MAXI SEQUESTRO A GRAVINA IN PUGLIA

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Dichiarava un reddito di 1500 euro al mese, ma, i carabinieri di Altamura, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari, hanno sequestrato beni per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.

E’ successo a Gravina in Puglia, a M.M., 55 anni, pluripregiudicato, esponente di spicco e figura carismatica dell’omonimo clan malavitoso operante nell’area murgiana.

Ieri mattina i carabinieri hanno posto sotto sequestro diversi beni immobili; due ville; otto appartamenti; due fabbricati ancora in costruzione; due magazzini; un locale commerciale nel centro storico; conti correnti e libretti di deposito; azioni e obbligazioni; certificati di deposito.

M.M. arrestato in precedenti operazioni, era già stato in precendeti operazioni condannato per associazione mafiosa, estorsione, traffico illecito di sostanze stupefacenti, tentato omicidio aggravato, a seguito del suo coinvolgimento in altre note operazioni delle forze dell’ordine: ” Murgia Libera “, ” Gravina ” e ” Canto del Cigno “.

Attualmente il pluripregiudicato è sottoposto a libertà vigilata. Gli accertamenti svolti dagli inquirenti sono partiti da un reddito modestissimo dichiarato dal nucleo familiare di Mangione, in evidente contrasto con il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto, spesso intestato a prestanome.

Ma l’entità del patrimonio direttamente o indirettamente di proprietà hanno convinto la Procura a sostenere che i beni erano frutto di guadagni derivati dalle attività delittuose commesse dal boss all’interno dell’associazione mafiosa, dedita soprattutto allo spaccio di droga.

L’indagine patrimoniale e finanziaria è stata possibile grazie alle norme contenute nel cosiddetto ” pacchetto sicurezza ” e si inquadra in una più ampia attività investigativa volta al contrasto dei clan mafiosi.

REPORTER

FREELANCER VALTER PADOVANO

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