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Vi toglieranno tutto!

Mi riferisco ai partiti tradizionali:

ma questi ci sono o ci fanno?
Non e’ percepibile il minimo sforzo da parte della #casta politica di cambiare le cose!
Ancora #privilegi, #sprechi, #ruberie, #poltrone, il solito minestrone di #abusi a danno dei cittadini.
Bisogna salvare la nazione, non i partiti.
Bisogna salvare i cittadini, non la politica.
Bisogna ridisegnare le regole sociali e civili!!!!
Andatevene, mascalzoni che continuate a massacrare i cittadini con tasse e imposte esagerate!
In Ita(G)lia crescono solo: disoccupazione, debito pubblico, insicurezza, crimini,
fallimenti, clandestini, frustrazioni, suicidi, affini e correlati.
Vogliono applicare l’Art. 43 della Costituzione e presto lo faranno, perche’ non sanno fare altro che espropriare le ricchezze altrui, non essendo capaci di produrre nulla. Sono inetti, inutili, dannosi e pericolosi!

 

 

 

 

Fate sentire la vostra voce! Ciao da Beppe Grillo.

Fate sentire la vostra voce! L’Italia sta crollando. Non è una previsione, è una certezza. Chiunque sia stato colpito dal morbo della disoccupazione, dello sfratto, della chiusura della sua azienda lo sa. La vostra voce è esplosa a fine febbraio, con nove milioni di voti al MoVimento 5 Stelle. Poi è diventata più flebile. L’Italia potrà cambiare solo grazie a voi, alla vostra partecipazione, al vostro sdegno. Non perdete la capacità di incazzarvi, non dovete.
Fate sentire più forte la vostra voce a chi ha distrutto il Paese, ai ladri, ai corruttori, ai politici prescritti, ai mafiosi. Io ho una voce sola, ora roca, dopo centinaia di comizi. I media, portavoce del Sistema, hanno attaccato con una violenza inaudita il MoVimento. Le grandi firme, i grandi registi, cantanti pataccari, conduttori e artisti di partito, si sono scatenati contro chi li avrebbe spazzati via dalle poltrone del Regime.
Fate sentire vostra voce alta e forte o l’Italia sarà perduta. Non potete credere che io, con l’aiuto di una srl e con un pugno di ragazzi in Parlamento, possa combattere da solo contro la partitocrazia, la massoneria, il sistema bancario, la BCE, la criminalità organizzata, contro tutti i media. Senza di voi, vinceranno loro. Ognuno deve valere uno per riportare la democrazia in questo Paese espropriato di ogni cosa, dalla sovranità territoriale, a quella monetaria, a quella economica, alla rappresentanza in Parlamento. Un Paese che perde le sue imprese a ritmo impressionante, con le autostrade che si svuotano, i giovani che emigrano, che si sta giocando il futuro. Tenuto sotto sedazione da giornali e televisioni che fanno impallidire la censura sotto il fascismo.
Fate sentire la vostra voce! La vostra voce è fondamentale, tiratela fuori nei bar, nei taxi, al lavoro, negli studi televisivi, in rete, nei tribunali. Ovunque ci sia qualcuno da informare, una verità da gridare. Stampate volantini, diffondeteli, fate banchetti, tenete comizi anche di fronte a poche persone. Non abbassate mai la testa. Nessuno di questi predatori impuniti e dei loro lacché nei media vi può dare lezioni. Loro sono la causa dello sfascio. La realtà è intorno a voi: raccontatela! Nessuno verrà a salvarvi se non cercherete di salvarvi da soli. Siete nove milioni di voci a cui è stata negata la democrazia, esclusi da qualunque decisione parlamentare, come dei paria.
Fate sentire la vostra voce! Il Sistema sa che se vincerete sarà distrutto per sempre con conseguenze inimmaginabili come fanno presagire MPS e il processo di Palermo per i rapporti Stato-mafia. Lotta per la sua sopravvivenza come una bestia ferita. Con il vostro voto avete cambiato la Storia del Paese. Ma è solo un inizio. Ovunque voi siate, fate sentire la vostra voce. Ognuno di voi è importante. Io ho una voce sola. Ciao.
(Beppe Grillo)

“La Rivoluzione” si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello. (Paolo Borsellino)
(NdR)

Le Banche e loro moneta elettronica

Il sistema bancario é la causa principale di ogni male sociale.
La moneta #elettronica e gli improbabili #capitali delle banche, innescano delle bombe ad orologeria, che da un lato incentivano una modesta economia, al netto della alta #tassazione, ma dall’altro lato offre l’occasione, sempre più frequente, al fenomeno della #bancarotta fraudolenta ovvero crack bancario #fraudolento, con sparizione di milioni di euro e impunita’ sistematica per gli artefici protetti da leggi garantiste. Tutto questo é inaccettabile. La politica pensi a fare leggi severe e non a tutelare questi #criminali responsabili di eclatanti #frodi a danno dell’economia #reale e colpevoli dell’aumento delle #disuguaglianze e della #criminalita’.

La decima

Quello che chiede la Chiesa è una corresponsabilità concretizzata in un apporto libero e volontario, frutto della fede.

Quanto denaro devo dare alla Chiesa in base al concetto della decima? Nella mia parrocchia lo stanno chiedendo, e non so quanto offrire…

In ambito civile, fin dall’epoca romana, la decima era un’imposta (del 10%) che si pagava in ragione di una controprestazione, per un’autorizzazione a svolgere un lavoro, per il diritto di usare un terreno, ecc.

L’origine della decima è molto antica, perché in ambito religioso se ne parla già nell’Antico Testamento.

La decima era il 10% o i primi dieci frutti o la decima parte dei prodotti offerti a Dio, e forse è stata istituita evocando simbolicamente i dieci comandamenti. Secondo la legge mosaica, la decima era obbligatoria.

In base all’etimologia, la parola “decima” veniva intesa come la decima parte dei frutti che provenivano dalle campagne e dagli animali, ma attenzione perché si parla solo di prodotti (olio, grano, vino…) e non di denaro.

Biblicamente parlando, la decima non è quindi mai stata un’offerta a Dio in denaro, ma in beni (Levitico 27, 30-32; Malachia 3, 8-10), e ai tempi di Esra si parla solo delle decime di cereali e frutti.

Si sa che la prima decima che appare nella Bibbia è quella data da Abramo al sacerdote Mechisedech in segno di gratitudine (Genesi 14, 20).

In seguito è stata istituita la decima a favore dei sacerdoti leviti. Dio ha portato il suo popolo nella terra promessa, e lì ha suddiviso la terra tra le undici tribù. Visto che la tribù dei leviti avrebbe dovuto dedicarsi al servizio del culto a Yahvè, le altre tribù avrebbero dovuto dare la decima per sostenere il sacerdozio ebraico, che doveva sostentarsi fino all’arrivo del Messia.

La decima era quindi il modo di sostenere la tribù israelita di Levi che non poteva possedere terre. Visto che il suo compito era dedicarsi al servizio del tabernacolo, era rimasta senza terra quando era stata ripartita quella di Canaan (2 Cronache 31, 5-19). “Ai figli di Levi io dò in possesso tutte le decime in Israele per il servizio che fanno, il servizio della tenda del convegno” (Numeri 18, 21).

Quello che riceveva la tribù di Levi da parte del popolo ebraico era il 10% di quello che davano tutte le altre tribù di Israele. La decima doveva essere amministrata non solo per il servizio di culto, ma anche per le opere di carità (Deuteronomio 26, 12-13).

Per il libro del Levitico, quindi, la decima è un’imposta a beneficio del tempio, secondo il libro dei Numeri un’imposta a favore dei leviti, per il Deuteronomio un banchetto festoso davanti a Yahvè in cui la decima (in beni) viene consumata, e ogni tre anni un’opera a favore dei bisognosi.

In ogni caso, la decima era una cosa propria ed esclusiva dell’Antico Testamento, del popolo ebraico e legata al culto “ufficiale”. Per questo nel Nuovo Testamento i cristiani non parlano della decima, né tantomeno è stata imposta.

Al giorno d’oggi c’è chi mescola le due alleanze come se fossero la stessa cosa. Ci sono persone che si ritengono cristiane ma in alcuni casi anche ebree per il fatto di chiedere la decima.

Se si desidera seguire la legge ebraica, bisogna fare tutto o niente: circoncidersi, non mangiare sangue, osservare il sabato, dare la decima e offrire olocausti…

A una persona non era permesso di scegliere quello che le piaceva dell’ebraismo e quello che non le piaceva, come se fosse una specie di menù religioso; non poteva scegliere cosa seguire e cosa rifiutare.

Una volta arrivato il Messia, nella persona divina di Gesù, Egli istituisce una nuova alleanza. Nel Nuovo Testamento c’è un Popolo Nuovo: la Chiesa cattolica, istituita da Gesù Cristo con i suoi apostoli e i loro successori (At 20, 28).

In questo nuovo patto non c’è più decima, perché non bisogna più sostenere il “sacerdozio” ebraico.

È per questo che, passando ora al Vangelo, la decima è un tema assente sia nella predicazione di Gesù che in quella apostolica. Né Gesù né gli apostoli hanno raccomandato, chiesto o fatto chiedere la decima.

Nella Chiesa non si vede più quest’ordine o obbligo di pagare la decima, chiedendo quello che esce dal cuore.

Di fatto, non esiste alcun riferimento biblico che dica a un cristiano che deve offrire la decima.

Nel libro degli Atti degli Apostoli (la storia dei primi anni della Chiesa) non si menziona la parola “decima” neanche una volta. Ci sono numerosi esempi di persone che hanno dato denaro di “cuore”, ma non si nomina mai la decima.

Paolo è molto chiaro, bisogna dare ciò che si può offrire e in modo spontaneo, perché Gesù stesso, istituendo la sua Chiesa, ha detto che quelli che vivevano per l’annuncio del Vangelo dovevano vivere del Vangelo (1 Co 9, 13-14; 1 Tim 5,18) e non del denaro dei fedeli.

Nel Nuovo Testamento si menziona la parola “decima” solo in tre occasioni, e in una triste relazione con i maestri della legge, molto criticati da Gesù (Lc 18, 12-14; Mt 23, 23; Lc 11, 42).

Sia chiaro: la comunità primitiva non si è finanziata con alcun tipo di decima.

Nella Chiesa cattolica non esiste la decima, né nel senso veterotestamentario né in quello di qualcosa di “imposto”; quello che la Chiesa chiedeva e chiede è una corresponsabilità.

Una corresponsabilità intesa come apporto libero e volontario, frutto della fede dei fedeli per far fronte alle necessità economiche di tutta la comunità ecclesiale.

Il quinto precetto della Chiesa indica il dovere di aiutarla nelle sue molteplici necessità materiali, ma ciascuno in base alle proprie possibilità. E “la Chiesa ha il diritto nativo di richiedere ai fedeli quanto le è necessario per le finalità sue proprie” (canone 1260).

In nessun documento ufficiale della Chiesa si menziona la possibilità della decima, e men che meno come una richiesta del 10% dello stipendio di nessuno. Non si chiede un contributo quotidiano né mensile, né si chiede di offrire un apporto con qualche regolarità o frequenza.

La Chiesa non esime dal dovere morale di contribuire a suo favore, perché è un dovere di giustizia (da non confondere con un dovere di carità, che è un’altra cosa); al contrario, ci insegna che il cristiano deve dare per amore di Cristo in base alle proprie capacità.

Quello che la Chiesa dice invece è che “i fedeli sono tenuti all’obbligo di sovvenire alle necessità della Chiesa, affinché essa possa disporre di quanto è necessario per il culto divino, per le opere di apostolato e di carità e per l’onesto sostentamento dei ministri” (canone 222).

La Chiesa, richiamando gli insegnamenti di San Paolo, ricorda il dovere dei fedeli di contribuire generosamente alle necessità della Chiesa in base alle proprie possibilità, ma il modo in cui si deve realizzare questo contributo non è definito da una legge uguale per tutta la Chiesa universale.

Le varie Conferenze Episcopali danno direttrici o la possibilità che i fedeli aiutino la Chiesa; ad esempio, in alcuni Paesi basta il consenso del cittadino perché lo Stato dia alla Chiesa una percentuale delle imposte del cittadino stesso.

Quello che la Chiesa non chiederà mai è il 10% obbligatorio dello stipendio di qualche fedele, e men che meno perché la decima esisteva nell’Antico Testamento.

Va ricordato che gli apporti dei fedeli, anche se rispettano sicuramente il quinto precetto della Chiesa, saranno sempre cifre simboliche, perché le necessità della Chiesa universale sono ingenti, urgenti e costanti.

L’importante, quindi, è che ciascuno dia con generosità: “Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia” (2 Cor 9, 7).

Fin dai tempi della Chiesa primitiva, noi cristiani cooperiamo al sostentamento dei fratelli. Come? Attraverso le collette.

San Paolo chiedeva ai cristiani di aiutare i fratelli di Gerusalemme che attraversavano una crisi: “Quanto poi alla colletta in favore dei fratelli, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta da parte ciò che gli è riuscito di risparmiare” (1 Cor 16, 1-2).

La misura è l’amore e la capacità di ciascuno. È un modo per restituire al Signore una piccola parte del tanto che ci dà sempre.

È importante sottolineare un aspetto: una cosa è il diritto della Chiesa di cercare forme appropriate di autofinanziamento per portare avanti il progetto salvifico di Dio, e un’altra molto diversa che bisogna respingere è l’affanno per il lucro a costo della buona fede della gente e la manipolazione biblica di alcuni per raggiungere i propri fini.

Ciò vuol dire che una cosa è vedere quali erano l’uso e il senso della decima nell’Antico Testamento, e un’altra è usare passi biblici perché la gente creda nella vigenza della decima e consegni il 10% del suo stipendio.

I leader delle confessioni protestanti sbagliano esigendo la decima, perché quel famoso 10% in denaro dello stipendio non viene mai menzionato nella Bibbia. La decima come viene indicata oggi dalla maggior parte delle sette, ovvero dare il 10% delle proprie entrate in denaro, non esiste nelle pagine della Bibbia. Questi leader sbagliano per tre motivi:

1.- In primo luogo ricorrono a citazioni dell’Antica Alleanza, e di Malachia, per far credere alla gente che chiedere il 10% dello stipendio sia qualcosa di biblico.

2.- In secondo luogo, perché la decima dev’essere solo ed esclusivamente intesa come un’offerta in beni, in alimenti, frutta o animali.

3.- In terzo luogo, perché la decima è solo un’istituzione del popolo di Israele, una legge per gli israeliti dell’Antico Testamento. Noi siamo il popolo della Nuova Alleanza e non siamo ebrei, né apparteniamo ad alcuna tribù di Israele.

È per questo che quello che fanno i leader di qualsiasi gruppo cristiano esigendo la decima esercitando pressioni sui fratelli non viene da Dio. “Considerano la pietà come fonte di guadagno” (1 Tim 6, 5).

fonte: https://it.aleteia.org/2016/01/08/quanto-denaro-devo-dare-alla-chiesa-in-base-al-concetto-della-decima/

Finitela di ingannarci!

Ma di quale futuro parlate ? finitela di ingannare i cittadini, di usarli come bancomat e trattarli come zerbini! In una societa’ in decadenza, dove i valori morali ed etici non esistono piu’ e le regole sono fatte su misura per tutelare un regime, Internet rappresenta la vera “democrazia” ed anche una piattaforma dove presentarsi liberamente, senza liste di attesa.
La societa’ moderna e’ diventata “virtuale”, quella fuori da Internet. La colpa? certamente e’ dei governanti. Il caos sociale, le disuguaglianze ed ogni altra “anomalia” sono la “prerogativa” dei politici.Vivendo in un “paradiso artificiale”, decidono il nostro futuro ed ogni altra regola che ci condizionera’ la vita, intanto che la loro e’ “blindata” da privilegi anacronistici. Anche le nostre capacita’ sono ormai compromesse dalle loro decisioni.La politica europea (UE) e’ ormai “asservita” ai seguenti organi: FMI, BCE, Massoneria e Lobby Finanziarie (Bilderberg e Rothschild) tra le principali. In buona sostanza, la politica, specie in Italia, anziche’ tutelare i cittadini, si e’ schierata “contro” di loro con pesanti misure di austerita’ al fine di impoverire famiglie, imprese e la stessa nazione e favorire gli speculatori internazionali affiliati. In Italia e’ in corso una svendita dei “gioielli di famiglia”: Eni, Enel, Finmeccanica etc
2300 miliardi di euro aggiornato. Il debito pubblico cresce comunque all’impazzata per via delle spese folli e interessi per l’utilizzo della moneta (euro). L’euro e’ un suicidio per l’UE, mentre e’ un vantaggio per la casta politica e lobby di potere per aumentare le disuguaglianze come gia’ avviene nei paesi in via di sviluppo. Con l’euro, torniamo indietro di almeno 50 (cinquant’anni) e senza speranza di migliorare, il che risulta deleterio per i cittadini e imprese. Non abbiamo considerato l’aspetto della tassazione che rappresenta una barriera antieconomica che toglie qualsiasi speranza e velleita’ per il futuro.
Pensate che Internet sia un ambiente virtuale? e’ la politica che ha trasformato la societa’ in ambiente virtuale.. e questo e’ allarmante!

Maggiori informazioni Fabrizio Bratta Official

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

I parlamentari “abusivi” devono essere cacciati dal Parlamento. A dirlo, a Chieti, è Antonio Pappalardo, generale dell’Arma in congedo, già deputato e sindacalista dei carabinieri.
A capo del Movimento Liberazione Italia, che raccoglie esponenti delle forze dell’ordine ma anche agricoltori e pescatori – dice lo stesso Pappalardo – l’ex capo di stato maggiore d’Abruzzo e Molise si è presentato nel capoluogo teatino per reclutare altri attivisti e organizzare la mobilitazione dell’11 settembre. Tutti a #Roma a piazza Montecitorio, dice Pappalardo annunciando l’appuntamento alle ore 15.
Fonte: Telemax

N.B.: Il Prefetto di Roma, che (in un primo momento) aveva autorizzato la manifestazione, ha poi vietato la stessa con un nuovo ordine.(NdR)

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Le armi dell’immigrazione di massa

Il procuratore di Catania Zuccaro lo sospetta da tempo: i flussi migratori usati per destabilizzare i paesi sovrani. E non è l’unico: arriva da Harvard il saggio di Kelly M.Greenhill ‘Armi di migrazione di massa’. “Serve ad abbassare gli stipendi di tutti”. Compresi i vostri #FidatevidiNessuno (Francesco Borgonovo)

Fonte: Youtube – LA7

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Il “disgraziato paese”

Il Regno d’Italia, diventa “disgraziato paese” dopo il #referendum truffa del 2 e 3 giugno 1946.
La #politica, che doveva “tutelare” gli italiani, diventa progressivamente una accumulatrice di “privilegi” e inizia a trattare i cittadini come “zerbini” e “bancomat”, gia’ da decenni.
Abbiamo un #debito pubblico di circa 2.300 miliardi di Euro, praticamente #insanabile.
Siamo tecnicamente falliti da decenni, per colpa della politica.
Il “disgraziato paese” pensa di ottenere risultati diversi, facendo le stesse cose. Praticamente da matti e irresponsabili.
Ormai manca il #lavoro e le #imprese falliscono ogni giorno, per colpa della #tassazione e della mancanza di liquidita’.
Hanno “distrutto” la #classe media, da sempre volano dell’economia.
Il “disgraziato paese” e’ incapace di reggersi su #economia reale e continua a indebitarsi con #BCE e #Ue.
I pseudo #governanti fantocci, di scena in questi anni, stanno affossando il passato, il presente, il futuro.
Ma forse all’italiano medio, interessa piu’ l’#inter e il concerto di
#musica.
Siamo in caduta libera, ma ci dicono che siamo una grande #nazione.
#bugiardi, venditori di pentole!!!!

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