“Ero massone, così la Madonna mi ha salvato”

Per l’ultima puntata della stagione di Vade Retro. Ospite della trasmissione condotta da David Murgia sarà Maurice Caillet, Venerabile frammassone per 15 anni in Francia che svelerà segreti e inganni della Massoneria: rituali, norme di funzionamento interno, giuramenti oltre all’influenza sulla politica da parte di questa organizzazione.

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Io Suor Faustina vi racconto l’inferno che ho visto

Puntata speciale di Vade Retro su Santa Faustina Kowalska. Titolo: “Io Suor Faustina vi racconto l’inferno che ho visto”. Il culto, la devozione, la storia della mistica polacca per la prima volta oggetto di un documentario. Suor Faustina è considerata l’Apostola della Divina Misericordia e a lei si deve la devozione alla coroncina della Misericordia. Conduce David Murgia
TV2000 – Vaticano
Maria Faustina (in polacco Maria Faustyna) Kowalska, al secolo Helena Kowalska (Głogowiec, 25 agosto 1905 – Cracovia, 5 ottobre 1938), è stata una religiosa polacca, appartenente alla Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, propagatrice della devozione a Gesù misericordioso; nel 2000 è stata canonizzata da papa Giovanni Paolo II. Mistica e veggente, viene venerata in tutto il mondo come l’Apostola della Divina Misericordia e nel suo Diario Gesù le usa l’appellativo di “Segretaria della Divina Misericordia”.
Nacque in Polonia da Marianna Kowalska e Stanislao Kowalski, terza di dieci figli, fu battezzata col nome di Elena nella chiesa parrocchiale di San Casimiro.
Indice [nascondi]
1 Biografia
2 Beatificazione e canonizzazione
3 Il miracolo per la canonizzazione
4 La Divina Misericordia
5 La Coroncina alla Divina Misericordia
6 Note
7 Bibliografia
8 Voci correlate
9 Altri progetti
10 Collegamenti esterni
Biografia[modifica | modifica wikitesto]
La famiglia era molto religiosa ed Elena fu educata cristianamente. La sua vocazione religiosa si manifestò fin dall’età di sette anni. Poté frequentare una scuola solo per poco più di tre anni. Ancora adolescente lasciò la famiglia per lavorare come domestica ad Aleksandròw e a Łódź, provvedendo così al proprio sostentamento e aiutando la famiglia.
A 18 anni chiese ai genitori il permesso di entrare in convento, ma la famiglia necessitava del suo aiuto e quindi non acconsentì.
Faustina cercò di ubbidire ai genitori e partecipò alla vita mondana trascurando le ispirazioni interiori della grazia. Nel suo Diario racconta che un giorno mentre era ad un ballo insieme alla sorella ebbe una visione di Gesù flagellato che le disse: «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?»[1]. Subito dopo si decise per la vita religiosa.
Dopo essere stata respinta da molti conventi, finalmente, il 1º agosto 1925, fu ammessa nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia. Il 30 aprile del 1926 iniziò il noviziato ricevendo l’abito e il nome di “Suor Maria Faustina”.
Nella Congregazione visse tredici anni, soggiornando in diverse case, in particolare a Cracovia, Płock, e Vilnius. Ebbe due direttori spirituali: don Michał Sopoćko, a Vilnius, e padre Giuseppe Andrasz S.I. a Cracovia. Svolse mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia e osservò fedelmente la regola religiosa. Adottò uno stile di vita severo e i digiuni indebolirono la sua, già cagionevole, salute. Si ammalò di tubercolosi e dovette essere ricoverata due volte in un sanatorio vicino a Cracovia. Di carattere riservato, visse, senza esteriorizzarla, un’intensa vita mistica.
Nel 1938, in un dialogo con il Signore, si lamenta che la sua congregazione non ha nemmeno una Santa e riceve questa risposta: “…Tu la sei” (Diario 1650).
La morte la colse “nel giorno della sua crociata” il 5 ottobre dello stesso anno a Cracovia, alle ore 22.45, all’età di 33 anni.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell’ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie scriveva nel “Diario”: “Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l’unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio” (Diario p. 380).
Beatificazione e canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]
Tra il 1965 e il 1967 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù, la causa fu promossa dall’allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyła. Nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma il 18 aprile 1993 e proclamata santa il 30 aprile 2000. Le sue reliquie si trovano nel “Santuario della Divina Misericordia” a Cracovia.
Il miracolo per la canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]
Per la canonizzazione della beata Faustina Kowalska, la Chiesa cattolica ha ritenuto miracolosa la guarigione di padre Ronald Pytel, avvenuta nel 1995 a Baltimora.
Padre Pytel, nato a Baltimora nel gennaio 1947, era diventato parroco della locale chiesa del Santo Rosario, che era anche santuario diocesano della Divina Misericordia.
Nel 1995 gli venne diagnosticata una stenosi aortica, con calcificazione del ventricolo sinistro. Dal momento che ogni minimo sforzo gli provocava affanno, decise di operarsi il 14 giugno dello stesso anno. L’intervento, consistente nella sostituzione della valvola aortica con una protesi meccanica, sembrava riuscito, ma un mese dopo sorsero complicazioni: comparve una sindrome post-pericardiotomica, con versamento pleuro-pericardico. A quarantotto anni gli fu vietato ogni sforzo, e gli venne consigliato di lasciare l’incarico, con una previsione inoltre di pochi anni di vita.
Padre Pytel era stato fin da bambino devoto a suor Faustina Kowalska. Nella sua chiesa si celebrava, il 5 ottobre di ogni anno, nel giorno anniversario della morte di suor Faustina, una giornata di preghiera. Il 5 ottobre 1995, al momento delle preghiere per la guarigione, alcuni sacerdoti carismatici pregarono insieme a padre Pytel, tenendo sul suo capo una reliquia dell’allora beata Faustina. A un certo punto gli fecero baciare la reliquia, e il parroco cadde a terra come paralizzato. Quando si rialzò dopo qualche minuto, si sentì completamente guarito. I medici che lo visitarono successivamente considerarono inspiegabile il recupero totale e improvviso dell’efficienza fisica.
Il caso fu sottoposto alla Congregazione per le cause dei santi che, il 20 dicembre 1999, promulgò il decreto sul miracolo, confermando che la guarigione rapida, completa e duratura, non era spiegabile per la scienza[2].
La Divina Misericordia[modifica | modifica wikitesto]
La fama della sua santità crebbe insieme alla diffusione del culto alla Divina Misericordia e per le grazie ottenute tramite la sua intercessione.
Il 22 febbraio 1931 suor Faustina scriveva nel suo Diario: «La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido […] Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto la scritta: Gesù confido in te! Desidero che quest’immagine venga venerata […] nel mondo intero. Prometto che l’anima che venererà quest’immagine non perirà. […] Voglio che l’immagine […] venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la festa della Misericordia.»[3]

Gesù misericordioso dipinto da Kazimierowski.
Papa Giovanni Paolo II scrisse una enciclica: Dives in Misericordia, la seconda del suo pontificato (1980), interamente dedicata alla devozione appresa dall’umile suora polacca ed è stato lui che l’ha proclamata santa, il 30 aprile 2000. In quell’occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua.
La Coroncina alla Divina Misericordia[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coroncina alla Divina Misericordia.
In una “rivelazione privata” nel 1935 Gesù avrebbe richiesto a Suor Faustina una particolare forma di preghiera detta “Coroncina alla Divina Misericordia”. La misericordia di Dio, la grazia della conversione e del perdono dei peccati, soprattutto nell’ora della morte, sarebbero stati concessi all’anima che avesse recitato la coroncina della divina misericordia[4]:«La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell’ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina»[5].
fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Faustina_Kowalska

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Ascoltate gli interventi dei Parlamentari “anticasta” del Movimento5Stelle

Video del Parlamento in cui on. Sibilia del M5S attacca Matteo Renzi e la Boldrini interviene per il tono usato: scoppia il caos.
Ritenere che l’opinione dell’altro non sia un fastidio da risolvere con la logica dei numeri. Il tema vero che noi abbiamo di fronte non è ridurre la minima forza di ricatto dei piccoli partiti, il tema vero è quello di affrontare l’indifferenza e la rabbia delle persone nei confronti della politica. Allora, noi vogliamo accompagnare questo processo di cambiamento che esige, certo, grandi ambizioni ma esige altrettanta attenzione nel realizzarlo perché non crolli su sé stesso (Applausi dei deputati del gruppo Per l’Italia).
  PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Sibilia. Ne ha facoltà.
  CARLO SIBILIA. Caro sindaco di Firenze, nominato Presidente del Consiglio (Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico). Avete allergia alla verità ? È la verità: è il sindaco di Firenze, nominato Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Invidio molto la sua grande capacità di parlare tanto e non dire niente, invidio molto la sua capacità di dire una cosa e fare il suo esatto opposto, senza vergogna. Caro Renzi le primarie a due euro sono finite; ora sei al Governo: ben arrivato ! Immaginare un futuro diverso, nuovo; diremo, faremo: queste sono le parole del tuo linguaggio, parole vuote, caro mio…
  ANGELO CAPODICASA. Presidente… !
  CARLO SIBILIA. Sento quasi riecheggiare gli insegnamenti dei vecchi democristiani che vi hanno fatto scuola: se non ti vuoi prendere la responsabilità in politica, sii sempre generico; se vuoi ipnotizzare la gente, non dire mai tempi e modi di ciò che vuoi fare; sii sempre un po’ vago. È questa la sintesi da “marionetta” di De Benedetti, da ultimo dei becchini della sinistra italiana (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ieri hai parlato di un diverso atteggiamento verso la scuola, di affrontare in modo diverso il rapporto verso la pubblica amministrazione, di un fisco con connotati diversi, come se fosse Antani, mi verrebbe da dire. Da bravo paggetto di Arcore ha aggiunto: «Ogni settimana mi recherò nelle scuole per dare un segnale simbolico. Comincerò da Treviso». Dal Presidente del Consiglio di un Paese al tracollo c’è bisogno di “fatti”. Le scuole non hanno bisogno di simboli, hanno bisogno di carta igienica, di rifare i bagni, di rifare i tetti che crollano (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! Noi avevamo proposto con questo emendamento alla legge di stabilità 2,5 miliardi di euro di investimenti, in un Piano che si chiamava «Cantiere scuole» per ristrutturarle. Il tuo partito lo ha bocciato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), forse perché — come hai detto ieri — secondo il PD, la scuola non ha bisogno di denaro, ma ha bisogno di una nuova forma mentis. Cari professori precari, cari bambini, se vi cade il tetto in testa, se la vostra scuola è piena di amianto, non chiedete soldi per la bonifica o per le ristrutturazioni; cambiate “forma mentis” (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
  Riduzione del cuneo fiscale a doppia cifra entro il primo semestre 2014, quindi entro giugno, significa che bisogna trovare 20 miliardi, senza contare che già la Corte dei conti
ha detto che ne mancano 13 nell’ultima legge di stabilità e senza contare che il prossimo ottobre ci sarà da onorare il «Fiscal compact», trattato europeo firmato da voi, che ci costringerà ad un ulteriore taglio di 50 miliardi sulla spesa pubblica. Dove pensi di trovare le coperture, signor Renzi ? Andrà di nuovo ospite a La ruota della fortuna ? Comprerà una vocale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ?
  Revisione organica della giustizia entro giugno 2014 perché dovrà discuterne con Berlusconi in maniera dettagliata, e questo è giusto.
  Ancora: immaginiamo la capacità di attrarre investimenti — ha detto così — sì, la immaginiamo: un’altra ondata di svendite e privatizzazioni di ENI, ENEL e Finmeccanica, che fanno tanto bene alla sinistra delle larghe intese.
  Fondo di garanzia per le PMI, ma è una svendita, il Fondo ci sta già (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico). Noi del MoVimento 5 Stelle..


Pubblicato il 08/ott/2014
L’intervento di Paola Taverna durante la discussione generale sul Jobs Act di Renzi

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Il comico Enrico Brignano ci spiega cosa e’ la politica

Ieri in casa La7 la nuova coppia del programma “in onda”, Natasha Lusenti – Filippo Facci ha presentato come ospiti il comico Enrico Brignano e il politico Laura Ravetto. Dopo aver ascoltato il programma sembra che le parti si siano invertite. Da una parte uno scatenato Brignano contro la casta, dall’altra le comiche affermazioni della Ravetto. – Noi giullari siamo diventati più credibili dei politici – dice Brignano. – voglio dei politici che sappiamo gestire la popolazione, ma non lo sanno fare! di contro la Ravetto: – una politica onesta è una politica abbastanza nuova! la comica arriva su una domanda specifica di Filippo Facci il quale le chiede lumi sugli sbagli della politica. – faccio un esempio, che nei partiti ci siano gli uffici stampa però non ci sono centri studi! Brignano ha ragione. – io voterei tutti fuori dai simboli!! basta, deve succedere qualcosa! – io andrei a casa di Beppe Grillo per dirgli : cosa possiamo fare?

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La “Pazienza” è finita per tutti

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Evidente il disagio degli “invisibili”, che oggi sono i “cittadini sudditi”. Siamo in una pericolosa fase di Autoritarismo, conseguenza di leggi elettorali (Porcellum) che ancora esiste in questo strano paese.
I “Principi Costituzionali” e Democratici vengono calpestati da Decreti e questo la dice tutta sulla volonta’ di una svolta autoritaria, in stile con l’Ue (Unione Europea e Bce), i veri Padroni.

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Matteo Renzi e quella foto con l’orologio da 15mila euro

Sono passati 5 anni dalla prima Leopolda. Matteo Renzi da sindaco di Firenze è arrivato a palazzo Chigi e di certo ha anche cambiato il suo look. Lo abbiamo visto con i giubbotti di pelle, con la camicia bianca, in jeans e in giacca, ma di certo non lo avevamo mai visto con un orologio da almeno 15mila euro al polso. Eppure pochi anni fa, quando palazzo Chigi era ancora lontano si accontentava di uno Swatch, adesso le sue pretese sono cambiate e nell’ultimo intervento alla Leopolda è stato beccato, come racconta Dagospia con un cronografo Audemars Piguet Royal Oak dal valore di (almeno) 15 mila euro e tra gli accessori preferiti dai paperoni russi. Insomma il premier non bada a spese per i suoi accessori. Eppure ha sempre predicato sobrietà e a palzzo Chigi, il giorno in cui gli è stato affidato l’incarico si è presentato con un’anonima auto privata guidata da un suo amico. Sono bastati pochi mesi e il premier è già passato agli orologi di lusso. Intanto mentre lui controlla l’ora sul suo cronografo da 15 mila euro prepara nuove tasse per gli italiani che devono far bene i conti per capire come pagare Tasi e Tares…

27 ottobre 2014
fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news/home/11713291/Matteo-Renzi-e-quella-foto-con.html#.VE6lEtZE6Ic.facebook

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Renzi orologi

Bonus bebè: ‘caro Renzi, i miei 80 euro te li puoi tenere’

Caro Premier Renzi,

sono una giovane mamma, oltre a questo gestisco un blog che si chiama www.genitoriprecari.it, e per quanto mi riguarda i miei 80 euro te li puoi tenere. Apprezzo lo sforzo, ma le riforme sociali sono ben altre e non si misurano sulla base di spiccioli, regali in busta paga (sempre che una neo mamma una busta paga ce l’abbia), bonus bebè, graduatorie della povertà. Le riforme sociali si misurano sulla base di politiche pianificate, continuative e a lungo termine, che il governo dovrebbe mettere in campo per garantire ai genitori precari il diritto all’esistenza. Perché vedi, Renzi, siamo animali in estinzione.

Chiariamoci quindi sul punto di domanda, se la domanda è ‘vi fanno comodo 80 euro per tre anni?’ la risposta non può che essere sì. Ma se la domanda diventa ‘sono queste le riforme sociali che ti aspetti?’ la risposta è no.

E’ la stessa differenza che c’è tra la forma e la sostanza. La forma sono i regali in busta paga, la sostanza sono le politiche di welfare e sostengo alla genitorialità. La forma sono gli annunci, la sostanza sono le riforme tedesche che prevedono un posto all’asilo per ogni nuovo nato, con la possibilità per i genitori di fare causa al Comune di residenza nel caso in cui il bimbo sia rimasto escluso. La forma sono gli 80 euro alle neo mamme, la sostanza sono i 300 che pagano per un nido privato.

Caro Premier, il mio consiglio è quello di andarsi a leggere due rapporti stilati da Save the Children: il primo è “Mamme nella crisi”, il secondo è “l’Atlante dell’infanzia a rischio”. I numeri parlano, ma soprattutto indicano una relazione netta tra l’impoverimento delle madri e quello dei bambini. Questa connessione tra i due fenomeni non può essere sottovalutata, anche perché dai due ne consegue un terzo: la decrescita economica del paese. Allora, la domanda è: a parte gli 80 euro, quali azioni vuole mettere in campo il governo per la crescita economica e sociale del paese, quella che va oltre la culla ma ci passa attraverso?

Per tutti questi motivi, caro Renzi, non te la prendere a male, ma per quel che mi riguarda, i miei 80 euro te li restituisco, da qui ai prossimi tre anni. Quello che ti chiedo in cambio, sono servizi, asili, maternità riconosciute, parità di genere, diritto alla genitorialità, diritto all’abitare, diritto al lavoro e all’esistenza. Per farlo hai tempo da qui ai prossimi tre anni e puoi utilizzare anche i miei 80 euro.

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fonte: http://www.tzetze.it/redazione/2014/10/bonus_bebe_caro_renzi_i_miei_80_euro_te_li_puoi_tenere/index.html

bonus bebe'

Situazione reale del “Condominio Italia” e suoi Amministratori

Quando udiremo una presa di posizione da parte delle istituzioni Italiane di fronte alle minacce Isis di conquistare Roma? basta con l’ ipocrisia del “progresso e futuro” da parte del Pd, quando la reata’ del paese e’ ben diversa.
Le citta’ Italiane sono ormai dominate da extracomunitari arroganti e mantenuti con denaro pubblico.
Gli italiani residenti non hanno il reddito di cittadinanza, come nel resto d’europa. Hanno pensioni da fame e l’eta’ pensionabile e’ molto alta, per molti irragiungibile.
Basta fare gli apolidi in politica. Nel resto d’europa gli extracomunitari possono entrare solo se regolari e devono lavorare per guadagnarsi il pane.
Basta politiche e “business” dell’immigrazione per accedere al denaro pubblico, che dovrebbe essere impegnato per migliorare i servizi ai cittadini.
Dobbiamo cambiare questo paese? sento dire da “qualcuno”. Peccato che non si renda conto e nessuno gli fa’ notare che sta cambiando in peggio! l’Italia e’ in una situazione disperata e sempre “qualcuno” afferma che siamo un paese “ricco” e che gli Italiani hanno paura di spendere i soldi. {NdR}
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La distribuzione della ricchezza in Italia è molto squilibrata: il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza, mentre c’è un 50 per cento delle famiglie che in totale arriva a mettere insieme il 10 per cento della ricchezza totale. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dalla Banca d’Italia, che ha presentato il bollettino sulla ricchezza delle famiglie (dati riferiti al 2008). Il rapporto descrive un Paese fortemente diviso tra chi conduce una vita agiata e chi, per usare un’espressione abusata, “fatica ad arrivare alla fine del mese”.
Al di là delle percentuali, è analizzando i dati assoluti che si coglie il vero significato di questo squilibrio: la ricchezza netta dei 24 milioni di famiglie italiane è di 8.600 miliardi. Questo significa che, in media, ogni famiglia possiede un patrimonio di 358.000 euro. Una cifra ragguardevole, che infatti pone il nostro Paese nella media degli stati dell’Occidente (e di gran lunga più in alto degli Stati Uniti). Ragionando però sulla distribuzione di questa ricchezza, la musica cambia. Eccome. Dividendo il 44 per cento del patrimonio per il 10 per cento delle famiglie, si ottiene una media per famiglia di oltre un milione e mezzo di euro. La metà delle famiglie italiane, invece, ha un patrimonio medio di poco più di 70mila euro. Non stiamo parlando di reddito, ma di patrimonio: case, terreni, beni intestati. La banca centrale italiana, infatti, lo riconosce: “Molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza, mentre all’opposto poche dispongono di una ricchezza elevata”. E se gli italiani conservano comunque un patrimonio “competitivo” è grazie soprattutto alle scelte di investimento abituali: il 62 per cento della ricchezza è distribuita in “attività reali”, e tra queste l’82 per cento sono costituite da case di proprietà.
Il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane – continuna l’analisi di Bankitalia – alla fine del 2009 era era stimabile in circa 4.800 miliardi di euro, con un aumento in termini reali dello 0,4 per cento rispetto a un anno prima. Sempre alla fine del 2009, le passività finanziarie delle famiglie italiane erano costituite per circa il 41 per cento da mutui per l’acquisto dell’abitazione. Proprio perché “concentrate” in larga parte sui mutui, le nostre famiglie risultano meno indebitate rispetto alla media dei Paesi occidentali. Da un confronto internazionale emerge infatti come alla fine del 2008 l’ammontare dei debiti fosse pari al 78 per cento del reddito disponibile lordo: in Germania e in Francia tale valore era pari a circa del 100 per cento, negli Stati Uniti e in Giappone al 130 per cento.
Complessivamente, i numeri dicono che l’Italia appartiene alla parte più ricca del mondo, in termini di ricchezza netta pro-capite: il 60% delle famiglie italiane ha una ricchezza netta superiore a quella del 90% delle famiglie di tutto il mondo. Le cifre non fanno sfigurare il nostro Paese a un confronto internazionale, ma è la loro analisi a far emergere un problema serio. “I dati sulla ricchezza delle famiglie italiane sono drammaticamente eloquenti: un’insostenibile disuguaglianza, una distribuzione tra le più inique delle economie sviluppate e che frena la crescita”. E’ il commento del responsabile Economia e Lavoro del Pd,Stefano Fassina, ai dati di Bankitalia. Ancora più diretto Antonio di Pietro, leader dell’Italia dei Valori: “E’ una situazione da Repubblica delle banane”, scrive sul suo blog: “Questo è diventato un Paese in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, un Paese fondato sull’ingiustizia. Se il governo e le grandi aziende fossero davvero liberali come dicono di essere, se non fossero abituati a predicare sempre bene e a razzolare sempre male, le cose andrebbero un po’ meglio. Non per noi politici ma per quel 90% delle famiglie italiane che deve accontentarsi delle briciole”.
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/20/banca-ditalia-il-45-della-ricchezza-in-mano-al-10-della-famiglia/82840/

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Gli italiani sono ricchi, hanno solo paura di spendere.


Per Renzi la matematica è un'opinione por tuchedicitv

Dati Istat dove il ricco e’ povero ed il povero e’ ricco! il valore immobiliare e’ stato dimezzato da incapaci e ladri in politica che hanno trascinato il paese nel baratro, in deflazione, in recessione, in chemio economia, prossima al default generale.

La cessione della sovranita’ monetaria in cambio dell’euro ha procurato il disastro economico non avvertito solo dai politici (privilegi e rendite). Il debito pubblico aggiornato e’ ben piu’ alto di quanto ho sentito da Renzi: 2.183 Miliardi di euro e cresce ad alta velocita’. Insomma, si vuol far credere che l’Italia sia un paese ricco?
L’Italia e’ stata ricca in passato, oggi siamo in fase di collasso generale, con una tassazione che ha paralizzato l’economia, senza prospettive per il futuro.
Fatela finita con la demagogia, anche questa fa parte di un passato ormai remoto.

(Situazione reale del “Condominio Italia” e suoi Amministratori)

Quando udiremo una presa di posizione da parte delle istituzioni Italiane di fronte alle minacce Isis di conquistare Roma? basta con l’ ipocrisia del “progresso e futuro” da parte del Pd, quando la reata’ del paese e’ ben diversa. Le citta’ Italiane sono ormai dominate da extracomunitari arroganti e mantenuti con denaro pubblico. Gli italiani residenti non hanno il reddito di cittadinanza, come nel resto d’europa. Hanno pensioni da fame e l’eta’ pensionabile e’ molto alta, per molti irragiungibile. Basta fare gli apolidi in politica. Nel resto d’europa gli extracomunitari possono entrare solo se regolari e devono lavorare per guadagnarsi il pane. Basta politiche e “business” dell’immigrazione per accedere al denaro pubblico, che dovrebbe essere impegnato per migliorare i servizi ai cittadini. Dobbiamo cambiare questo paese? sento dire da “qualcuno”. Peccato che non si renda conto e nessuno gli fa’ notare che sta cambiando in peggio! l’Italia e’ in una situazione disperata e sempre “qualcuno” afferma che siamo un paese “ricco” e che gli Italiani hanno paura di spendere i soldi. {NdR} ====================================================================== La distribuzione della ricchezza in Italia è molto squilibrata: il 10 per cento delle famiglie possiede il 45 per cento della ricchezza, mentre c’è un 50 per cento delle famiglie che in totale arriva a mettere insieme il 10 per cento della ricchezza totale. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dalla Banca d’Italia, che ha presentato il bollettino sulla ricchezza delle famiglie (dati riferiti al 2008). Il rapporto descrive un Paese fortemente diviso tra chi conduce una vita agiata e chi, per usare un’espressione abusata, “fatica ad arrivare alla fine del mese”. Al di là delle percentuali, è analizzando i dati assoluti che si coglie il vero significato di questo squilibrio: la ricchezza netta dei 24 milioni di famiglie italiane è di 8.600 miliardi. Questo significa che, in media, ogni famiglia possiede un patrimonio di 358.000 euro. Una cifra ragguardevole, che infatti pone il nostro Paese nella media degli stati dell’Occidente (e di gran lunga più in alto degli Stati Uniti). Ragionando però sulla distribuzione di questa ricchezza, la musica cambia. Eccome. Dividendo il 44 per cento del patrimonio per il 10 per cento delle famiglie, si ottiene una media per famiglia di oltre un milione e mezzo di euro. La metà delle famiglie italiane, invece, ha un patrimonio medio di poco più di 70mila euro. Non stiamo parlando di reddito, ma di patrimonio: case, terreni, beni intestati. La banca centrale italiana, infatti, lo riconosce: “Molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza, mentre all’opposto poche dispongono di una ricchezza elevata”. E se gli italiani conservano comunque un patrimonio “competitivo” è grazie soprattutto alle scelte di investimento abituali: il 62 per cento della ricchezza è distribuita in “attività reali”, e tra queste l’82 per cento sono costituite da case di proprietà. Il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane – continuna l’analisi di Bankitalia – alla fine del 2009 era era stimabile in circa 4.800 miliardi di euro, con un aumento in termini reali dello 0,4 per cento rispetto a un anno prima. Sempre alla fine del 2009, le passività finanziarie delle famiglie italiane erano costituite per circa il 41 per cento da mutui per l’acquisto dell’abitazione. Proprio perché “concentrate” in larga parte sui mutui, le nostre famiglie risultano meno indebitate rispetto alla media dei Paesi occidentali. Da un confronto internazionale emerge infatti come alla fine del 2008 l’ammontare dei debiti fosse pari al 78 per cento del reddito disponibile lordo: in Germania e in Francia tale valore era pari a circa del 100 per cento, negli Stati Uniti e in Giappone al 130 per cento. Complessivamente, i numeri dicono che l’Italia appartiene alla parte più ricca del mondo, in termini di ricchezza netta pro-capite: il 60% delle famiglie italiane ha una ricchezza netta superiore a quella del 90% delle famiglie di tutto il mondo. Le cifre non fanno sfigurare il nostro Paese a un confronto internazionale, ma è la loro analisi a far emergere un problema serio. “I dati sulla ricchezza delle famiglie italiane sono drammaticamente eloquenti: un’insostenibile disuguaglianza, una distribuzione tra le più inique delle economie sviluppate e che frena la crescita”. E’ il commento del responsabile Economia e Lavoro del Pd,Stefano Fassina, ai dati di Bankitalia. Ancora più diretto Antonio di Pietro, leader dell’Italia dei Valori: “E’ una situazione da Repubblica delle banane”, scrive sul suo blog: “Questo è diventato un Paese in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, un Paese fondato sull’ingiustizia. Se il governo e le grandi aziende fossero davvero liberali come dicono di essere, se non fossero abituati a predicare sempre bene e a razzolare sempre male, le cose andrebbero un po’ meglio. Non per noi politici ma per quel 90% delle famiglie italiane che deve accontentarsi delle briciole”.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/20/banca-ditalia-il-45-della-ricchezza-in-mano-al-10-della-famiglia/82840/

fonte: http://www.grandecocomero.com/

Informazioni:
Mandiamo a casa la casta dei poltici di professione

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Lo scopo di questa pagina è di fare un elenco dei policanti appartenti a TUTTI i partiti politici che manteniamo DA SEMPRE e che si son sempre e solo fatti i loro interessi.

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Renzi dalla D'Urso: Gli italiani sono ricchi… por tuchedicitv

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Il primo cinegiornale dell’Era Renzi

“L’Italia cambia verso”, con testi di Paolo Hendel e Marco Vicari, realizzazione di Vertigo
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Notizie e politica
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fonte: https://www.youtube.com/watch?v=RYfQAS8JoBQ

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