IL COMUNE DI CORSICO COMBATTE I CLAN

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IL COMUNE DI CORSICO CONTRO I CLAN NELL’INTERLAND MILANESE PER INFILATRAZIONEI DELLE COSCHE DEI CALABRESI

14/05/2018 – A Corsico, nel comune dell’hinterland milanese vi sono infiltrazioni conclamate delle cosche calabresi e siciliane,a questo punto il sindaco dà battaglia.

Come? Con un progetto che coinvolge tutti gli uffici tecnici. Perché per battere la mafia si comincia dalla trasparenza e dal controllo.

Corsico, periferia Sud di Milano. Un tappeto di case e centri commerciali a pochi passi dal naviglio. All’ingresso del Comune sventola un poster con Falcone e Borsellino.

” Corsico li ricorda con l’impegno civile “, si legge. Proprio qui, in uno dei piccoli centri saliti alla ribalta con l’operazione ” Infinito “, in un paese che in cinque chilometri conta 14 beni confiscati, in una terra in cui nessuno può più negare le radici dei clan, siciliani e calabresi.

Ma al primo piano del Municipio di Corsico, in via Roma, c’è Maria Ferrucci, classe 1958, sindaco impegnato in prima fila per la legalità. ” Per favore, non chiamatemi “sindaco antimafia “, ricorda più volte:  “Faccio tutto questo solo perché penso che sia ciò che ogni buon primo cittadino dovrebbe fare “.

” Tutto questo ” è l’insieme delle attività portate avanti dal ” Gruppo Legalità “, un progetto formale, inserito nel piano di gestione, che coinvolge gli uffici tecnici del comune e un buon gruppo di assessori e consiglieri.

L’obiettivo è aumentare il controllo sul territorio, ” Togliere l’humus ai clan “, come dice il sindaco, ” Perché le amministrazioni locali possono fare molto più della polizia.

Noi abbiamo moltissime informazioni, e possiamo intervenire in modo preventivo, senza aspettare il reato compiuto “.

Proprio l’uso consapevole delle banche dati è il primo punto nel new deal antimafia del comune: ” Non facciamo altro che incrociare la posizione contributiva dei nostri residenti, le loro utenze e l’anagrafe immobiliare “, racconta Ferrucci: ” Solo così siamo riusciti a portare alla luce molte irregolarità.

Abbiamo stabilito dei parametri e quando i punteggi sono troppo alti segnaliamo l’anomalia a chi di dovere “.

In questo modo, facendo semplicemente comunicare fra loro uffici tecnici prima isolati, la Ferrucci e il suo team hanno scoperto ad esempio un’anziana signora che faceva da prestanome a un clan: aveva 75 anni e si era vista intestare 10 case in due anni.

Gli è servito anche ad individuare due giovani ” sospetti “: un invalido civile e un nullatenente, con meno di 25 anni, erano riusciti insieme ad ottenere un mutuo all’Unicredit per una casa di cui non avevano pagato l’Ici.

Poco dopo è intervenuta la magistratura: erano noti rampolli di una cosca.
” I nostri interventi non riguardano solo la mafia “, racconta il sindaco: ” Con questi controlli andiamo a guardare se i nostri abitanti pagano le tasse e non si fanno corrompere.

Questo è semplicemente amministrare bene un comune, costruire una nuova cittadinanza “. L’obiettivo è togliere la terra ai clan, quell’intrico di connivenza e silenzi che permette loro di fiorire: «Se il territorio è pulito, attira imprenditori puliti», ricorda lei.

E agli imprenditori si rivolgono alcune specifiche iniziative del gruppo di legalità. La più interessante è sicuramente il “libretto dell’edificio “, una scheda sulla quale, per ogni opera, dalle infrastrutture alle scuole, viene registrato il tipo di impresa che si giudica un appalto, chi è il direttore dei lavori, qual é l’esito dell’intervento, quante volte la stessa azienda si è riproposta e via dicendo.

” In questo modo possiamo capire a colpo d’occhio se c’è qualcosa che non va ” spiega il sindaco, perché si vede subito se un’impresa è stata chiamate troppe volte o se gli appalti ( che possono riguardare manutenzione, pulizia, nuove costruzioni ) sono stati gestiti sempre dalla stessa persona.

” Il turn-over è importantissimo», continua Ferrucci: ” Perché garantisce la concorrenza e la qualità degli interventi.

So che molte imprese ormai collaborano da anni col comune, e me ne avranno per questa decisione. Ma io voglio che anche loro si rimettano in gioco, ogni volta, su una nuova gara “.

Agli uffici tecnici ovviamente questa rigidità ha creato un po’ di malcontento, ” Ma è fondamentale, perché anche non volendo i rapporti troppo sicuri e continuativi fanno abbassare la qualità ed alzare i prezzi “.

Nelle gare pubbliche, ricorda il sindaco, si considererà, d’ora in poi, ” l’economicamente vantaggioso “, un giudizio che tiene conto anche della qualità del progetto e non solo del ribasso sulla spese, che da sempre facilita le aziende dei clan

Controllo dei contribuenti, turn-over delle imprese, impegno pubblico nella legalità e trasparenza degli appalti. Ma non basta.

Per cambiare corso all’avanzare delle cosche bisogna intervenire anche nelle reti, nella cultura, «Sensibilizzare i cittadini “.

Perché, come racconta il direttore del settore “Sviluppo di comunità” del comune, Marco Papa, c’è qualcosa che non va se «In un palazzo in centro, a cui avevamo proposto di affiggere una targa al primo piano in memoria di Silvia Ruotolo, uccisa dalla mafia, proprio al fianco di un negozio confiscato, l’assemblea dei condomini ha votato no.

Non hanno voluto la placca. Forse temevano che avrebbe abbassato il prestigio del caseggiato, chissà “.

Così, la giunta si è messa in prima fila per creare rete fra associazioni e comitati, proporre iniziative, invitare nomi e volti noti a Corsico per parlare di criminalità organizzata.

” Il 21 marzo del 2009, allora ero assessore alla cultura, ho portato la lettura integrale di Gomorra in piazza», racconta la Ferrucci:

” Ero convinta che avrei avuto la coda di persone per leggere. Ma non hanno aderito nemmeno tutto gli assessori “.

Da quando è diventata sindaco, iniziative come quella spuntano ogni mese, insieme a protocolli d’intesa con le prefetture, depliant del comune per il ” marketing territoriale ” ( le imprese ” pulite ” sono invitate a mettere in campo strumenti e competenze per riparare o aggiustare scuole, centri anziani, asili ), mostre fotografiche, congressi contro il gioco d’azzardo.

” Voglio far capire ai miei concittadini una cosa: in tutte le situazioni in cui la criminalità organizzata è forte, la qualità della vita si abbassa “, ricorda:

” E forse non ci rendiamo conto di che livello abbiamo raggiunto. La legalità non è considerata una priorità. Invece è proprio da qui che dobbiamo ripartire “.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

 

 

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