L ‘NDRANGHETA A REGGIO EMILIA. IL COMUNE CHIUDE PER MAFIA

20/06/2018 – Il Vescovo dall’alto tuona dicendo: niente più dichiarazioni del parroco su vicende legate alla mafia e allo scioglimento del Comune ” Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri “.

Su questo passo tratto dal vangelo di Giovanni si è basata ieri mattina in chiesa a Lentigione l’omelia di don Evandro Gherardi, che si è rivolto ai fedeli ritornando sui recenti fatti che hanno visto il Comune di Brescello sciolto per condizionamenti di tipo mafioso.

Il parroco ha voluto riprendere i concetti già esternati nei giorni scorsi ai media, sollecitando i cittadini brescellesi a mettere da parte le divisioni per contribuire a risollevare, tutti insieme, le sorti del paese.

Don Gherardi ha approfittato dell’omelia per recitare una sorta di “ mea culpa ” per gli errori commessi in questi mesi.

Tra questi, anche le dichiarazioni rilasciate a seguito delle polemiche sorte dopo la “ gaffe ” dell’ex sindaco Marcello Coffrini su Francesco Grande Aracri.

Proprio per evitare di incappare nuovamente in situazioni simili, il sacerdote brescellese non rilascerà più dichiarazioni , come gli è stato “ consigliato ” dal vescovo Massimo Camisasca.

Al termine della messa hanno anche cercato, senza successo, di fargli rilasciare qualche dichiarazione ma don Gherardi ha preferito evitare.

Nel corso del suo mandato da parroco, don Evandro ( in servizio a Brescello da giugno 2012 ) pur nella consapevolezza di non essere apprezzato da tutti, con le sue parole e le sue azioni a volte anche eclatanti – ricordiamo, ad esempio, il ripristino della storica processione con il “ Cristo parlante ” oppure la decisione di sostituire nel presepe il Gesù Bambino con Aylan, il bambino siriano morto sulle coste turche – ha sempre cercato di scuotere la comunità brescellese, offrendo spunti di riflessione.

Anche in questa occasione ha cercato di mettere sul piatto un concetto importante: collaborare, tutti insieme, per ricostruire il futuro di Brescello.

Un’impresa non facile, viste le divisioni che si stanno manifestando, ma sicuramente stimolante.

E, a proposito di Brescello, un’occasione di coesione e “ svago ” dai recenti problemi è stata offerta sabato mattina, con l’accensione del mitico carro armato che è stato portato sino in piazza Matteotti, rievocando un celebre episodio dei film di Don Camillo e Peppone: un modo come un altro per ricordare che nonostante i problemi la vita va avanti.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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