ANTIMAFIA, PM CHE CATTURO’ ZAGARIA ATTACCA LIBERA: ” INQUINATA DA INTENTI ECONOMICI ” DON CIOTTI: FANGO, LO DENUNCIAMO “.

Catello Maresca, magistrato della Dda di Napoli punta il dito sulle cooperative che gestiscono i beni confiscati alla criminalità: ” C’è chi lo fa per i propri interessi “, dice in un intervista a Don Ciotti fondatore, sentito oggi in Commissione parlamentare: ” Le promuoviamo, ma non sono nostre. Cosi’ si fa il gioco delle mafie “, E denuncia: ” La nostra rete sotto attacco ” Bindi lo difende: ” Commissione vuole rilanciare l’antimafia, non delegittimarla “.

” Se un’Associazione, come libera, diventa troppo grande, se acquisisce interessi che sono anche di natura economica, e il denaro spesso contribuisce a inquinare l’iniziale intento positivo, ci si possono inserire persone senza scrupoli che approfittando del suo nome per fare i propri interessi “.

L’attacco arriva da uno stimato pm antimafia, Catello Maresca, il sostituto procuratore della Repubblica di Napoli che tra l’altro ha coordinato le indagini sui Casalesi e la cattura del boss Michele Zagaria.

In un’intervista il magistrato napoletano afferma ancora: ” Libera gestisce i beni attraverso cooperative non sempre affidabili.

Io ritengo che questa antimafia sia incompatibile con lo spirito dell’antimafia iniziale .

L’affondo arriva nel giorno in cui Don Luigi Ciotti, il fondatore di libera è stato carriere personali coltivati approfittando della popolare etichetta dei movimenti antimafia, sull’onda di casi di cronaca per esempio Confindustria Sicilia e il magistrato palermitano Silvana Saguto, impegnata appunto sul fronte dei beni confiscati.

Libera ha comunque incassato l’immediata solidarietà del presidente della Commissione Rosy Bindi ( Pd ), secondo la quale le affermazioni di Maresca ” sono offensive ” assolutamente gratuite e infondate “.

Perchè il lavoro dei commissari è stato ” intrapreso nell’ottica di rilanciare l’antimafia, non per delegittimarla “.

DON CIOTTI: ” CHI GETTA FANGO FA GIOCO DELLE MAFIE “.

Durissima la reazione di Libera, a cominciare dallo stesso Don Ciotti, che ha definito le parole di Maresca ” sconcertanti “: ” Noi lo denunceremo questo signore, se quelle dichiarazioni saranno riportate domani in virgolettato. Quando viene distrutta la dignità di tanti giovani, io credo sia un dovere difenderli “. E ancora: ” Non ho rilasciato nessuna intervista neppure quando altri giornali ci hanno gettato fango addosso.

Le fonti vanno verificate, le parole non devono essere interpretate. I giornalisti che gettano fango fanno il gioco delle mafie “.

Il magistrato, però, non retrocede: ” Vedremo se sarà della stessa idea quando avrà l’intera intervista, che affronta il tema in modo più ampio “, dice Maresca ” poi vedremo in che sede dovremo confrontarci “.

IL NODO DEI BENI CONFISCATI: ” MA LIBERA NON LI GESTISCE “.

Il nodo è sempre quello delle cooperative sociali ai cui vengono affidati in gestione i beni immobili confiscati alle mafie, tema affrontato anche da Don Ciotti in Commissione: ” Le cooperative non sono di Libera le promuove “. E i beni sono assegnati, per realizzazione di attività sociali, dai Comuni ” con un bando, il fondatore di Libera ha spiegato: ” C’è un equivoco che qualcuno vuole attribuire a Don Ciotti: la capacità di concentrare beni e poteri economici.

Non è assolutamente cosi’. Libera gestisce solo sei strutture tra cui un piccolissimo appartamento a Roma “. Inoltre ” i fondi europei vanno agli enti locali, non a Libera. Che sia chiaro a tutti: per la gestione dei beni confiscati, Libera non riceve contributi pubblici “.

Libera non gestisce, ha sottolineato anche Fava, che ha bollato le dichiarazioni di Maresca come ” calunniose e ingenerose “.

LIBERA SOTTO ATTACCO

Libera è sotto attacco, ha sostenuto Don Ciotti. ” Oggi è in atto una semplificazione che mira a demolire con la menzogna il percorso fatto da Libera “.

Insomma, ” le trappole dell’antimafia le abbiamo ben chiare mai come oggi “. Oggi, ” è in atto una semplificazione che mira a demolire con la menzogna il percorso fatto da Libera “.

Don Ciotti replica ancora ” che il tentativo di infiltrazione c’è ed è trasversale in Italia. Le nostre rogne sono cominciate con 17 processi in cui Libera si è costituita parte civile “.

Altri problemi, poi, ” sono nati con le cooperative. Ogni sei mesi noi chiediamo alla Prefettura di verificare […] facendo abbiamo scoperto che delle situazioni erano mutate e siamo dovuti intervenire noi – ha precisato – Sono 1600 le associazioni coordinate da Libera, alcune grandi e a livello nazionale “.

” Bisognerebbe incidere sulla normativa che prevede la destinazione dei beni confiscati, tenendo conto che possono e che devono avere un valore simbolico nella lotta alla mafia e quelli che invece non hanno e che vanno quindi venduti.

Scremando questo ” mare magnum ” di beni, se da 15mila diventano mille, questi possono essere distribuiti in maniera più ampia tra le diverse associazioni e a quel punto avere anche la possibilità di controllare la gestione e il vero utilizzo sociale.

Questo conporterebbe un vantaggio per tutte le ” serie ” organizzazioni antimafia, come Libera “.

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