove mazzette di SilverCoin Certificate, di cui otto composte da cento banconote del taglio di 1.000.000 di dollari cadauna, per un ammontare pari a un valore facciale di 880 milioni di dollari “.

Adesso diventa difficile risalire il percorso di questi soldi forse proventiti anche della ” Divina Foundation delle Filippine “.

L’operazione è stata condotta brillantemente dal De Caprio tramite ” rogatoria transfrontaliera “.

Questa fu l’ultima inchiesta del Capitano Ultimo che non avrà mai confini.

http://www.capitanoultimo.blog

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

PROGETTI PER UCCIDERE IL CAPITANO ULTIMO Cap.5

A causa delle indagini antimafia che conduceva il Capitano Ultimo era entrato nel mirino di ” Cosa Nostra ” .

Da questo momento in poi alcuni collaboratori di giustizia iniziano a raccontare i progetti per uccidere il Capitano Ultimo.

Gioacchino La Barbera riferisce in udienza pubblica che il killer Leoluca Bagarella aveva riferito ad un Carabiniere che forniva notizie a Cosa Nostra che gli avrebbero dato un miliardo di lire se avesse svelato loro informazioni su dove alloggiava il Capitano Ultimo.

Il pentito Salvatore Cangemi il 22 Luglio 1993 riferiva di avere partecipato ad una riunione con Bernardo Provenzano, Ganci Raffaele e Michelangelo La Barbera  nel corso della quale Provenzano gli comunicava l’esistenza di un progetto per catturare vivo il Capitano Ultimo oppure di eliminarlo.

Anche il pentito Giuseppe Guglielmelli il 9 Maggio 1997 riferiva di avere appreso dal killer Giovanniello Greco, che il Bernardo Provenzano aveva l’intenzione ossessiva, di eliminare il Capitano Ultimo. Nel 2014 al Colonnello De Caprio gli fu revocata la scorta.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

IL CAPITANO ULTIMO, VA NEL NOE ” NUCLEO OPERATIVO ECOLOGICO ” Cap.4

CONTINUANO LE INDAGINI MA VOGLIONO FARLO FUORI Cap.4

Da Comandante della Sezione del ROS di Palermo col grado di Maggiore, nel maggio del 2000, chiese il trasferimento ad altro incarico, in disaccordo con il vertice del ROS che veniva comandato dal Generale Sabato Palazzo relativamente all’impiego di personale provvisorio in attività d’indagine.

A seguito di quella richiesta avanzata, venne assegnato al NOE  Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, poi al CCTA ( Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente ) come Vice Comandante a Roma. Grazie all’aiuto che ebbe, riusci’ ad aprire una casa famiglia per il recupero e il reinserimento di minori disagiati o figli di famiglie segnate dal crimine.

Destò molto scalpore la notizia della revoca della scorta al De Caprio nell’ottobre del 2009, riassegnatagli solo nel gennaio 2010.

Il 4 ottobre 2012, su ordine del Procuratore di Roma, Dr. Giuseppe Pignatone, i carabinieri del NOE  coordinati dal De Caprio e dal Capitano Pietro Rajola Pescarini, perquisirono l’abitazione di Massimo Ciancimino a Palermo e di altri imprenditori e di prestanomi alla ricerca di carte, file e documenti sulla Ecorec utili alle indagini avviate dal PM Della Cardia e Antonietta Picardi riguardanti proprio al riciclaggio di denaro nella più grande discarica di rifiuti in Europa  a Glina in ( Romania ) DEL VALORE DI CIRCA 115 milioni di Euro.

Secondo gli Investigatori il denaro faceva parte del tesoro del padre Vito Ciancimino quando era Sindaco di Palermo.

In merito, Massimo Ciancimino dichiarò solo ” Sono perplesso sul fatto che a coordinare l’indagine fosse proprio il Colonnello Ultimo che più volte si era espresso sulla mia persona definendomi un delinquente mafioso “.

Il Capitano Ultimo successivamente è stato capo delle indagini che portarono all’arresto del Presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi, avvenuto il 12 Febbraio 2013.

Secondo le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Busto Arsizio, Orsi si sarebbe reso responsabile di corruzione internazionale, concussione e peculato per le presunte tangenti che sarebbero state pagate per la vendita di 12 elicotteri al Governo Indiano.

De Caprio candidato di bandiera del Partito Fratelli d’Italia – Centro Destra Nazionale, durante il secondo, il terzo e il sesto scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2015, De Caprio ha riportato 9, 7 e 8 voti rispettivamente.

Sempre sulle indagini relative alle discariche, a Gennaio 2014 il suo reparto produce 7 arresti, tra cui il proprietario della discarica romana di Malagrotta e l’ex Presidente della Regione Lazio Bruno Landi.

Il 4 Agosto con notizia resa il 21 Agosto, il Generale Tullio Del Sette, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, lo esime dagli incarichi operativi e di Polizia Giudiziaria pur lasciandogli l’incarico di Vice Comandante del Noe.

L’ultimo caso seguito dal De Caprio fu quello della Cpl – Concordia.

NEI SERVIZI

Nel 2016 De Caprio passa all’ AISE, il Servizio Segreto per l’Estero, a dirigere l’Ufficio Affari Interni.

Nel 20 Luglio 2017 viene restituito dai Servizi dell’Arma perchè, dopo il caso Consip, ” venne meno il rapporto di fiducia ” poche settimane dopo il CSM invia alla Procura di Roma le dichiarazioni rese dal Procuratore della Repubblica di Modena, Lucia Musti, sull’uso spregiudicato delle intercettazioni nella precedente indagine Cpl – Concordia da parte di De Caprio e del suo sottoposto, il Capitano Gianpaolo Scafarto, indagato poi insieme a Woodcoch per falso Consip.

De Caprio dichiara che il rientro nell’Arma lo aveva deciso in maniera autonoma per evitare strumentalizzazioni.

Da qui a poco vi fu un progetto per uccidere il Capitano Ultimo forse perchè dava fastidio con le sue indagini?.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

IL CAPITANO ULTIMO ARRESTA TOTO’ RIINA. Cap.3

E’ stato l’Ufficiale De Caprio, quando era Capo della Crimor, a mettere le manette il 15 Gennaio 1993 a Salvatore Riina detto “u Curtu”.

Il racconto dell’arresto del Boss mafioso è stato varie volte messo in discussione, sia durante il processo celebrato a Palermo nel 2006 in relazione ai fatti che portarono alla ritardata perquisizione del ” Covo ” di Riina, sia più recentemente dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, figlio dell’ex Sindaco di Palermo Vito Ciancimino ( condannato per mafia ), secondo il quale in realtà Riina sarebbe stato consegnato ai Carabinieri da Bernardo Provenzano.

Massimo Ciancimino, a oggi, è un ” dichiarante ” giudicato attendibile solo a fasi alterne nel corso di altri procedimenti a suo carico.

Peraltro, a ben vedere, l’unica ricostruzione ufficiale oggi disponibile delle vicende che hanno portato all’arresto di Salvatore Riina, è quella prodotta dalla Sentenza n°514/2006 con cui il Tribunale di Palermo ha assolto il Capitano Ultimo De Caprio e il Colonnello Mori dalle accuse loro rivolte a seguito della ritardata perquisizione nell’abitazione di Riina.

Con la Sentenza del 20 Febbraio, i Giudici del Tribunale di Palermo, oltre ad assolvere gli imputati ” perchè il fatto non costituisce reato ” hanno voluto sottolineare e ribadire che il latitante ( Riina, ndr ) non fu consegnato dai suoi solidali, ma localizzato in base a una serie di elementi tra loro coerenti e concordanti che vennero sviluppati, in primo luogo, grazie all’intuito Investigativo del Capitano De Caprio “.

De Caprio, dopo la cattura di Riina, dal 1993 al 1997, si era dedicato esclusivamente alla ricerca di altri pericolosi latitanti, fino allo scioglimento del CRIMOR.

De Caprio resta nel R.O.S., da cui lui chiede il trasferimento nel 2000.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

SERGIO DE CAPRIO ” IL CAPITANO ULTIMO ” LE IMPRESE E LA SUA VITA DA CARABINIERE. Cap.2

Sergio De Caprio, detto anche Capitano Ultimo nasce a Montevarchi, il 21 Febbraio 1961. E’ stato a capo dell’Unità Crimor dei Carabinieri e con il grado di Colonnello è stato Vice Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente a Roma.

De Caprio è stato un ex allievo della scuola Nunziatella di Napoli, vincendo successivamente il concorso per l’Accademia Militare di Modena dove compie gli studi e la formazione, diventando Tenente dei Carabinieri e prestando servizio alla Compagnia di Bagheria, dove nel 1985 arresta il latitante Antonino Gargano e Vincenzo Puccio il killer del Capitano dei Carabinieri Emanuele Basile.

L’INCHIESTA DUOMO CONNECTION

Sergio De Caprio viene trasferito a Milano, con il grado di Capitano, tra il 1989 e il 1990. Egli sviluppa le indagini dell’inchiesta ” Duomo Connection ” Coordinata dal Pubblico Ministero Dr.ssa Ilda Boccasini sulla penetrazione mafiosa a Milano.

Le indagini portarono all’arresto di un folto gruppo di pregiudicati siciliani e del loro presunto boss, il geometra Antonino Carollo detto ” Toni ” figlio incensurato di Gaetano Carollo, esponente della famiglia mafiosa di resuttanza ucciso nel 1987 a Liscate.

Insieme a numerosi episodi di traffico di stupefacenti, le indagini accertarono una intensa attività investigativa sull’edilizia del Gruppo Siciliano, realizzata secondo l’accusa con la collaborazione degli imprenditori Sergio Coraglia e Gaetano Nobile.

Per agevolare le concessioni edilizie da parte del Comune di Milano, i clan siciliani avevano allacciato contatti con importanti esponenti dell’amministrazione Comunale.

Vennero indagati per corruzione all’urbanistica Attilio Schemari, il Sindaco Paolo Pillitteri e tre alti funzionari ( che vennero poi assolti ).

Tra il 1991 e il 1992 alla guida della Sezione Crimor dei Carabinieri di Milano sgomina una raffineria di droga del Clan Fidanzati in Nord Italia.

Entrato in quel periodo nel neonato Raggruppamento Operativo Speciale a capo della I° Sezione del I° Reparto del R.O.S., crea una squadra, denominata Crimor – Unità – Militare – Combattente che dal Settembre 1992 opera a Palermo, scegliendo, per formarla, un gruppo di Carabinieri al momento poco considerati nell’Arma e relegati a incarichi di non elevato profilo.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

LA STORIA DELLA CRIMOR ” CAPITANO ULTIMO ” Cap.1

CRIMOR – UNITA’ MILITARE COMBATTENTE Cap.1

Da Reporter vi spiego esattamente cos’era la CRIMOR e la sua storia. Viene fuori dall’ acronimo di criminalità organizzata, fu una squadra della I° Sezione – I° Reparto del R.O.S. – Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri che fu creata nel Settembre 1992 come Nucleo ” da impiegare in servizio provvisorio di lunga durata “.

Questa squadra aveva compiti Operativi per il contrasto alla criminalità organizzata mediante l’analisi ed il raccordo informativo, nonchè il Supporto Tecnico – Logistico alle attività Investigative ed in particolare, la ricerca e la cattura di primari latitanti.

LA STORIA:

La squadra CRIMOR fu inviata da subito a Palermo. L’azione più prestigiosa della Crimor fu l’arresto, il 15 Gennaio 1993, del boss di Cosa Nostra Salvatore Riina detto ”  U’CURT “. Questo arresto molto importante, fu una vittoria per lo Stato, ma questa squadra di eroi ed il Capitano Ultimo, furono anche presto accusati e fatti bersagli di accuse. Di conseguenza, fu subito sciolta l’Unita’ Crimor il 20 Settembre 1997.

L’accusa lanciata a Sergio Di Caprio, noto anche come ” Capitano Ultimo “, ed al Generale dei Carabinieri Mario Mori, anche egli accusato di favoreggiamento mafioso, si riferivano alla mancata perquisizione del Covo di Salvatore Riina.

Il tutto nacque da una dichiarazione spontanea dello stesso Salvatore Riina e da dichiarazioni di alcuni giornalisti, poi verificatisi infondate.

Il 3 Gennaio 2006 la 3° Sezione del Tribunale di Palermo assolve il ” Capitano Ultimo ” perchè il fatto non costituiva reato.

I COMPONENTI DELLA SQUADRA DELLA CRIMOR

L’Unità Crimor era composta da undici uomini effettivi, più colui che disegnò lo stemma ufficiale, il cui nome in codice era ” artista “.

Il Capitano Ultimo, come già detto, fu assolto con formula piena in quanto le accuse erano infondate ma che portarono allo scioglimento della CRIMOR. Dopo di che, fu trasferito al N.O.E. Nucleo Operativo Ecologico.

Arciere – Vice Brigadiere proveniente da una Stazione dei Carabinieri di Milano, allo scioglimento dell’Unità Crimor fu trasferito alla ” Territoriale ” di Pinerolo, poi congedato

Aspide – In Servizio

Barbaro – In Servizio

Nello – Allo scioglimento dell’Unità Crimor fu trasferito alla ” Territoriale ” di Novara, congedato.

Omar – Allo scioglimento dell’Unità Crimor fu trasferito alla ” Territoriale ” di Cagliari, congedato.

Ombra – Allo scioglimento dell’Unità Crimor fu trasferito alla ” Territoriale ” di Milano.

Oscar – Allo scioglimento dell’Unità Crimor fu trasferito alla ” Territoriale ” di Varese congedato.

Pirata – allo scioglimento dell’Unità Crimor fu trasferito alla D.I.A. Direzione Investigativa Antimafia, congedato nel 1989.

Tempesta – Allo scioglimento dell’Unità Crimor fu trasferito in altra Forza Militare.

Vichingo – Allo scioglimento dell’Unità Crimor fu trasferito alla ” Territoriale ” di Asti.

Ninja – Allo scioglimento dell’Unità Crimor dell’Unità Crimor fu trasferito alla ” Territoriale ” di Roma.

Pluto – Allo scioglimento dell’Unità Crimor si congedò

Solo – Allo scioglimento dell’Unità Crimor si congedò

Parsifal – Deceduto per malattia prima dello scioglimento dell’Unità Crimor.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

PEPPINO IMPASTATO E LA SUA LOTTA ALLA MAFIA. Cap. 2)

Radio Aut è stata una radio libera fondata da Peppino Impastato nel 1997 a Terrasini, in provincia di Palermo.

La radio aveva gli studi a Terrasini e non a Cinisi, come molti dicevano. La radio di Peppino era ricevibile sulla frequenza di 98.800 MHz a Terrasini e dintorni.

LA STORIA VERA  DELLA RADIO AUT DI PEPPINO IMPASTATO

La radio era gestita in regime di finanziamento. Peppino Impastato utilizzava questo mezzo di comunicazione per attaccare e denunciare i potenti mafiosi del paese in cui viveva e quelli di Terrasini. Lui lo faceva con molto coraggio e determinazione, attività che lo portò a non essere ben visto dalla popolazione, fino al giorno in cui fu assassinato, per avere sbeffeggiato colui che non si doveva  ” toccare “.

La trasmissione andava in onda ogni venerdi’ sera assieme a tre colleghi. Peppino metteva in atto ” Onda Pazza a mafiopoli ” facendosi ascoltare dalla cittadinanza dei due paesi, inondando di satira  ” politica ” tutti quei personaggi che conosceva personalmente, senza risparmiare nessuno e potendo sempre contare su notizie freschissime e riservate pronte per essere messe in onda, alla sua maniera.

Il ruolo avuto da Radio Aut nella vicenda Impastato trovava autorevole conferma negli atti della Commissione Parlamentare Antimafia.

La radio, cessò le trasmissioni qualche mese dopo l’omicidio dello stesso Peppino, assassinato nella notte tra l’8 e il 9 Maggio del 1978 ( il delitto passò in sordina perchè in quelle stesse ore veniva rinvenuto, in Via Caetani a Roma il corpo di Aldo Moro ), nel corso della campagna elettorale che lui stesso portava avanti nella lista di Democrazia Proletaria, alle elezioni comunali, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia Palermo – Trapani.

Nel maggio del 2001, in accordo con i colleghi di Peppino e col fratello Giovanni Impastato, nasce l’associazione Radio Aut, impegnati nella pratica e nella promozione dell’Antimafia Sociale.

Il 9 Maggio 2003 il Comune di Terrasini dedica una sede alla radio nell’edificio dove aveva la sede della radio.

A distanza di oltre 30 anni, il 5 Gennaio 2010, il giorno in cui Peppino Impastato avrebbe compiuto 62 anni, iniziano le trasmissioni di Radio 100 Passi: si tratta di una webradio nata dal solco lasciato da Radio Aut, le cui trasmissioni sono mandate in onda direttamente dalla Casa memoria Peppino Impastato a Cinisi e il cui obiettivo è proprio quello di riprendere il percorso interrotto dalla scomparsa di Peppino Impastato, vittima di mafia.

Radio 100 passi
www.radioaut.org

www.casamemoria.it/associazione-peppino-impastato/

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

PEPPINO IMPASTATO E LA SUA LOTTA ALLA MAFIA. Cap. 1)

Questo e’ un argomento con cui voglio ricordare di questo piccolo uomo, che con coraggio, grazie alla sua radio, faceva controinformazione radiofonica contro la mafia.

Lui era un giovane uomo che fece della lotta antimafia, la sua ragione di vita.

Giuseppe ( Peppino ) Impastato nasce a Cinisi, Palermo, nel 1948 e muore, sempre nel suo paese natale il 9 Maggio, su commissione del Boss Tano Badalamenti.

Fin da piccolo Peppino, conosce, tramite il padre, i problemi legati alla mafia e crescendo decide da che parte stare.

Peppino svolse lavori di conduttore radiofonico, scrittore e giornalista. Questo gli consenti’ di far nascere Radio Aut nel 1976, dove attraverso la trasmissione radiofonica ( Onda Pazza ), attirò l’attenzione del pubblico, grazie al sarcasmo verso i mafiosi ed i politici.

Il suo impegno politico e la sua lotta antimafia lo misero in cattiva luce di fronte ai Boss mafiosi e per questo pagherà con la vita questa sua scelta radicale e netta.

Peppino Impastato, scrisse molte poesie, citazioni, aforismi e slogan che oggi sono conosciuti sia nel suo amato Sud sia in ogni angolo d’Italia.

Non molti anni fà è stato dedicato a lui un Film che raccontava la sua straordinaria e tenace lotta alla mafia ” I CENTO PASSI “.

VI DESCRIVO ORA LE 5 FRASI PIU’ CELEBRI DI PEPPINO IMPASTATO

” La mafia uccide, il silenzio pure “. Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! “. Noi ci dobbiamo ribellare prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro faccie! Prima di non accorgersi più di niente! “.

Un’altra frase simbolo scritta da Peppino Impastato è dedicata all’elogio della bellezza.

” Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà “.

All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che cosi’, pare dover educare la gente alla bellezza: perchè in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione e rimangano sempre vive la curiosità e lo stupore “

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

Finitela di ingannarci!

Ma di quale futuro parlate ? finitela di ingannare i cittadini, di usarli come bancomat e trattarli come zerbini! In una societa’ in decadenza, dove i valori morali ed etici non esistono piu’ e le regole sono fatte su misura per tutelare un regime, Internet rappresenta la vera “democrazia” ed anche una piattaforma dove presentarsi liberamente, senza liste di attesa.
La societa’ moderna e’ diventata “virtuale”, quella fuori da Internet. La colpa? certamente e’ dei governanti. Il caos sociale, le disuguaglianze ed ogni altra “anomalia” sono la “prerogativa” dei politici.Vivendo in un “paradiso artificiale”, decidono il nostro futuro ed ogni altra regola che ci condizionera’ la vita, intanto che la loro e’ “blindata” da privilegi anacronistici. Anche le nostre capacita’ sono ormai compromesse dalle loro decisioni.La politica europea (UE) e’ ormai “asservita” ai seguenti organi: FMI, BCE, Massoneria e Lobby Finanziarie (Bilderberg e Rothschild) tra le principali. In buona sostanza, la politica, specie in Italia, anziche’ tutelare i cittadini, si e’ schierata “contro” di loro con pesanti misure di austerita’ al fine di impoverire famiglie, imprese e la stessa nazione e favorire gli speculatori internazionali affiliati. In Italia e’ in corso una svendita dei “gioielli di famiglia”: Eni, Enel, Finmeccanica etc
2300 miliardi di euro aggiornato. Il debito pubblico cresce comunque all’impazzata per via delle spese folli e interessi per l’utilizzo della moneta (euro). L’euro e’ un suicidio per l’UE, mentre e’ un vantaggio per la casta politica e lobby di potere per aumentare le disuguaglianze come gia’ avviene nei paesi in via di sviluppo. Con l’euro, torniamo indietro di almeno 50 (cinquant’anni) e senza speranza di migliorare, il che risulta deleterio per i cittadini e imprese. Non abbiamo considerato l’aspetto della tassazione che rappresenta una barriera antieconomica che toglie qualsiasi speranza e velleita’ per il futuro.
Pensate che Internet sia un ambiente virtuale? e’ la politica che ha trasformato la societa’ in ambiente virtuale.. e questo e’ allarmante!

Maggiori informazioni Fabrizio Bratta Official