EX DIPENDENTE RUBA UNA RUSPA E PORTA ALLA LUCE UNA DISCARICA

CONVERSANO: EX DIPENDENTE RUBA UNA RUSPA E PORTA ALLA LUCE RIFIUTI PERICOLOSI

Un ex dipendente di una ditta che gestiva le fasi di post-gestione dell’impianto della discarica in contrada martucci , dopo aver rubato una ruspa dal sito della discarica ha raggiunto un fondo distante un chilometro e a cominciato a scavare portando alla luce rifiuti sepolti nel terreno.

Poco dopo i carabinieri l’hanno bloccato e arrestato. Non si sa bene se l’uomo con questo gesto eclatante abbia voluto fare scoprire una nuova discarica per vendicarsi e ha pensato bene di rubare la ruspa.

I carabinieri come già detto l’hanno bloccato e arrestato con l’accusa di furto, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
L’uomo, secondo quanto dichiarato agli inquirenti, ha denunciato inoltre di conoscere altri luoghi in cui si sono verificati altri episodi di smaltimento illegale di rifiuti.

Secondo quanto accertato dai carabinieri del NOE, i rifiuti sversati illegalmente nel territorio di Conversano emettevano un odore nauseabondo.

Una vicenda al vaglio delle autorità competenti, di Comune, Provincia e Arpa. La situazione di notevole gravità.

Questo incredibile fatto, coincide con la presentazione di Legambiente e ARPA Puglia de “I numeri dell’Ecomafia”, che si terrà venerdì 30 marzo 2011 alle ore 10.30 presso la Direzione Generale di Arpa Puglia durante la quale interverranno Antonio Laudati, Procuratore della Repubblica di Bari, Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia, Massimo Blonda, Direttore Scientifico Arpa Puglia e Alberto Bigi, Direttore Divisione Generazione Sorgenia S.p.a.

Il nuovo percorso di educazione ambientale su “I numeri dell’Ecomafia” che si terrà nell’ambito di EnergyLab, il laboratorio didattico regionale progettato e realizzato da Legambiente Puglia ed Arpa Puglia, grazie al contributo di Sorgenia, con il patrocinio degli Assessorati alla Qualità dell’Ambiente e al Diritto allo Studio della Regione Puglia e dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia.

Attraverso una mostra e un opuscolo, saranno illustrati ad alunni ed insegnanti i numeri dell’illegalità ambientale in Italia, con particolare riferimento al ciclo illegale dei rifiuti in Italia e in Puglia, al ciclo illegale del cemento ma anche al racket di animali e all’archeomafia. Durante la conferenza stampa, saranno presentati anche i tre episodi di Eco Warriors, il videogioco educativo sull’ecomafia.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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LA POLIZIA DI STATO CONSEGNA AGLI STUDENTI L’ AGENDA ” IL MIO DIARIO “

IL MIO DIARIO 2017 – 2018 – POLIZIA DI STATO

Colgo l’occasione di dare una informazione come – Reporter per caso – per un evento importante, trattasi di un bellissimo progetto messo su dalla Polizia di Stato sempre attenti ai giovani che frequentano le scuole.

In 10 province italiane è arrivato ” IL MIO DIARIO 2017 – 2018 “. Il diario si chiama ” VIS e Musa ” che non sono altro che due eroi protagonisti del ” mio diario “.

Quindi un gran debutto all’apertura delle scuole per il nuovo anno scolastico, tutto dedicato agli studenti.

Come già detto, gli studenti sono entrati in aula delle dieci province ed hanno fatto la loro apparizione in modo ufficiale sui banchi delle classi VI degli Istituti primari.

” Vis ” e ” Musa ” accompagneranno gli studenti per l’intero anno scolastico, stimolando cosi’ gli studenti alla riflessione, insieme ai docenti e genitori, su questioni fondamentali per la loro formazione e per la civile convivenza.

Il progetto è stato messo su dalla Polizia di Stato in collaborazione e con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e il Ministero dell’Economia e Finanze, giunto oramai alla 4° Edizione, e il progetto prevede la distribuzione di 50 mila copie dell’agenda degli studenti delle classi VI degli Istituti primari delle province di Bari, Chieti, Genova, Macerata, Massa Carrara, Messina, Reggio Calabria e Sassari.

A questa grande cerimonia di presentazione del ” Mio Diario ” anche il Direttore del Quotidiano ” La Nazione ” Pierfrancesco De Robertis, le atlete Fiamme e Oro Jessica Rossi e Michela Pezzetti e come moderatore dell’evento il Direttore Tecnico dei gruppi sportivi Fiamme e Oro Stefano Pantano.

Anche gli studenti di questo grande progetto, si sono resi partecipi della cerimonia rivolgendo alcune domande agli ospiti.

Prima della consegna dei diari a tutti gli alunni presenti, l’orchestra e il coro dell’Istituto Comprensivo statale di Montignoso hanno eseguito l’Inno d’Italia.

Anche per questa edizione il Diario affronta temi di grande attualità, come ad esempio la Costituzione Italiana, i principi fondamentali e le libertà della persona, i diritti dell’uomo e del bambino, il diritto alla salute, al lavoro, all’istruzione, l’uguaglianza e la solidarietà, il valore dello sport, con approfondimenti sulla salvaguardia ambientale, sull’integrazione sociale, sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, sull’immigrazione, sull’educazione stradale, ed infine brevi cenni sull’economia.

Nel corso della cerimonia il capo della Polizia Gabrielli ha dichiarato:  ” È un ritorno alle origini. È un’iniziativa che va al di la degli aspetti sentimentali poiché è un’iniziativa che la Polizia di Stato sta realizzando da qualche anno. “Il mio diario” – ha continuato il Prefetto – è un modo non solo per esserci sempre  ma anche per stare vicino ai ragazzi attraverso uno strumento che, nonostante la tecnologia, i tablet e gli smartphone, continua ad essere un oggetto di culto.

È un modo per provare ad insegnare anche i temi della legalità e del rispetto delle regole.”

“Credo che l’esigenza  di avvicinare le Istituzioni alla gente ha poi detto il capo della Polizia – sia ormai indifferibile. In questa ottica è fondamentale il linguaggio che si usa.

È necessario – ha concluso Gabrielli – sintonizzarsi anche dal punto di vista della comunicazione e con il linguaggio dei giovani. Bisogna comprendere come i giovani vivono la loro quotidianità”.

Voglio ringraziare la Polizia di Stato e tutte le Questure coinvolte che hanno messo su questo progetto molto interessante. A Voi buon lavoro grazie anche per tutto quello che fate tutti i giorni per aiutare il cittadino in difficoltà.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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LA SQUADRA ANTISPACCIO A MILANO U.O.C.D.

ANGELO LANGE’ E LA SQUADRA ANTISPACCIO DI MILANO U.O.C.D.

Angelo Lange, Assistente Capo in forza alla Polizia di Stato della Questura di Milano, si racconta.

Io e la mia squadra apparteniamo alla VI Sezione della Squadra Mobile di Milano, preposta a contrastare il fenomeno della criminalità diffusa, in particolare, rapine e droga.

Prima di diventare sezione ci chiamavamo U.O.C.D., Unità Operativa Criminalità Diffusa, nata nel marzo 2007.

Ogni gruppo ha un sottufficiale o due. Io sono Assistente Capo. Il nucleo centrale è composto da quella che considero la mia squadra: Paolo, Toto’, Simone e Dario.

Salvatore, Toto’ per gli amici, nella squadra è il cercatore, quello che perquisisce: persone, appartamenti, qualunque cosa.

Deve ancora nascere lo spacciatore in grado di fargliela sotto il naso. Paolo è quello che guida: figlio di un camionista, sta seduto al volante da quando aveva sei anni.

Qualunque veicolo deve condurre se si deve arrivare da qualche parte, in un modo nell’altro puoi stare certo che ce la fa e se deve stare dietro a uno spacciatore, è molto difficile che lo perda per strada.

Il tipo che scalpita come un animale in gabbia perché vorrebbe stare sempre fuori, Simone. La sua specialità è semplice: lui è quello che corre.

E corre sul serio. Lui e Paolo sono i velocisti del gruppo. I marocchini nei campi vanno come schegge, ma loro due gli stanno dietro.

Quello robusto seduto al computer è Dario, assistente capo. Lui è quello che scrive. In realtà non è solo un uomo di lettere, perché è anche quello che placca gli spacciatori più combattivi. Lo chiamano Iron e non aggiungo altro.

La nostra missione è combattere lo spaccio di droga al dettaglio nell’area di Milano. Cocaina ed eroina in primis. Poi anche fumo, cioè hashish e marijuana.

La nostra controparte sono quindi piccoli spacciatori, quelli che vendono le dosi in giro, per strada o negli appartamenti.

L’italiano tipico che arrestiamo in casa ha uno o due etti di cocaina. Se ne tiene di più è perché evidentemente ha una buona vendita e non ha voglia di andare a rifornirsi ogni volta dove l’ha imboscata, ma succede di rado. Per questo bisogna avere il culo di piombargli addosso quando ha appena fatto scorta.

I marocchini negli ultimi tempi si sono organizzati a vendere nei campi, di rado nelle case. Spacciano soprattutto eroina e cocaina. Anche fumo, ma più che

altro per una domanda del mercato. Al massimo potranno avere un etto di roba perché nessuno si fida a dargliene in mano di più.

Se ne avessero un chilo, sparirebbero subito e chi si è visto si è visto. Non fanno parte di una rete, sono del tutto irregolari e rintracciabili anche per i loro fornitori.

I neri sono quasi sempre cani sciolti, distribuiscono palline di coca capillarmente un po’ in tutta la città.

A parte casi sporadici, non abbiamo che fare con gente di altre nazionalità. Può capitare il sudamericano con qualche busta di coca, ma è raro.

Tra i cinesi circolano Ice e shaboo, una droga sintetica che difficilmente esce dal loro giro. Ketamina e pasticche vengono vendute da italiani a italiani, ma sono mondi con cui è quasi impossibile avere contatti.

La modalità di spaccio è completamente diversa, avviene tra amici, magari in discoteca. Un po’ dura per noi riuscire a infiltrarci tra ragazzi che hanno 16-18 anni e si conoscono tra loro.

Esistono posti ormai storici per lo spaccio abituale dove andiamo a dare un’occhiata, spesso di mattina. Capita che qualcuno si improvvisi in un campo per attirare gli eroinomani, che sono i primi a cacciare fuori la testa.

Però gli spacciatori di solito si alzano con comodo, quindi durante il turno della mattina andiamo più che altro a fare accertamenti o sopralluoghi, poi valutiamo le notizie raccolte da ciascuno nel frattempo.

In media un caso dura uno o due giorni. Se stiamo girando in macchina e vediamo un nero che pensiamo stia spacciando, lo seguiamo: magari lui anziché spacciare va a casa (rarissimo!), allora abbiamo visto dove abita e il giorno dopo ci appostiamo e stiamo a vedere.

La breve durata si spiega molto velocemente. Quando stai puntando un sospetto spacciatore, se assisti alla cessione è tuo dovere intervenire subito, non è che puoi aspettare che serva più persone, portando avanti altri reati.

Appena il reato si sta consumando, devi aspettare giusto il tempo che spacciatore e cliente si separino per intervenire… alcuni vanno a fermare il cliente, altri lo spacciatore, poi li tieni separati.

A quel punto, se tu sei con lo spacciatore potrai rientrare in questura. Se invece hai il cliente, dipende dai documenti.

Se li ha, puoi compilare sul posto i verbali che lo riguardano: nel caso ci sia di mezzo la macchina, gli ritiro la patente e si attacca al tram.

Se i documenti non li ha, deve essere accompagnato in questura per l’identificazione. Con le sommarie informazioni dichiara qualche successo, poi se è a posto firma e riceve una copia degli atti, saluti e baci.

Conseguenze pratiche: viene segnalato alla prefettura come tossicodipendente e si becca una sanzione amministrativa comunale, oltre al sequestro della sostanza.

In genere gli acquirenti se la fanno sotto quando li fermiamo: sono gente del tutto estranea a contesti delinquenziali.

Un attimo prima sono tranquilli nel loro mondo, addirittura spavaldi con tutti i loro programmi in testa.

Un attimo dopo si ritrovano privi di difese, pentiti e rassegnati, storditi come se volessero svegliarsi da un brutto sogno con uno schiocco delle dita.

Più o meno tutti però, a parte lo stordito che non manca mai, hanno capito la faccenda dell’uso personale.

Chi dalla tv chi dagli amici, sanno che se gli sequestri la roba e li segnali, al massimo gli ritiri la patente, ma che in galera non ci finiscono.

Chi acquista una dose che rientra nel quantitativo consentito in effetti, rimane in libertà, anche se la segnalazione sulla fedina non è una cosa di cui vantarsi.

Ma se lo becchi con una quantità di stupefacente vicina al limite massimo, vai a vedere se ha precedente e ti deve dimostrare che è effettivamente per suo uso personale. Inoltre c’è la denuncia e rischia l’arresto.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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VITE IN POLVERE DI ANGELO LANGE’

LO SBIRRO ANTIDROGA SCRIVE UN LIBRO INTITOLATO ” VITE IN POLVERE ”

Lo sbirro antidroga in forza alla questura di Milano, Angelo Langè, divenuto un personaggio “famoso” grazie al documentario ” cocaina ” in cui lui ha inspirato se stesso in quel che è il suo lavoro: dare la caccia, nelle giornate e nottate Milanesi, ai pusher e spacciatori che popolano a dismisura la capitale lombarda.

Angelo oggi gira le scuole quando viene invitato per mettere in guardia dai pericoli che corrono i giovani quando si avvicinano al consumo delle sostanze stupefacenti; un pericolo fisico,psicologico ma anche penale che non è certo secondario.

Angelo Langè, in qualsiasi scuola viene invitato per parlare del suo libro, trova sempre una platea gremitissima, alla quale lui si rivolge (ai giovani) con un linguaggio schietto che lo ha portato a raccontare i contenuti del suo libro ” VITE IN POLVERE…” edito da Rizzoli.

In questo libro Angelo Langè racconta la sua vita, da quando era ragazzo, fino alle sue imprese da ” sbirro “.

Angelo Langè spiega: ” Io parlo ai ragazzi tramite le esperienze maturate con il mio lavoro e in questo mio libro racconto alcune mie avventure durante le operazioni antidroga a Milano dove purtroppo sono coinvolti molti ragazzi giovanissimi”, ha raccontato l’autore che ha aggiunto: “Il mio percorso di vita, come racconto nel libro, fin dall’adolescenza è sempre stato caratterizzato dalla droga nel senso che io nella città dove abitavo, Bergamo, si spacciava di brutto e c’erano tanti tossicodipendenti. Tra i miei amici, tra l’altro, io mi sentivo sempre ripetere “ dai prova che tanto non succede nulla ”, ma io non volevo affatto provare e mi trovavo continuamente a dir loro di NO; questo mi risultava sempre più difficile perché erano amici.

Un conto, infatti, è dire di no a un estraneo e un altro è dirlo a un conoscente. Poi arrivai a Milano da inesperto ventenne e dopo aver fatto domanda per fare questa attività, mi ritrovai a combattere questo fenomeno, che nel frattempo era diventato ancora più diffuso”.

UNA RACCOMANDAZIONE CHE SI SENTIRA’ DI FARE OGGI AI RAGAZZI DELLE SCUOLE E’ QUESTA:

“Beh, semplice, è quella di andare a cliccare su internet e vedere in realtà che cosa causano al corpo umano le sostanze stupefacenti. Credere a quello che dicono gli esperti e non a chi non ha fondamenta di studio, quindi documentarsi sugli effetti che l’uso di droga fa a livello fisico, psicologico e dal punto di vista legale”.

Un incontro applauditissimo per cose che a volte paiono “scontate” ma che non lo sono affatto.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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TRIBUTO ALLA U.O.C.D. ANTIDROGA

U.O.C.D.( UNITA’ OPERATIVA CRIMINALITA’ DIFFUSA )

L’Unità Operativa Criminalità Diffusa della Squadra Mobile della Questura di Milano viene creata nel Marzo 2007, il suo compito è di combattere la microcriminalità nella città del capoluogo lombardo.
Dieci agenti di Polizia si occupano soltanto di spaccio.

La squadra della U.O.C.D. non è altro che la VI Sezione della Squadra Mobile
( Criminalità Diffusa ).

Poi in ogni Questura come Napoli. Palermo, Roma e Milano li hanno sostituiti con i “Falchi” che fanno servizio in borghese sulle moto; per il momento questo tipo di unità opera solo a Milano, mentre nelle Questure delle altre città, sono le solite sezioni per “competenza” che poi alla fine non sono altro che la VI Sezione Criminalità Diffusa delle grandi Questure e delle varie Squadre Mobili.

Come avete intuito, tutte queste Sezioni sono “semplicemente” la sostituzione della Sezione Criminalità Diffusa quindi una “fusione” tra le seguenti Sezioni delle Squadre Mobili sempre delle grandi Questure:

V Sezione – Reati contro il patrimonio ( rapine – furti – truffe ).

VII Sezione – antidroga; proprio l’U.O.C.D si occupa di questi elementi in forza alla Questura di Milano.

La Sezione – antidroga – questa sezione nasce proprio con lo scopo di contrastare il fenomeno dell’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti ad ogni livello, compreso il traffico internazionale di droga.

http://www.mymovies.it/film/2009/sbirri/trailer/

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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SQUADRA ANTISPACCIO

CRONACA DI UNO SBIRRO ANTIDROGA

Inizio questo nuovo lavoro chiamando questa storia di attualità come ” manuale per le giovani marmotte spacciatrici “. Nella foto Angelo Langè.

Le storie che sto per inserire nel blog sono vere e vissute  realmente da una squadra antidroga della Polizia di Stato in forza alla Questura di Milano.

Adesso entro nel vivo della storia e la voglio iniziare in questo modo. ” Cronache di uno sbirro antidroga “, con il soprannome di ” muscolo “.

La fama Angelo Langè a Milano la conquista prima delle sue manette, su di lui se ne sono dette tante che è diventato udite… una figura mitologica, un minotauro mangia ciambelle che ti auguri che non ti entri in casa in una uggiosa serata di maggio.

Il lavoro di questa squadra inizia ogni giorno per strada, quindi una vita vissuta tutti i giorni, una vita vera e dura nello stesso tempo di un Poliziotto dell’antidroga che tutti i giorni come già detto scende in strada a Milano per catturare piccolissimi spacciatori e cercare in ogni modo possibile di ripulire le strade della città.

Sono tutte storie vere ma questo l’ho già detto ma ha dell’incredibile, a volte si vivono storie drammatiche.

Nella storia della droga a Milano nel linguaggio che usano i puscher chiamandole le palline, la bamba e comunque droga e il protagonista è proprio un Poliziotto reale che insieme alla sua squadra dell’antidroga a Milano va alla ricerca di questi spacciatori.

Il Langè è una persona onesta che crede in quello che fa e di quell’approccio che dimostra nei confronti dei criminali, tentando ogni tanto ma non sempre di comprendere mai giustificare, le motivazioni che spingono a delinquere.

Nel tempo libero il Langè nonchè Poliziotto Antidroga pratica un Hobby dello Street Art ” la droga ti fotte “.

Si il Langè ha scritto un libro sulla vita dove svela i retroscena di un mondo fortunatamente lontano dai più, quello che è la droga e simili in una Milano vissuta dalla Squadra Antidroga capeggiata dall’autore.

E’ molto bello, il linguaggio che usa Angelo Langè che ci porta nelle sue missioni svelando una volta di più la gravità di qualsiasi tipo di tossicodipendenza.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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LA GEOGRAFIA DELL’ESPORTAZIONE DELLA DROGA

LA GEOGRAFIA DEL NARCOTRAFFICO

Vi chiederete cos’è il fenomeno della geografia del narcotraffico… proverò a spiegarvelo. Quando un fenomeno “degenerativo” si trasforma in economia globale diffusa, con ( l’assente ) governo mondiale che non riesce a dare risposte certe allo sviluppo compatibile dei Paesi Poveri, e gli Stati Nazionali che adottano una fallimentare pratica proibizionista verso i consumatori. Il narcotraffico si è ormai globalizzato.

Le organizzazioni criminali si muovono in giro per il mondo: producono, ma anche seguono la vendita, “lavano” il denaro sporco in attività “legali”, magari in perdita, antieconomiche, ma ricavandone denaro pulito… insomma “economia e finanza” sono al servizio del nuovo volto (forse ancor più temibile) di organizzazioni che producono e trafficano merce di morte, che si sta diffondendo sempre più nei corpi e nei cervelli di sempre più persone, consumatori più o meno abituali (i prezzi diventano sempre più accessibili…).

E non parliamo di droghe leggere, hascisc, marijuana, ideologicamente represse e che vedono prigioni in giro per il mondo piene di poveracci, spacciatori da poco, che proprio lì (in galera) spesso si formano alla vera criminalità. Parliamo di droghe pesanti: l’eroina ( ora di ritorno dopo gli anni ’70 del secolo scorso, che aveva imperversato ), che dà dipendenza paranoica, con danni materiali al corpo e porta in un abisso cui è assai difficile tornare indietro; e parliamo delle cosiddette droghe chimiche, create in laboratorio ( con sviluppi senza confini nella loro possibilità di produzioni sempre diverse e di espansione per il loro basso prezzo ).

Ma parliamo in particolare dell’uso sempre più allargato (di massa) della “polvere bianca”, la cocaina, più o meno “buona” ( cioè che non produce danni corporei collaterali), e che porta a una diffusa degenerata dipendenza psicologica. E’ la cocaina adesso il vero grande business del narcotraffico internazionale, capace di inquinare economie finora pulite, con una capacità concorrenziale che non conosce regole (tanti denari da investire; mentre le “attività oneste” i soldi li devono chiedere in prestito alle banche). L’illegalità che schiaccia la legalità ( una competizione viziata…)

La mancanza di un impegno comune degli stati (del governo mondiale che manca…) si esprime anche in questo campo: pur riconoscendo i grandi sforzi di alcuni (ad esempio gli Stati Uniti, da Clinton in poi) per frenare e sradicare la produzione delle droghe (ad esempio le misure “anticocaina” messe in atto in Colombia, di cui parliamo negli articoli che seguono). Un sistema criminale che si avvale di nuove regole, di una nuova mobilità mondiale delle persone e delle merci, ora che non esiste più il “muro” (cioè la divisione e il controllo del mondo tra Est ed Ovest). E che trova nell’ “informazione libera” e in “tempo reale”, com’è internet, altre possibilità di organizzare il commercio globale degli stupefacenti.

Nella situazione di distribuzione geografica del fenomeno droga, appare ora cambiato il contesto: se i paesi produttori più o meno sono gli stessi di vent’anni fa (Colombia, Perù, Marocco, Afghanistan, Pakistan, Birmania, Laos, Thailandia…) ben diversa è la situazione del “canali di transito”: l’est europeo, ma soprattutto l’AFRICA (sulla costa occidentale, ponte verso l’Europa), continente che finora aveva avuto un ruolo secondario nel commercio delle droghe.

Il problema dello sradicamento delle coltivazioni di cocaina e della produzione di droghe sintetiche, appare risolvibile solo con un’inversione di tendenza (una drastica diminuzione) nei livelli di consumo globale (specie del mondo occidentale). Ma sta accadendo il contrario. Viene da chiedersi in modo spontaneo se la politica del ferreo proibizionismo adottata finora dalla maggior parte dei paesi europei, sia la strada giusta. E’ in ogni caso sicuro che questo proibizionismo dà fiato e vigore alla criminalità del narcotraffico (che, sennò, non avrebbe ragione di esserci). Insomma il consumo di droghe è da domandarsi se può meglio essere debellato se esiste a cielo aperto (nell’antiproibizionismo) o con misure ferree di proibizione

LE DROGHE DOPO LA CADUTA DEL MURO. COM’E’ CAMBIATO IL NARCOTRAFFICO

Il 10 luglio 2009 viene arrestato in Romania un tutto fare del cartello colombiano e venezuelano di cocaina.

. Si chiama Jesus Eduardo Valencia-Arbelaez, ma nell’ambiente è conosciuto come Il Padre. Da mesi i servizi dell’antidroga di tre continenti lo tengono d’occhio. A confermare i sospetti è l’acquisto di un aeromobile per trasportare cocaina dal Sudamerica all’Africa occidentale. Dalle intercettazioni telefoniche risulta che la società acquirente è un’impresa di Cipro ma l’aereo è immatricolato nella Sierra Leone.

Che ci faceva Il Padre a Bucarest? Stava forse prendendo contatti con la criminalità locale? Da quando la Romania è entrata nell’Unione Europea i narcotrafficanti colombiani vorrebbero usarla come base operativa nel Vecchio Continente. Oppure si trattava di riciclaggio? L’Organizzazione, il nome del gruppo di cui Valencia-Arbelaez faceva parte, si occupava anche di questo ed era in procinto di lavare tra i 30 ed i 60 milioni di Euro in Spagna.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA

L’ARTICOLAZIONE DELLA DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA

Questa dell’articolazione della droga è un fenomeno estremamente complesso, con dimensioni internazionali per degli innumerevoli fattori sociali, culturali, criminali.

E’ complesso perchè comprende molteplici fasi, dalla coltivazione alla produzione, raffinazione, acquisizione dei mezzi di trasporto, distruzione, consumo e riciclaggio dei proventi.

Questa purtroppo e’ una materia sociale complessa di una articolata catena che richiede attori diversi.

La lotta al narcotraffico coincide proprio con quella della criminalità organizzata, poi abbiamo l’esistenza di centrali criminose nazionali e la presenza operativa di malavitosi stranieri collegati ad associazioni delinquenziali dell’europa orientale, del Sud America e dell’Africa.

Per combattere questo tipo di fenomeno sociale in oggetto, intrano in campo: Italia, a livello di Unione Europea, Schenghen, Onu e di altri fori internazionali.

La DCSA è un riferimento per gli Organi tecnici dei governi dei Paesi Esteri operanti in Italia, questi mantengono rapporti con gli organismi internazionali interessati alla cooperazione in tutte quelle attività della Polizia Antidroga.

Intelligence strategiche dell’antidroga: si tratta di una struttura che partecipa attivamente ai più importanti consensi internazionali di settore, gestisce e sviluppa rapporti con i corrispondenti servizi delle Polizie Estere e cura la ricerca operativa, l’analisi e la formazione degli operatori di Polizia.

Esprime pareri su disegni e progetti di legge in materia di sostanze stupefacenti e più in generale su tutti gli atti normativi che interessano il tema del narcotraffico.

Coordina inoltre le attività finalizzate al contrasto del traffico di stupefacenti, sia attraverso una specifica attività di intelligence strategica ed operativa, sia fornendo supporto tecnico logistico impiegando risorse e strumentazioni.

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga autorizza le cosiddette operazioni speciali ( operazioni sotto copertura e consegne controllate ) e dal 2014 monitora la Rete Internet per prevenire e a contrastare il commercio illegale di droghe.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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AMBASCIATA D’ITALIA OTTAWA

NELL’AMBASCIATA D’ITALIA OTTAWA COOPERAZIONE TRA LE FORZE DI POLIZIA

Vi voglio comunicare che dal 31 ottobre 2014 ( per tutti coloro che non sono informati ) l’Ambasciata, include un Ufficio del Ministero degli Affari Interni – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga
( DCSA ), per la Cooperazione tra le Forze di Polizia nei due Pesi.

Il Capo dell’Ufficio ( con il Titolo di Esperto in Sicurezza ), lavora all’interno dell’Ambasciata, ha lo Status Diplomatico e si occupa di attività come l’osservazione e lo studio, la consultazione e le informazioni per sostenere la promozione nella lotta al traffico di droga.

La Legge N°10/2011 estende la responsabilità e il mandato dell’Ufficio a tutti i contesti criminali transnazionali allo scopo di allargare la lotta contro l’attività criminale al livello internazionale.

Maggiori informazioni sono disponibili nella relazione annuale DCSA in Italiano, Inglese e Spagnolo. Per ulteriori notizie, vi invito a cliccare nel Sito Web sottostante.

http://www.carabinieri.it/cittadino/informazioni/eventi/relazione-annuale-della-direzione-centrale-per-i-servizi-antidroga-(2016). Vi informo che per vedere questo sito, dovete fare il copia in colla e inserirlo nella barra di Internet. Grazie per la vostra collaborazione.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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SERVIZI ANTIDROGA – POLIZIA DI STATO

ANTIDROGA POLIZIA DI STATO

Adesso, proverò a spiegare cos’è l’antidroga della Polizia di Stato. Di solito, quando, sentiamo parlare di antidroga, non è altro che un’ espressione che molto spesso viene utilizzata per definire un gruppo, una squadra di poliziotti che lotta contro il narcotraffico.

Nel sistema Antidroga l’attività, viene svolta principalmente dalle Squadre Mobili, che hanno Sezioni Interne dedicate.

Vi sono anche altri uffici di Polizia, come ad esempio i Commissariati, con le loro Squadre di Polizia Giudiziaria, quest’ultimi, possono avviare e concludere indagini su tale materia.

Per operazioni si intendono, specie se internazionali, le Squadre Mobili e gli Uffici Investigativi Territoriale possono a loro volta contare sulla collaborazione del Servizio Centrale Operativo e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga ( Dcsa ).

Quest’ultimo è un Ufficio Interforze, composto da personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza.

Nella banca dati della Dcsa confluiscono i dati delle indagini in materia di droga provenienti da tutte le Forze di Polizia, pertanto tale organizzazione espleta un importante ruolo di coordinamento e di supporto anche nel circuito internazionale.

Il traffico di droga é un fenomeno estremamente complesso, con dimensioni internazionali, e connesso con innumerevoli fattori sociali, culturali, criminali.

E’ complesso perchè comprende molteplici fasi, dalla coltivazione alla produzione, raffinazione, acquisizione dei mezzi di trasporto, distribuzione, consumo e riciclaggio dei proventi, e anche un’articolata catena che richiede attori diversi.

E’ internazionale perché le fasi si svolgono in più Stati con caratteristiche tali da poter affermare che oggi nessun Paese sia indenne dal grave problema.

E’ connesso con altri fattori non tutti riconducibili solo alle regole della domanda e dell’offerta.

La lotta al narcotraffico coincide con quella alla criminalità organizzata internazionale, che opera con indici di elevata capacità, mobilità e adattabilità.

Il problema riguarda anche l’Italia per la sua particolare posizione geografica. Esistono poi centrali criminose nazionali e una presenza operativa di malavitosi stranieri collegati a associazioni delinquenziali dell’Europa orientale, del sud America e dell’Africa.

La ricerca e l’adozione di efficaci strumenti di lotta contro il traffico degli stupefacenti costituiscono i primari impegni assunti dall’Italia a livello di Unione Europea, Schengen, Onu e di altri fori internazionali.

Nella direzione centrale per i Servizi antidroga opera personale interforze, con paritetica rappresentanza della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. La responsabilità della struttura è affidata, con rotazione triennale, a un dirigente generale della Polizia di Stato, a un generale di divisione dell’Arma dei Carabinieri o a un generale di divisione della Guardia di Finanza.

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FREELANCER VALTER PADOVANO

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